I gioielli delle regine d’Italia

 

Il diadema ed i gioielli indossati da Margherita, prima regina d’Italia, apparsi in alcune immagini del post precedente, hanno destato molta curiosità e Alessandro, un giovane lettore torinese, ci propone un articolo sulle gioielli delle regine d’Italia.

Le gioie in dotazione alla real casa sono un gruppo di gioielli ufficiali utilizzati dalle regine di casa Savoia nelle cerimonie e negli eventi importanti. Furono smontati e riordinati per volere della prima sovrana d’Italia Margherita. Infatti per il suo matrimonio furono creati i primi pezzi che vennero integrati negli  anni fino alla creazione, per i 15 anni di matrimonio, del gran diadema nel 1883. Da questa data non furono più sottoposti a modifiche e il loro numero non fu più incrementato, come è dimostrato dall’inventario fatto dalla ditta Musy in quell’occasione e da quello effettuato nel 1946. questi gioielli, come quasi tutti quelli più importanti della famiglia, vennero ideati e creati dalla gioielleria Musy, fondata nel 1706 e attiva ancora oggi, ditta fornitrice di casa Savoia dalla metà del XVIII secolo. La sovrana era solita indossare molti gioielli contemporaneamente tanto da essere paragonata, più di volta, a una madonna votiva nel giorno della processione.

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La regina Margherita li portò fino al regicidio di Monza (29 luglio 1900), dopodiché  scrisse di suo pugno sotto l’elenco dei gioielli: “le Gioie della Corona sono state consegnate a Sua Maestà la regina Elena, mia nuora, il giorno 2 Agosto 1900 in Monza”. Da questo momento i gioielli furono conservati nella cassaforte numero 3 del Quirinale e affidati alla custodia del ministro della real casa, al quale quando la regina doveva indossarne un pezzo bisognava inoltrare una richiesta e una volta avuto il gioiello Vittorio Emanuele III doveva firmare una ricevuta. Dopo l’8 settembre 1943 e la cosiddetta fuga, il re lasciò a Roma i gioielli e al ministero della real casa il compito di tenerli al sicuro dagli invasori. Infatti uno degli ordini di Hitler era di recuperarli e spedirli a Berlino. I tedeschi li cercarono prima nella capitale, poi a Torino e a Milano senza però riuscire a trovarli. Infatti subito prima dell’occupazione rano stati depositati in una cassetta di sicurezza della banca d’Italia, in seguito prelevati e murati in una nicchia dei sotterranei della manica lunga del Quirinale.

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Dopo il referendum istituzionale, il 5 giugno del 1946 l’avv. Falcone Lucifero, reggente del ministero della real casa, si presentò alla banca  d’Italia con il cofanetto a tre piani in cui erano custoditi i gioielli della corona e l’ordine di re Umberto II di riconsegnarli alla nazione ad uso di chi di dovere. Venne stilato un inventario con la descrizione dei pezzi (vedi foto), furono scattate delle fotografie(vedi foto) e il cofanetto venne chiuso con 12 sigilli. In teoria oggi i gioielli dovrebbero essere ancora sigillati e il cofanetto può essere aperto solo in presenza del presidente della repubblica e del governatore della banca d’Italia. Il loro valore oggi, secondo alcune stime, si aggira sui 1.5 miliardi di euro e in totale ci sono pietre per più di 1200 carati.

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I DUE BRACCIALI

I due bracciali furono consegnati da Musy il 20 aprile 1868, due giorni prima del matrimonio. Sono stati ottenuti rimontando due precedenti bracciali con l’aggiunta di 34 diamanti. La montatura è in oro e argento in cui sono incastonati 1034 brillanti per un peso di 156 carati. Il motivo centrale è smontabile e può essere usato come spilla.

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LA SPILLA

La spilla con motivo a nodo, particolarmente caro a Margherita, fu consegnata da Musy il 30 agosto 1868. Fu realizzata con pietre provenienti da altri gioielli; al centro c’è un grande diamante di colore rosato che, secondo la tradizione familiare, era un dono del maresciallo Marmont. La spilla conta 679 brillanti per un peso di 143 carati.

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IL GRAN DIADEMA

Fino alla sua creazione Margherita non aveva posseduto nella sua collezione una tiara di importanza comparabile alle gioie della corona. Così per sopperire a questa mancanza Umberto I, gran donatore di gioielli, nel 1883 per i 15 anni di matrimonio commissionò ai Musy il gran diadema. Composto da undici volute di grossi diamanti  di taglio circolare, attraversate da un giro di perle e sormontate da undici perle a goccia. In questo meraviglioso gioiello sono incastonati 541 brillanti per un peso pari a 292 carati. Per la sua realizzazione Margherita aveva fornito perle di sua proprietà personale e a liquidazione del conto aveva contribuito consegnando ai gioiellieri  una parure del 1835 in diamanti, perle, rubini, zaffiri e smeraldi. La regina lo ricevette per Natale e lo indossò la prima volta alla festa di capodanno di quell’anno, da allora lo portò in tutte le foto ufficiali e alle funzioni di stato.

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LA GRANDE COLLANA

Questa collana è formata da una grande catena  a doppio giro a nodi d’amore (nodi Savoia) e rose di Cipro con nappa finale, quindi si può dire un gioiello con un forte valore simbolico. Questo può essere diviso e indossato con diverse lunghezze, vi sono incastonati 1859 diamanti per un peso di 219 carati.

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LA COLLANA A FESTONI E LA RIVIERE

La collana a festoni è interamente composta da grossi diamanti di taglio circolare per un totale di 150 pietre per un peso di 341 carati. Da abbinare a questo gioiello c’è una rivière (praticamente un girocollo) di 34 grossi brillanti sempre di taglio circolare pari a 105 carati.

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ALTRI GIOIELLI DELLA CORONA

A completare i gioielli della corona ci sono orecchini, fibbie e bottoni di brillanti; cinque spille fatte a fiore; una broche fatta a mezzaluna montata in pavé di diamanti e cinque spille fatte a fiocco, per un totale di 792 brillanti, di forma uguale e di grandezza degradante da indossare sul corpetto in uno stile che ricorda la moda della metà del Settecento.

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Fonti: Stefano Papi e Maria Gabriella di Savoia “Gioielli di casa Savoia” ed Electa; catalogo della mostra a Venaria Reale sui gioielli di casa Savoia.

E per finire una mini biografia di Alessandro che ringrazio di cuore per le ricerche.

Sono nato nel 1991 e sono uno studente del Politecnico di Torino, la mia grande passione è la storia (dell’Europa), in particolare quella moderna. Ho sempre amato i castelli e ho iniziato intorno ai dieci anni ad interessarmi della storia del Piemonte (è nato tutto visitando il museo pietro micca a torino, infatti i miei primi libri sono stati sull’assedio del 1706), poi la curiosità mi ha fatto allargare i miei interessi al resto d’Europa. Essendo appassionato anche castelli e soprattutto regge mi sono dedicato con passione anche alla storia dei Savoia ( che ci tengo a dire la mia famiglia ha servito per molti anni: combattendo le guerre d’indipendenza, come fornitori, come architetti e come funzionari) e di conseguenza anche alle altre case reali. In particolare negl’ultimi due anni ho scoperto il mondo dei gioielli reali e ho iniziato a capire il complicato mondo degli ordini cavallereschi………ah e amo molto i libri.

ps e per chi non lo avesse visto ecco il video con l’ intervista sul libro 101 storie di regine e principesse nel quale potrete vedere me medesima in tutto il suo splendore 😉 con la partecipazione straordinaria di due ospiti specialissime…

ps2 e c’è anche questo video  davvero molto carino realizzato da una lettrice.

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Comments ( 243 )

  • Dinora

    Novembre 8, 2011 at 1:56 am

    Come ho detto l’importante collezione “Numismarica reale ” è ora esposta anche se no credo integralmente, al MUSEO NAZIONAE di Roma. Ed è molto interessente con pezzi molto rari.
    Una domanda, La Regina Elena in molti ritratti ufficiali porta sul capo un diadema di diamanti ( o brillanti non so) con volute terminanti a punta nella cui sommità vi sono posti degli zaffiri. Appena ritrovo il libro con il ritratto della Regina Elena in cui li indossa lo mando via e-ail a Maria.

  • Dinora

    Novembre 8, 2011 at 2:00 am

    P.S CHE MERAVIGLIA QUEI FILI DI PERLE!!

  • elettra

    Novembre 8, 2011 at 10:16 am

    Oh che bello, che bello poterne parlare con tutti!
    Grazie a Marina per la bella introduzione e grazie ad Ale che li ha spediti!
    Molte delle notizie riportate non le conoscevo e a tale proposito, mi piacerebbe sapere se questo catalogo Electa è disponibile e si può acquistare
    Ale trascrivo in parte quello che dico nel post precedente che, penso davanti a questa magnificenza, sarà un po’ messo da parte per un qualche tempo…. la tiara di Maria Josè a cui mi riferivo e che è splendida di origine russa e che veniva dalla famiglia reale belga ..è quella a pag. 119 con diamanti a goccia e briolette…
    Certo è duro pensare come ci si debba separare da tanta bellezza e arte, a cui dovevano essere legati tanti ricordi di famiglia…le ultime generazioni mi sembrano più disinvolte nel liberarsene,forse anche perchè tutto ciò è diventato troppo importante da portare e , in parte anche inutile

  • Ale

    Novembre 8, 2011 at 10:46 am

    un grazie enorme a marina che l’ha pubblicato …… mi auguro possa servire a fare chiarezza sull’argomento. al momento sto scrivendo sui gioielli privati e in particolare su quelli ricevuti da margherita per le sue nozze, spero di finirlo presto.

  • elettra

    Novembre 8, 2011 at 11:10 am

    Ale,….hai detto che frequenti il politecnico?…. allora passerai spesso per Corso Duca degli Abruzzi….per favore la prossima volta mandagli un bacio grosso, ma grosso, da parte mia!
    Scusate tutti il messaggio personale, ma ho un debole per tre luoghi in Italia , pur piacendomi tutta Torino , Trieste , Savona e Genova…..sorry!

  • Martina

    Novembre 8, 2011 at 11:38 am

    Ho appena letto il post molto bello e che belle foto, certo che i reali hanno lasciato davvero un patrimonio dietro di loro inestimabile, non solo per il valore economico dei gioielli ma anche per quello che rappresentano. Bravo Alessandro mi fa piacere che ci siano anche miei coetanei che si interessano tanto alle storie reali, a scuola mi criticavano sempre perché passavo per quella strana che stava troppo tempo sui libri. Riguardo all’intervista molto carina e concordo in pieno quello con quello che hai detto Marina e sopratutto adoro le tue gattine vedo che sono belle in carne a me piacciono i mici un po’ cicciotini, quella bianca e grigia è identica alla mia Vicky con la differenza che la mia poverina cammina su 3 zampe, una è atrofizzata

  • Marco Marcaccio

    Novembre 8, 2011 at 12:16 pm

    Ciao Marina
    articolo bellissimo, come sempre.
    L’unico rammarico (sembra che “qualcuno” abbia paura dei fantasmi) è il fatto di non poter ammirare dei Gioielli, delle vere opere d’Arte, che fanno parte della Storia di questa Nazione.
    Un saluto
    Marco

  • Filippo

    Novembre 8, 2011 at 2:06 pm

    A questo indirizzo (mi spiace ma non so linkarlo) si possono avere ulteriori notizie sui gioielli custoditi nel caveau della Banca d’Italia risalenti al 2002 e da allora nulla è cambiato.
    http://www.google.it/url?q=http://www.francobampi.it/liguria/rientro/gioielli_savoia.htm&sa=U&ei=0ia5ToadKozNswa6pLG2Bg&ved=0CBkQFjAC&usg=AFQjCNGp8rXqFz0o5iLBM6YNspmWXf32bg

  • nicole

    Novembre 8, 2011 at 2:32 pm

    Marina, ma non è possibile. Sento benissimo il giornalista che ti intervista e poi NULLA.
    Veramente strano, chissà che diavoleria..

  • Ale

    Novembre 8, 2011 at 7:29 pm

    eh corso duca ci passo tutti i giorni ….. tornando ai gioielli vi comunico che stasera dovrei finire di scrivere su quelli che la regina margherita ha ricevuto come dono di nozze e se tutto va bene spero di inviare tutto a marina nella pausa pranzo.

  • Ale

    Novembre 8, 2011 at 7:35 pm

    ah dimenticavo …. @dinora penso di aver capito quale diadema intendi ma le pietre in cima non sono zaffiri ma smeraldi. fa parte dei gioielli ricevuti come dono di nozze dalla regina elena che lo regalò insieme agli altri allo stato per finanziare la prima guerra mondiale … eh così ha fatto una brutta fine

  • elettra

    Novembre 8, 2011 at 7:38 pm

    Che tristezza quell’ articolo che ci ha postato Filippo!
    Non posso immaginare che grande dolore deve essere stato per Umberto II l’ esilio e il sapere in quanti avevano messo le mani sulle cose di casa! Mi ha sempre fatto una grande tenerezza quell’ uomo! all’Italia ha sacrificato tutta la vita… la giovinezza…l’amore e alla fine si è trovato solo senza affetti vicini…in fondo non aveva colpe di come erano andate le cose…era sicuramente un uomo timido e molto onesto
    Almeno lui e la moglie Maria Josè dovrebbero poter tornare in Italia…. io gli darei una degna sepoltura, anche nel Pantheon!
    Magari avanzerei qualche riserva per Vittorio Emanuele III, però , proprio perchè i morti non dovrebbero più spaventare, secondo me dovrebbe andare a Superga…insieme alla moglie, che era una grande donna, nella tomba di famiglia…tra l’altro sono pure separati , lui ad Alessandria d’Egitto e lei a Montpellier… non lo trovo umano!
    Anche in Grecia la regina Federica, che pure non era molto amata e morta in esilio a Madrid, è stata sepolta a Tatoi, vicino al marito! e gli zar e congiunti sono stati accolti nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, mi pare….
    Sono stati i nostri reali che ci piaccia o no e sarebbe segno di grande civiltà mettere una pietra, in questo caso tombale, sopra!

    Martina hai perfettamente ragione..è molto bello trovare in questo sito molti ragazzi giovani come te ed Ale, che hanno interessi così inusuali…tira su il morale!

  • Titania

    Novembre 8, 2011 at 9:40 pm

    Bellissimo post, grazie a marina ed ad Alessandro. Nel libro citato sui gioielli di casa Savoia, a pag. 38 c’e un disegno della parure di ametiste rosa che la madre della regina margherita, Elisabetta di Sassonia ricevette dalla moglie di Carlo Alberto come regalo per le sue nozze con il duca di Genova.E’ spettacolare, praticamente e’ quella che e’ stata indossata da Clotilde al matrimonio con Emanuele Filiberto.
    Per Elettra: sono contenta del fatto che Savona sia una delle tue citta’ preferite. (poi spero che tu abbia assaggiato la farinata di grano….)
    Scusatemi per la digressione gastronomica.
    Ciao a tutti

  • Dora

    Novembre 8, 2011 at 9:57 pm

    @ marco
    non credo che la Repubblica non esponga i gioielli dei savoia perchè ha paura di “resuscitare certi morti” ma semplicemente perchè non si esibisce qualcosa che ci è stato prestato come se fosse proprio…
    penso che sarebbe possibile solo dopo secoli dall’estinzione totale della casa sabauda, così nessuno verrebbe più a reclamare…
    era un pò che ci pensavo a questo…

  • Dora

    Novembre 8, 2011 at 10:04 pm

    ok, ammettendo che siano di proprietà dello Stato italiano (e qui l’indicazione di V. E. III, secondo me, è volutamente vaga) pensate al polverone che solleverebbero vittorio emanuele e emanuele filiberto… chi li reggerebbe???

  • elettra

    Novembre 9, 2011 at 7:49 am

    Titania….. non è per far la pignola, ma quella splendida parure usata per il matrimonio di Emanuele Filiberto, è di granati rosa
    Il granato e l’ametista appartengono entrambi alla grande famiglia dei quarzi, però hanno strutture diverse…trigonale l’ametista e isometrico il granato, quindi dipende da come si legano tra loro le molecole e dai minerali tipici del terreno in cui “nascono”…inoltre,mentre per il granato abbiamo una gamma di colori che comprende anche verde, l’ arancione e non mi ricordo più……l’ametista ha il privilegio di avere solo sfumature dal rosa al viola,dal chiaro allo scuro intenso,che viene definito “primo colore”, e che naturalmente è il più prezioso….i cristalli di ametista,possono per la loro struttura legare e nascere molto vicini a quelli del quarzo citrino…..quando si trova questa pietra, molto affascinante per la sua particolarità, si chiama ametrina (ametista più citrino)
    Molto bella è la leggenda di Ametista, che era una ninfa dei boschi insidiata da Bacco….non volendo avere nulla a che fare con quell’ubriacone chiese aiuto alla sua dea Diana, che la trasformò in un cristallo purissimo e trasparentissimo….quando Bacco la raggiunse per la rabbia di non poterla avere, le vuotò addosso la coppa di vino che aveva tra le mani….da qui il bel colore viola ….
    Stiamo parlando di gioielli e,spero di non avervi annoiato con questo discorso sulle pietre,ma io , tranne i sassi, le amo tutte!
    Titania,ma tu sei di Savona? per tantissimi anni ho trascorso le estati ad Albissola, dove erano andati i miei nonni in pensione…la farinata….. perchè solo di grano?..quella di ceci non ti piace?

  • Angie

    Novembre 9, 2011 at 9:56 am

    Bellissimo articolo, grazie ad Ale e a Marina!
    Chiedo: chi è raffigurato nell’ultima foto, quella ovale?

    Marina, volevo dirti che la tua intervista mi è piaciuta molto…anche le “vallette”!

  • elettra

    Novembre 9, 2011 at 10:35 am

    Dora…non credo che Vittorio Emanuele, per comodità chiamiamolo IV, ed il figlio, possano avanzare pretese su quei gioielli…se sono della Corona dovrebbero andare alla Corona, nel remoto caso tornasse la monarchia, quindi al sovrano….nelle molte richieste che fece durante l’esilio, per poter tornare in Italia,c’erano anche i gioielli? non me lo ricordo più…c’è qualcuno che mi può rinfrescare la memoria?
    Mi ricordo invece che da più parti ci si lamentò, quando nella recente mostra a Venaria, non si trovarono esposti molta parte del patrimonio privato dei Savoia…..mi ricordo di aver letto, può darsi che non sia la verità, ma dietro un po’ di fumo, c’è anche dell’arrosto! che il nostro principe avesse avuto paura che portandoli in Italia , potessero essere rubati dalla mostra e non gli fossero restituiti……e lui non si presentò neppure all’inaugurazione…… se fosse vero, che dire?

  • elettra

    Novembre 9, 2011 at 10:50 am

    Angie …come hai fatto a non riconoscerla?..ma non l’hai visto, il naso?…E’ sempre lei, la nostra regina Margherita, in età giovanile, ma sempre un po’ teatrale…lo era molto sia negli atteggiamenti, nel modo di acconciarsi e nel linguaggio…..
    Quando le portarono a casa il cadavere del marito, definì il regicidio “la più grande tragedia del secolo!”…ora , per carità l’uccisione di un uomo è sempre una tragedia, ma l’umanità ne ha viste di ben più enormi , in seguito,calcola inoltre che il secolo era appena cominciato…….

  • elettra

    Novembre 9, 2011 at 11:54 am

    Marina..in questo momento non ho nessuno vicino che mi possa dare una mano…ti do l’indirizzo della mostra di Venaria….è molto lungo,ma sarebbe bello inserirlo, per poterne parlare..c’è anche il famoso pettorale di smeraldi e rubini

    http://www.lavenaria.it/pdf/press_office/stampa/gioielli/diademi_gioielli.pdf-Window Internet Explorer

    Chi mi può aiutare?

  • Angie

    Novembre 9, 2011 at 3:14 pm

    E’ vero Elettra, non avevo osservato bene. Mi hanno tratto in inganno l’abito e l’acconciatura e ho pensato che fosse un’altra, invece Margherita “fu” giovane poco dopo la metà dell’ottocento. Grazie!

  • anonimo

    Novembre 9, 2011 at 3:14 pm

    Buon giorno
    @Elettra, prima di tutto volevo scusarmi se l’articolo da me indicato ti ha intristita non era questa la mia intenzione, poi vorrei provare a dare una risposta a quanto scritto nel tuo commento “”…. la tiara di Maria Josè a cui mi riferivo e che è splendida di origine russa e che veniva dalla famiglia reale belga ..è quella a pag. 119 con diamanti a goccia e briolette…””, anche se ho posseggo il libro che tu citi.
    Allora il diadema dovrebbe essere il Fabergè, questo diadema è stato acquistato negli anni ’30 dalla famiglia reale belga per darlo in dotazione al figlio cadetto, principe Carlo Teodoro, questi non si sposò ed il diadema non vide più la luce del sole, alla sua morte (1980 o 83) il diadema fu ereditato dalla sorella, regina M.Josè che essendo avanti con gli anni e forse perchè non c’erano più occasioni non lo indossò mai, alla sua morte (2002) il diadema venne ereditato dalla principessa M.Gabriella che negli anni successivi lo mise all’asta (fu venduto per circa 1 milione di euro) per risolvere i problemi con il fisco a causa delle imposte di successione.
    Questo argomento è già stato comunque trattato in un precedente articolo di Marina, ho cercato di rintracciarlo ma non ci sono riuscito.
    Vedo che il diadema di granati per te e di topazi per è sempre oggetto di discussione (vuoi vedere che alla fine sono fondi di bottiglia?).

    I Savoia non hanno fatto una vera e propria richiesta per riavere i gioielli custoditi alla Banca d’Italia, ma più volte hanno detto che vorrebbe riaverli per poterli esporre, in un luogo adeguato per essere ammirati da tutti, personalmente penso che il luogo giusto sia una delle sale del Quirinale.

    @Marina, anche se ultimamente non faccio molti commenti, non so se ha notato l’assenza, nei commenti, di Elizangela von Straenberg, anche lei commentatrice di lungo corso, spero stia bene.
    Saluti
    Filippo

  • Filippo

    Novembre 9, 2011 at 3:16 pm

    Ops!! Marina mi è scappato il commento in anonimo, anche se l’ho firmato.

  • Filippo

    Novembre 9, 2011 at 3:20 pm

    Buon giorno
    @Elettra, prima di tutto volevo scusarmi se l’articolo da me indicato ti ha intristita non era questa la mia intenzione, poi vorrei provare a dare una risposta a quanto scritto nel tuo commento “”…. la tiara di Maria Josè a cui mi riferivo e che è splendida di origine russa e che veniva dalla famiglia reale belga ..è quella a pag. 119 con diamanti a goccia e briolette…””, anche se ho posseggo il libro che tu citi.
    Allora il diadema dovrebbe essere il Fabergè, questo diadema è stato acquistato negli anni ’30 dalla famiglia reale belga per darlo in dotazione al figlio cadetto, principe Carlo Teodoro, questi non si sposò ed il diadema non vide più la luce del sole, alla sua morte (1980 o 83) il diadema fu ereditato dalla sorella, regina M.Josè che essendo avanti con gli anni e forse perchè non c’erano più occasioni non lo indossò mai, alla sua morte (2002) il diadema venne ereditato dalla principessa M.Gabriella che negli anni successivi lo mise all’asta (fu venduto per circa 1 milione di euro) per risolvere i problemi con il fisco a causa delle imposte di successione.
    Questo argomento è già stato comunque trattato in un precedente articolo di Marina, ho cercato di rintracciarlo ma non ci sono riuscito.
    Vedo che il diadema di granati per te e di topazi per è sempre oggetto di discussione (vuoi vedere che alla fine sono fondi di bottiglia?).

    I Savoia non hanno fatto una vera e propria richiesta per riavere i gioielli custoditi alla Banca d’Italia, ma più volte hanno detto che vorrebbe riaverli per poterli esporre, in un luogo adeguato per essere ammirati da tutti, personalmente penso che il luogo giusto sia una delle sale del Quirinale.

    @Marina, anche se ultimamente non faccio molti commenti, non so se ha notato l’assenza, nei commenti, di Elizangela von Straenberg, anche lei commentatrice di lungo corso, spero stia bene.
    Saluti
    Filippo

  • anonimo

    Novembre 9, 2011 at 4:15 pm

    @Angie nell’ovale c’è la regina margherita da giovane con la parure del 1835 data poi alla gioielleria Musy per pagare parte del gran diadema

  • jacopoamedeo moretti

    Novembre 9, 2011 at 5:40 pm

    ciao a tutte/i
    come va?
    finalmente oggi riesco ad aprire il pc!!!

    il delirio romano è tornato in me:-)

    leggo articoli nuovi e interessanti:-)

    MARYNA è ufficiale riesco a leggere le ultime pagine del tuo libro… a morsi… ma sono quasi alla fine…
    il trasloco ormai è divenuta una professione… dovrebbero pagarmi!!!
    hehe

    sono riuscito a fissare col giornalaio POIN DE VUE… (ovvio non sapeva cosa fosse e come si scrivesse:-)) molto pittouresco:-))(leggere con pronuncia anglofona)

    vi mando un abbraccio
    a presto
    j
    jam
    jacopo
    jacopo amedeo
    jacopo amedeo moretti

    (in caso vi foste scordate di me…giustamente)
    j

  • elettra

    Novembre 9, 2011 at 6:46 pm

    Oggi ho rotto le scatole per tutto il giorno a Marina con i commenti “in attesa di moderazione”
    Ogni tanto facevo un viaggio da queste parti, ma il post è troppo interessante!!!!!
    Filippo ti avevo riconosciuto anche se anonimo….grazie, per le precisazioni!

    Per Dinora…la differenza tra brillanti e diamanti è nel taglio…mi spiego meglio: la pietra è il diamante, con il taglio olandese abbastanza recente, diventa brillante, perchè riflette meglio la luce ….sono diamanti quelle pietre con il taglio navette, marquise briolette, goccia, smeraldo, cuore , baguette , princepss….
    Quindi è brillante solo un diamante tagliato in un certo modo per la precisione in 54 faccette , e il taglio è molto importante per la qualità della pietra!

    JAM, se vuoi possiamo fondare una società, una ditta di traslochi…sono di provata esperienza !!!!!!

  • Titania

    Novembre 9, 2011 at 9:55 pm

    @ Elettra hai proprio ragione, sono andata a rivedere il libro di Stefano papi, il diadema e’ di granati. Vado sempre a spiaggia ad albissola marina, e mi piace anche la farinata di ceci , ma quella di grano e’ meglio!
    Certo che vendere dei gioielli cosi’… E’ proprio un peccato.

  • ALESSANDRA D.

    Novembre 9, 2011 at 10:08 pm

    grazie marina ed alessandro per il bellissimo articolo e grazie agli altri amici che hanno approfondito ancora con qualche altra notizia tecnica sulle pietre preziose.
    non capisco perche’ questi gioielli siano chiusi nel caveau e lo stato italiano, visto che li ha sotto custodia, non aprofitti per esporli ed organizzare mostre nei vari musei europei, per la gioia degli appassionati e storici e per ricavarne anche dei giusti profitti, da reinvestire nelle belle arti.
    marina ho una richiesta: perche’ non metti il libro su amazon cosi’ possiamo comprarlo anche noi all’estero?
    non andro’ in italia fino all’anno prossimo….e non resisto!!!

  • marina

    Novembre 9, 2011 at 10:37 pm

    passaggio al volo per dirvi che @ elettra no non mi hai fatto impazzire per approvare i commenti anzi ammiro moltissimo la tua competenza gemmologica. grazie per le spiegazioni;
    @ Ale grazie per la mail e le foto, pubblicherò il tutto nei prossimi giorni che l’attualità incalza…;
    @ Alessandra D. il libro su amazon c’è già ecco il link
    http://www.amazon.it/101-Storie-Regine-Principesse-Hanno/dp/8854131210/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1320873967&sr=1-1

    ma lo trovi anche da ibs.it

    purtroppo non sono io a mettere il libro sui siti che vendono libri on line provvede direttamente la casa editrice e mi pare fra l’altro che su amazon ce ne siano rimasti soltanto due 😉

  • paola

    Novembre 9, 2011 at 10:55 pm

    bello e interessante questo post Ale! mi piace anche molto leggere i commenti di tutti voi che vi intendete dell’argomento

    poi, come dicevo nell’altro post, Umberto II secondo me era troppo buono e onesto in generale e in particolare per la neo-nata repubblica italiana. Mi sarebbe piaciuto averlo come re, mentre molto moooooolto meno avere come re il suo erede V. E. (IV)

    M. Paola

  • elettra

    Novembre 10, 2011 at 11:41 am

    Grazie Marina…sono contenta di non avervi annoiato con le mie dissertazioni sulle pietre preziose…ho sempre paura di sembrare un po’ ” maestrina”, ma quando volete sono sempre disponibile a parlarne dettagliatamente

  • Alessandra D.

    Novembre 10, 2011 at 12:49 pm

    Grazie marina, lo cercavo su amazon.com e non c’era, era su amazon.it! Da ibs avevano difficolta’ a reperirlo… Hai gia’ bisogno di una seconda edizione!! Complimenti!!

  • marina

    Novembre 10, 2011 at 5:29 pm

    mi scuso con tutti per il ritardo nelle riposte
    @ Dinora si ho presente anche io il ritratto, però a me all’appello manca una parure di zaffiri, quella che Vittorio Emanuele II ha regalato a Margherita per la nascita del figlio. che si tratti di quella?
    @ elettra il libro della electa è esaurito, finito, sparito, almeno in italiano. l’avevo trovato da Galignani a Parigi nella versione inglese a qualcosa come 200 euro, l’ho lasciato là. concrdo che per me sarebbe impossibile liberarmi di tali oggetti…;
    @ Ale ancora grazie 😀
    @ Martina ormai siamo in tanti ad essere appassionati di storie reali. belle eh le mie tipe? 😉
    @ Marco è vero è assurdo. ho scoperto che in Germania a Stuttgart per la precisione ci sono in mostra i gioielli dei Wurtemberg, un deposito perché poi se li deovon indossare se li ripigliano;
    @ Filippo grazie per il link;
    @ Nicole non capisco proprio perché ti accade questa cosa;
    @ Titania la precisazione l’ha fatta elettra e savona no non la conosco, ma la farinata di ceci l’ho mangiata a Santa Margherita Ligure, una favola 😀
    @ Dora se ci fosse un accordo potrebbero farlo, ma Vittorio Emanuele di Savoia non ha neanche prestato il diadema della madre per la mostra alla Venaria Reale;
    @ Angie grazie e le ospiti speciali ringraziano anche loro 😉
    @ elettra confermo, il diadema doveva esserci, figurati è anche la copertina del catalogo, ma lui all’ultimo non lo portò, disse per paura di un sequestro da parte dello Stato e si hai detto giusto, Margherita era un po’ teatrale;
    @ Filippo esatto, la storia del diadema Fabergé è proprio questa. su Elizangela non so che dire, magari è in viaggio;
    @ jam che bello risentirti e sapere che sei felice a Roma;
    @ Paola concordo con te a proposito di Umberto II

  • jacopoamedeo moretti

    Novembre 11, 2011 at 2:12 pm

    ciaooooooooooooo
    marina mi sono impegnato…so che non faccio una bella figura… ma è stato un periodo pesante… bello ma pesante…
    (mio padre è ancora a letto… e non sappiamo….) io a roma sono rientrato nei deliri….con gioia… ma è tutto da fare entro ed esco come una trottola
    oggi avevo l’udienza di cui ti parlai… ma non mi hanno fatto andare gli avvocati…lunga storia oggi capirò…
    ma morale: ieri ho spento la tv e ho finito il tuo libro….comprese tutte le pagine di ringraziamenti etc…
    e dico: che sei stata molto dolce con chi ti ha aiutata e ti è stata vicina…. questo è un atteggiamento che trovo umilmente superiore 🙂 se capisci il complimento intrinseco

    il libro mi è piaciuto, anche se dico il vero senza freni: ora ne voglio di più…. ho letto storie di personaggi che conoscevo con minor precisione e/o interesse….e mi si è scatenata la curiositààààààà DICCE DEPPIU’

    :-))
    ma ti abbraccio….
    e saluto tutte-i

    spero presto di essere dei vs in modo più presente e continuativo mi mancate!!!

    kiss
    j

  • Ale

    Novembre 11, 2011 at 5:27 pm

    è vero il libro sui gioielli di casa savoia scritto da maria gabriella e stefano papi è letteralmente introvabile …. io, 2 anni fa, sono riuscito a comprare l’ultimo esemplare in italiano di torino, quello che era in esposizione nel book shop di palazzo madama … però almeno vuol dire che è un argomento che interessa alla gente ma purtroppo non lo ristampano…

  • elettra

    Novembre 11, 2011 at 8:51 pm

    No , io il libro di Maria Gabriella e Stefano Papi, ce l’ho….l’ho avuto in regalo due, tre , forse quattro anni fa, quando costava qualcosa come una sessantina di euro….. era il catalogo su Venaria che chiedevo se fosse reperibile da qualche parte……

  • Ale

    Novembre 12, 2011 at 10:03 am

    ah io quello l’ho comprato subito dopo la mostra … prova a cercarlo su internet

  • elettra

    Novembre 14, 2011 at 8:56 am

    SU N&R c’è la fotografia di un collier di M. Josè di diamanti e smeraldi, venduto da M. Gabriella che lo aveva ereditato….chissà dove è finito!

    BELLISSIMO!!!!

  • Ale

    Novembre 14, 2011 at 11:19 am

    @elettra l’ho visto anch’io, ma sui libri che ho non ne parlano .. infatti solo oggi ho scoperto la sua esistenza. comunque non ha niente a che vedere con la collana di smeraldi della regina margherita (che indossa anche nella prima foto del post) di cui racconto la storia nel post che marina ha detto che pubblicherà nel giro di qualche giorno …… gli smeraldi piacevano molto anche al ramo aosta. elena d’aosta aveva una bellissima collana con queste pietre che eredita eredita oggi è arrivata ad astrid del belgio.

  • elettra

    Novembre 14, 2011 at 2:12 pm

    Sì ALE, anche per me è stato una sorpresa e devo dire che mi sembra un pezzo molto moderno, come disegno e montatura e assemblaggio…e non mi ricordo fotografie della nostra regina con questo oggetto addosso,nè come collier, nè come tiara, perchè probabilmente può essere portato anche così…come molte tiare del resto….figuriamoci se poi i Savoia non facevano qualcosa che avesse più usi!…la grande tiara mi sembra che abbia più e più soluzioni di uso….a venta risparmiè..era un motto dei Savoia…bisogna risparmiare, per i non piemontesi!!!
    Purtroppo della grande collana di smeraldi nella foto, conosco la storia…ne riparleremo…….

  • Ale

    Dicembre 6, 2011 at 10:42 am

    oggi la stampa nella cronaca cittadina di torino ha dato la notizia della chiusura della gioielleria musy. era la gioielleria più antica d’italia (fondata nel 1707), ha fatto i gioielli più belli di casa savoia e chissà quanti altri per famiglie meno famose. era in via po n° 1 dal 1818, gli interni e la facciata esterna del negozio non sono più cambiati dal 1865. a metà settembre la famiglia ha ceduto l’attività al gruppo castoro che vi installerà le sue produzioni di lusso; non verrà cambiata l’insegna e il nome e anche gli interni dovrebbero rimanere ugali, ma in vetrina al posto dei gemelli con lo stemma sabaudo o i nodi savoia ci saranno le collezioni di pomellato e al posto dei gioielli unici creati dalla gioielleria ci saranno i diamanti di damiani … il nome resta e andrà avanti ma è come se musy fosse morto a settembre. dispiace soprattutto che uno dei locali storici della città abbia rischiato di scomparire senza che il comune muovesse un dito per salvarlo, per fortuna la sopraintendenza dei beni culturali ha imposto almeno il mantenimento invariato di questo pezzo di storia per quanto riguarda gli interni e gli esterni del negozio ma la sostanza è morta per sempre.

  • elettra

    Dicembre 6, 2011 at 6:07 pm

    Ale capisco il tuo rammarico… a Roma nel dicembre 2009 ha chiuso la gioielleria Petochi, anche questa fornitrice della real casa, che aveva il negozio in Piazza di Spagna 23…gli eredi hanno deciso di dedicarsi ad altra attività… gliene dovrei essere grata perchè in questo modo ho avuto l’opportunità di seguire la liquidazione e di lucidarmi gli occhi con preziosi straordinari…invece mi veniva da piangere!
    Almeno a Torino la facciata e l’interno non cambieranno …qui ,tranne l’esterno che nessuno può cambiare, l’interno è stato tutto ribaltato, e , in quel negozio storico, ora si vende robetta, come del resto in tutto il centro di Roma che è diventato solo terreno per turisti…che tristezza!

  • Ale

    Novembre 12, 2012 at 6:11 pm

    lo posto qui perchè non mi ricordo se marina ci aveva fatto un post e visto che ultimamente si è parlato dei nostri gioielli della corona mi venuta voglia di andare a rileggermi questo vecchio post (che rappresenta un pò i miei esordi nel blog).

    http://www.noblesseetroyautes.com/nr01/2012/11/exposition-la-princesse-marie-jose-entre-belgique-et-italie-une-garde-robe-royale/

    ne avevamo già parlato forse un mesetto fa. questa mostra che ora è a bruxelles nel (mi sembra) 2009 è stata ospitata alla reggia di venaria. fu certamente una delle più belle che vi hanno mai fatto. di certo rispetto a quella belga la nostra location era migliore, tutti gli abiti sono stati esposti, a mo’ di sfilata, nella galleria di diana .. altro che vetrinetta! consiglio a chiunque lo trovi di acquistare il catalogo: “manti reali a corte. dal corredo della regina maria josè” daniela piazza editore. bellissimo libro, dove oltre ai vestiti parla anche dei gioielli donati da umberto alla moglie per le nozze.

  • Ale

    Novembre 12, 2012 at 6:28 pm

    mi sono sbagliato, la mostra è del 2008 non del 2009.
    nell’archivio del sito della reggia di venaria ho ritrovato una foto che rende l’idea di com’era la mostra:

    http://www.lavenaria.it/web/it/consorzio-la-venaria-reale/press-office/archivio-cartelle-stampa/item/759-manti-regali-a-corte.html

  • Alex

    Novembre 12, 2012 at 11:50 pm

    @Ale bella la foto, sembra un corteo regale, come quello del video in cui la regina Elena riceve la rosa d’oro al Quirinale, oppure quello della visita di Pio XII al Quirinale, che fasto! Peccato che non ce ne siano altri di filmati del genere in giro.

    Alessandro

  • Ale

    Novembre 13, 2012 at 12:22 pm

    @alex ho cercato un pò su you tube, purtroppo non c’è molto:

    http://www.youtube.com/watch?v=lbwQWJje3zg

  • Alex

    Novembre 13, 2012 at 1:49 pm

    @Ale @tutti sapete qualcosa del diadema del duca d’Aosta, quello con i nodi savoia e le stelle sopra indossato dalle ultime due duchesse d’Aosta? Da dove viene? E’ stato creato di recente forse, magari smontando il bel diadema di Irene di Grecia che non si è più visto?
    Dei diademi aosta indossati da Elena d’Orléans non c’è più traccia, credo siano stati tutti smontati.
    E quello invece di Anna di Guisa, oggi indossato da Astrid del Belgio, da dove proviene? Dai Guisa-Orléans o dallo smontaggio di quelli della suocera Elena?

    Alessandro

  • anonimo

    Novembre 13, 2012 at 3:36 pm

    @Alex
    Intendevi questo?
    http://www.gogmsite.net/the-belle-epoque-1890-1914/subalbum-helene-dorleans/duchess-helene-of-aosta.html
    A me sembra di averne visti due, uno molto probabilmente una copia …

    Quello indossato da Claudia d’Orleans per le nozze sembra diverso….

    Ci studierò! 😀

  • anonimo

    Novembre 13, 2012 at 6:42 pm

    @alex dei gioielli degli aosta si sa poco. quello con i nodi savoia che elena d’orleans porta monatato in vari modi è del 1895 e fu un regalo di nozze del marito, realizzato da musy. probabilmente è stato smontato durante o dopo la guerra e credo che alcune pietre siano state vendute nel dopoguerra per tirare avanti. le sopravvissute credo siano quelle che ha usato il duca d’aosta per far fare l’odierno diadema a nodi, che assomiglia vagamente quello della nonna. io l’ho visto alla mostra a venaria e devo dire che in foto non mi piace un gran chè mentre dal vivo è stupendo, brilla moltissimo. il diadema di irene di grecia penso faccia parte di quei gioielli che la duchessa dovette vendere per mantenere e far studiare il figlio una volta rimasta vedova, penso sia in questo ambito che umberto II comprò la tiara che poteva essere montata anche a collana della prima duchessa d’aosta (maria vittoria dal pozzo della cisterna):

    http://www.google.it/imgres?q=diadema+musy&hl=it&biw=1366&bih=612&tbm=isch&tbnid=uLWs7qnIbhPSgM:&imgrefurl=http://www.francobampi.it/liguria/rientro/il_patrimonio.htm&docid=_UR3STlrQBzyeM&imgurl=http://www.francobampi.it/liguria/rientro/figure/collana.jpg&w=415&h=403&ei=VoOiUPG4LcmC4ASTiYHIBA&zoom=1&iact=hc&vpx=480&vpy=193&dur=1488&hovh=221&hovw=228&tx=87&ty=111&sig=109360160651672043171&page=3&tbnh=128&tbnw=136&start=57&ndsp=34&ved=1t:429,r:66,s:20,i:327

    http://www.google.it/imgres?q=maria+gabriella+di+savoia&hl=it&biw=1366&bih=612&tbm=isch&tbnid=7CD2ZinTGgcokM:&imgrefurl=http://www.micolfontana.it/abiti/dett_savoia1.htm&docid=W3bUWzqffXbJxM&imgurl=http://www.micolfontana.it/images/abitistorici/realp.jpg&w=269&h=399&ei=r4SiUPvfG-2O4gT7-4CYDw&zoom=1&iact=rc&dur=219&sig=109360160651672043171&page=1&tbnh=136&tbnw=98&start=0&ndsp=22&ved=1t:429,r:13,s:0,i:145&tx=41&ty=33

    http://www.google.it/imgres?q=diademi+reali&hl=it&biw=1366&bih=612&tbm=isch&tbnid=L-dUKmoghO-UAM:&imgrefurl=http://flickrhivemind.net/Tags/reggiadellavenaria/Interesting&docid=Dzauz_eVGLZP2M&imgurl=http://farm4.static.flickr.com/3436/3903669852_20bdb3dc95.jpg&w=375&h=500&ei=O4aiUJeyCcjN4QSKxoCoBw&zoom=1&iact=hc&vpx=886&vpy=115&dur=42&hovh=259&hovw=194&tx=119&ty=159&sig=109360160651672043171&page=1&tbnh=134&tbnw=112&start=0&ndsp=23&ved=1t:429,r:4,s:0,i:78

    quello di anne di guisa penso sia un regalo di nozze, non ne so niente.
    i link sono un pò lunghi spero funzionino.

  • Ale

    Novembre 13, 2012 at 7:57 pm

    l’anonimo delle 18:42 sono io

  • elettra

    Novembre 13, 2012 at 9:49 pm

    ..e infatti non sono venuti…..
    per vederlo io ho cliccato “nozze amedeo d’aosta e claudia di francia” e poi sono andata sulle immagini…c’è il diadema con le stelle
    non capisco perchè non sono apparsi…

  • elettra

    Novembre 13, 2012 at 9:53 pm

    ci riprovo qui…scorrete la pagina..c’è pure quello di Irene di Grecia
    http://ladyreading.forumfree.it/?t=42913021&st=15

  • Laura

    Novembre 13, 2012 at 10:09 pm

  • Alex

    Novembre 14, 2012 at 12:20 am

    Grazie a tutti per i link, sì mi riferivo proprio a questi diademi. Quindi non si sa molto, tutti più o meno venduti, ma chissà quando è stato creato quello che oggi e in possesso degli Aosta, forse poco prima del matrimonio di Amedeo con Claudia d’Orlèans? Penso che sarebbe più bello senza stelle sopra, le trovo troppo grandi, anche se nell’insieme fa il suo effetto. E’ un peccato che gli altri non siano giunti agli Aosta, non so voi, ma avrei preferito che il bellissimo collier di smeraldi e la tiara di Anna di Guisa finissero agli Aosta invece che in Belgio, ma certo erano proprietà personali non legati patrimonialmente al ramo Aosta.

    Aimone e Irene d’Aosta sono stati per alcuni anni duchi di Spoleto prima della morte di Amedeo, perciò hanno con me spoletino un legame particolare; a casa ho un libro con le foto di una visita dei duchi a Spoleto poco dopo le nozze e mostra le celebrazioni per accoglierli in palazzo comunale e al teatro Nuovo, la visita in ospedale, in una fabbrica e le luminarie organizzate in città.
    Poco si sa di Irene d’Aosta, ma credo che debba aver avuto una vita non facile: la burrascosa situazione greca, la vicenda del marito, i suoi tradimenti, la prigionia, le difficoltà economiche. Solo alla morte si è saputo che era terziaria francescana come Giovanna di Savoia; niente biografie mi risulta o memorie, seppur di vicende ne ha passate, ma dagli Aosta tutto tace. Di nuovo, perchè non fanno di più?

    Alessandro

  • elettra

    Novembre 14, 2012 at 1:55 pm

    Lo scritto di Alex, mi incuriosita e sono andata a cercare qualche notizia in più su Irene di Grecia…ma mi sono trovata davanti a uno scritto sibillino..per favore, mi potete spiegare meglio , laddove si legge….nel 1927 il fratello Giorgio annunciò il suo fidanzamento……ecc. ecc.?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Irene_di_Grecia

  • Alex

    Novembre 15, 2012 at 1:44 am

    @Elettra anche io non ne so di più, solo, guardando le date, che si sposò a 35 anni! Tardissimo. Credo sia stato un matrimonio combinato e che fra lei, quieta e poco avvenente e lui, fascinoso e desiderato, non ci sia stato un vero innamoramento, ma sono solo mie impressioni non basate su alcuna testimonianza o scritto.

    Sempre su youtube c’è un breve video del giorno del matrimonio degli allora duchi di Spoleto a Santa Maria del Fiore e si possono notare molti personaggi storici presenti: oltre ai Savoia, la contessa di Barcellona, i duchi di Kent, Federica, Paolo e Giorgio di Grecia, Vittoria Melita di Sassonia ed altri, molti dei quali non ho riconosciuto. Ci sono inoltre particolari interessanti: Anna d’Aosta fa il saluto fascista scendendo dalla vettura, come anche gli sposi; Elena d’Aosta indossa un doppio filo di perle lungo oltre le ginocchia mi sembra, molto originale ma molto scomodo; Amedeo d’Aosta sfoggia un sorriso da cui si comprende il fascino che lo contraddistingueva; la sposa ha come bouquet i gigli, omaggio a Firenze dove poi trascorrerà gran parte della vita.

    http://www.youtube.com/watch?v=BAI5AZcXfzA

    Alessandro

  • Ale

    Novembre 15, 2012 at 4:13 pm

    @alex è un bel video. l’avevo già visto in qualche documentario. il matrimonio di aimone l’ho sempre trovato molto scenografico, sia per la location sia per la pompa, fu l’ultimo lampo di luce prima dell’oscurità della guerra. mi piacciono molto le divise bianche, fanno risaltare le decorazioni tanto quanto quelle scure. trovo invece poco elegante il grigioverde d’ordinanza, che però venne usato per le nozze di umberto II e maria josè. se non ricordo male il duce regalò come dono di nozze a irene di grecia una catena con una grossa perla di un rosa scuro, subito ribattezzata come “perla nera”. questo gioiello credo sia ancora di proprietà del figlio amedeo, l’ho vista esposta a venaria per la mostra dei gioielli dei savoia.
    penso che il matrimonio di irene di grecia sia stato spesso sottovalutato, secondo me invece è molto importante. la principessa infatti portava alla famiglia reale italiana oltre a un nuovo legame con la grecia anche le parentele con dinastie importanti. in particolare irene era discendente diretta sia della regina vittoria che di cristiano IX di danimarca, oltre che di federico III e guglielmo I di germania, se poi si va ancora più indietro si può citare anche la discendenza da caterina II e pietro I di russia. tutte parentele nuove per casa savoia, abituata a sposare i vari rami dei borbone e degli asburgo o alcune dinastie tedesche. in particolare penso che a vittorio emanuele III fosse gradita la parentela, anche se alla lontana, con la casa reale inglese visto che per tutta la vita è stato filo-britannico. sarebbe stato interessante vedere come si sarebbero sviluppate le cose se non fosse scoppiata la guerra.

  • Simonetta

    Novembre 15, 2012 at 4:51 pm

    @alx@elettra. Sono andata a leggermi anch io wikipedia…..ma al di la del matrimonio combinato e l età diciamo avanzata,35 anni!?!?,….quello che mi ha fatto più strano e il primo annuncio di fidanzamento con seguente annullamento….cosa alquanto inusuale sia per tempi che ,più importante,in quel ambiente….chissà cosa sarà successo perché sia avvenuto tutto ciò?!?

  • Alex

    Novembre 15, 2012 at 5:13 pm

    @Ale anche a me piacciono molto le divise bianche e molto poco quelle grigio-verdi, troppo militaresche.
    Non sapevo del regalo del duce ad Irene d’Aosta. Il matrimonio penso anche io rientrasse nell’ottica di creare nuovi legami con la Grecia, non so quanto fosse invece interesse di Vittorio Emanuale III unire gli Aosta con le altre dinastie europee, visti gli antagonismi dei Savoia regnanti con gli Aosta. Come ripeto, non credo si sappia molto di questo matrimonio, di come nacque l’idea e del legame fra Aimone ed Irene.

    Alessandro

  • marina

    Novembre 15, 2012 at 5:18 pm

    a proposito di Irene e Aimone ho un libro dove penso di poter trovare delle risposte, ma non ora. sennò addio post sui diamanti di Elisabetta 😉

  • Alex

    Novembre 15, 2012 at 5:39 pm

    Ah bene Marina allora aspetto, il post sui diamanti merita la precedenza.

    Alessandro

  • Ale

    Novembre 15, 2012 at 6:20 pm

    @alex il re faceva gli interessi della sua dinastia e volente o nolente anche gli aosta ne facevano parte, e quindi portare il lustro necessario. sinceramente non credo che ci fosse nessun antagonismo. la vera rivalità si è creata con la disputa sulla successione a re umberto, forse già nel 1983. prima non è successo niente. penso che l’unico problema tra vittorio emanuele III ed emanuele filiberto d’aosta fosse la moglie di quest’ultimo, elena d’orleans infatti era indipendente e pensava con la sua testa. tutte qualità che non corrispondevano a quello che il re considerava una buona moglie, inoltre la duchessa era invidiosa e altezzosa. credo che le sarebbe piaciuto molto essere regina e forse si illuse di diventarlo (oltre che con le altre proposte di matrimonio che ricevette o che architettò, tipo la sua visita in italia per farsi notare dalla regina margherita quando questa era in cerca di una nuora) quando i sovrani non avevano figli maschi e quindi un erede. infatti tra il 1900 e il 1904 emanuele filiberto era l’erede al trono italiano e sua moglie aveva iniziato a chiamare il figlio amedeo “mon petit roi”. era molto ambiziosa, certo non vedeva di buon occhio la regina elena che chiamava “mon cousine la bergère”. diciamo che il re si tolse qualche sassolino dalla scarpa quando lei andò a fiume da d’annuzio e lui convocò il duca d’aosta dicendogli di ordinare alla sua signora di tornare a casa accusandolo di non saper gestire sua moglie. ovviamente il duca obbedì. di certo non c’era rivalità tra i cugini per il trono (nemmeno quando mussolini cercò di fare pressione sul re sfruttando i suoi rapporti col duca d’aosta), ognuno sapeva qual era il suo posto. forse c’era solo un pò di antipatia verso v.e. III ma nulla di più, come dimostrano i buoni rapporti che gli aosta avevano con umberto I e umberto II e consorti. tutto il resto e cioè l’eterna battaglia tra gli aosta e i savoia regnanti è un’invenzione, nata credo da qualche pettegolezzo di palazzo.

  • marina

    Novembre 15, 2012 at 6:41 pm

    @ Ale sono totalmente d’accordo con te 🙂

  • Alex

    Novembre 16, 2012 at 11:17 am

    @Ale sono d’accordo che questo antagonismo sia stato costruito dalla stampa di ieri e di oggi ma, come ricordavi, ci sono state alcune vicende di tensione fra i due rami, appunto la visita di Elena d’Aosta a Fiume (un’idea sconsiderata), la sua ambizione, il futuro rifiuto a non lasciare l’Italia dopo il referendum come Umberto II aveva chiesto, il legame del duca Emanuele Filiberto con il fascismo e specialmente il suo appoggio e quello del figlio durante la marcia su Roma. I due rami conoscevano bene i loro doveri, ma i confronti, dovuti anche a ingerenze esterne della stampa, si sono fatti spesso e credo che Elena d’Orléans non ne fosse estranea, vista la sua ambizione.
    Non so se sia vero, ma ho letto che Vittorio Emanuele III aveva pensato a non salire sul trono per lasciarlo al cugino se Umberto I non fosse morto così inaspettatamente.

    Alessandro

  • Ale

    Novembre 16, 2012 at 10:39 pm

    @marina mi fa molto molto piacere 🙂
    @alex ti faccio solo una domanda, in quale famiglia non c’è stata neanche una tensione in più 60anni? certo i savoia non sono una famiglia normale …. si è vero lo stesso v.e. III ammise che era quasi riuscito a convincere suo padre ad accettare una sua rinuncia al trono, ma arrivò bresci e l’italia affrontava un periodo per niente facile, così una volta ereditato il trono disse che sarebbe stato da vigliacchi abbandonare tutto per ritirarsi in campagna. certo non aveva tutti i torti!

  • Alex

    Novembre 16, 2012 at 11:45 pm

    @Ale più o meno tutti hanno discordie familiari, ma certo in quel caso assumono valenza politica e facilmente vengono strumentalizzate fino a giungere a noi amplificate, seppur un fondo di verità ci sia.
    Il momento in cui Vittorio Emanuele III divenne re fu concitato e contornato da una forte emozione popolare, quindi si capisce la sua decisione, fedele al dovere secondo il quale era cresciuto.
    Tuttavia se una persona non si sente pronta ad affrontare quel fardello, per limiti personali intellettivi o emotivi, per avversione al ruolo, per difficoltà a gestire se stesso, allora credo che possa essere giusto rinunciare a favore di una persona più forte e preparata, se essa è favorevole; non essendo una professione che si possa scegliere credo sia giusto che chi sia destinato a questo pesante incarico possa rinunciarvi se qualcun altro degno è pronto ad affrontarlo. Come apprezzo l’abitudine delle ultime regine dei Paesi Bassi (Beatrice chissà) di passare il mandato giunte ad una certa età, quando la stanchezza si fa sentire e quando è ora che la giovane generazione faccia la sua parte e dia il proprio contributo.

    Alessandro

  • paola (baldanzi)

    Novembre 17, 2012 at 12:48 pm

    non credo che Irene di Grecia si sia sposata tardi per la scarsa avvenenza, anzi lei e le sue sorelle erano famose per la loro bellezza! anche a me il matrimonio tra Irene e Aimone è sempre sembrato “strano”, pur considerando il fatto che era combinato. Nei diari di Ciano si legge che Aimone continuò a fare la vita da scapolo gaudente anche dopo il matrimonio. Comunque subito dopo la seconda guerra mondiale il duca si trasferì, se non sbaglio, in America Latina, senza moglie nè figlio, dove morì ancora giovane.

  • Alex

    Novembre 17, 2012 at 1:40 pm

    @Paola sì Aimone d’Aosta morì in un albergo a Buenos Aires. Irene di Grecia non mi ha mai colpito per la sua bellezza, al contrario di sua sorella Elena, o delle tre famose figlie di Nicola di Grecia; ma questo aspetto conta poco e guardando le fotografie e i filmati appare una donna solida e di spessore. E’ un giudizio del tutto personale chiaramente.

    Alessandro

  • Ale

    Novembre 17, 2012 at 4:49 pm

    @alex è quello che intendevo io dicendo che non sono una famiglia normale. personalmente penso che un sovrano debba abdicare solo quando non è più in grado di regnare, sia per problemi fisici che politici. non so non mi piace molto l’abitudine di lasciare il trono una volta raggiunta una certa età per godersi la pensione. e poi non è detto che le nuove leve siano sempre migliori. per esempio apprezzo molto il fatto che la regina elisabetta non voglia abdicare, non per il fatto che non mi piacciano i suoi eredi, ma pensare che lei ogni giorno da 60anni è sempre al suo posto a fare il suo dovere la rende mitica, oltre che un esempio per il mondo intero.
    @paola si aimone si trasferì in argentina per fare fortuna visto che era senza un soldo, in teoria avrebbe poi dovuto far venire il resto della sua famiglia con i primi risparmi, ma lo trovarono morto in una camera d’albergo. se non mi sbaglio sua moglie apprese la triste notizia dalla radio, proprio un brutto modo di saperlo. concordo con Alex nel dire che irene d’aosta non è che fosse sto splendore, probabilmente aveva un fascino aristocratico.

  • Ale

    Novembre 17, 2012 at 5:34 pm

    vagando su questo sito ho trovato la foto di una cosa di cui abbiamo parlato un pò di tempo fa. il collier di smeraldi di marina doria, se scorrete la pagina lo trovate di sicuro, è subito dopo la foto della proprietaria:

    http://coloreddiamond.info/forum-chit-chat/do-you-have-a-dream-tiara/1825/

    non è che mi piaccia molto, più da diva del cinema che da principessa. anche se in effetti non la considero una principessa 🙂

  • Alex

    Novembre 17, 2012 at 6:41 pm

    @Ale però pensa a Carlo tutta la vita a fare il principe di Galles senza idea di quando potrà fare quello per cui si è preparato una vita. Poi dai le nuove generazioni sembrano promettere bene, tranne qualche eccezione.

    Quel collier è più adatto a lei (qualcuno la chiama “la biscottara”) che ama i gioielli vistosi; ho visto ieri una foto del matrimonio di Monaco con Marina Doria che indossa grandi smeraldi, fra cui uno di quelli del collier della regina Margherita, insieme ad occhialoni da vista neri. Non può evitare occhiali dalle montature così evidenti con gioielli storici? Al matrimonio di Federico di Danimarca lo stesso, mah.
    (ho la foto nel pc ma non so come allegarla)

    Alessandro

  • Ale

    Novembre 18, 2012 at 1:18 pm

    @alex carlo sta correndo i rischi del mestiere, cioè quello di avere i genitori longevi. non è facile essere l’erede al trono all’età di carlo, sempre ad aspettare da tutta la vita. però a mio parere è più semplice la vita da principe che da monarca, soprattutto in questi tempi di crisi per il mondo.
    si conosco il soprannome biscottara, volevo anche usarlo poi ho pensato che magari qualcuno non la pensa come me e avrebbe potuto offendersi ritenendolo un insulto. comunque le casca a pennello! e concordo potrebbe anche portare una montatura per occhiali più semplice in certe occasioni, ma come diceva totò signori si nasce non si diventa 🙂

  • Dora

    Novembre 18, 2012 at 4:04 pm

    mi sfugge il significato recondito del termine biscottara…

  • elettra

    Novembre 18, 2012 at 5:08 pm

    @Ale
    @Alex
    io penso che non sia facile ,per Carlo essere ancora principe ereditario…se pensate che i suoi coetanei sono in pensione o molto vicini, e lui deve ancora cominciare a lavorare……….in fondo noi lo conosciamo per le sue manie ed hobbies…i cibi biologici, gli acquarelli, il polo (se non è troppo anziano anche per quello) ha un ‘ età in cui prenderà la pillola per la pressione, forse avrà uno stent cardiaco e controllerà la prostata ….lo conosciamo, per il suo infelice matrimonio con Diana e per il suo lungo amore con Camilla…ma l’UOMO Carlo non lo conosciamo…il suo carattere, quello che potrebbe promuovere e cambiare una volta sul trono….deve essere molto frustrante, per lui, non potersi esprimere appieno…nella mia vita per un certo ambiente e per un certo periodo, io ero la figlia di…la nuora di….. e siccome io ero un po’ defilata in certe situazioni, nessuno mi conosceva come realmente ero e molti mi giudicavano da come gli altri mi presentavano….vi assicuro che in certi momenti non era facile far capire che ero un’altra persona, con una testa mia a con idee mie,quindi capisco Carlo…infatti per molto tempo anch’io dicevo…io sono come il principe Carlo… il principe è in attesa di poter dire la sua e di dimostrare quello che è e che vale…non voglio che Elisabetta passi a miglior vita,ma anche questo povero figlio suo, dovrà pure fare qualcosa
    @Dora la famiglia di Marina Doria è quella dei biscotti Doria,…con il biscotto della nonnina..zucchero latte, fior di farina……..

  • Alex

    Novembre 18, 2012 at 11:23 pm

    @Dora si riferisce al fatto che il padre di Marina Doria aveva una piccola fabbrica di biscotti vicino Ginevra; infatti i ginevrini la chiamavano la «fille dell’épicier» figlia del pasticciere. Non vuole assolutamente essere offensivo per la professione di pasticciere, ci mancherebbe, solo che è un termine romanesco che a mio avviso le si confà, vista la sua ambizione e la sua artificiosità; tant’è vero che da un pò di anni si trova tutta una genealogia della sua famiglia di cui prima sul web non si sapeva nulla, almeno io.

    Alessandro

  • Dora

    Novembre 19, 2012 at 12:55 pm

    @ Alex e elettra grazie per il chiarimento
    e io che pensavo fosse discendente di QUEI doria della repubblica genovese!!!

  • LadyF

    Novembre 19, 2012 at 2:59 pm

    @Alex..io tradurrei “figlia del bottegaio” 😀 😀

    Effettivamente disturba un po’ vederla con quei fanaloni e il diadema di Musy…Mi rendo conto che debba tenere gli occhi al riparo dalla luce per via dei problemi che ha…ma c’è modo e modo….

  • paola (baldanzi)

    Novembre 19, 2012 at 3:00 pm

    la regina Elisabetta è mitica e Carletto, a mio parere, è un po’ “mona” (scusate, termine veneto un po’ pittoresco, semmai Marina mi censurerà :)), però sono dell’idea che a una certa età si debba andare in pensione, altrimenti con la vita mediamente allungata come è oggi e il dna di certe famiglie (vedi la Queen Mum e altre) questi poveri figlioli saliranno al trono ad 80 anni!!

  • paola (baldanzi)

    Novembre 19, 2012 at 3:03 pm

    … la regina Guglielmina dei Paesi Bassi si ritirò dalla scena pubblica poco dopo la seconda guerra mondiale, lasciando il trono alla figlia Giuliana che aveva circa 40 anni, ma rimase comunque presente per i suoi sudditi: in occasione di una tragica alluvione girò per il paese per confortare la popolazione.

  • Ale

    Novembre 19, 2012 at 3:41 pm

    @elettra eh si per carlo non è facile! nonostante tutto non credo che sua madre debba abdicare. inoltre una volta salito al trono avrà un grande problema, il continuo confronto con l’enorme figura della madre. dopo più di 60anni di regno di elisabetta i suoi successori dovranno essere molto in gamba per essere giudicati positivamente dal popolo britannico, che continuamente li esaminerà usando lei come metro di giudizio. non sarà un’esperienza facile, una bella sfida per il futuro della monarchia britannica.
    @dora non sono arrivato in tempo per risponderti. confermo al 100% quello già detto da @elettra e @alex sui biscotti. credo che molto alla larga marina ricolfi doria discenda dai famosi doria di genova, tipo ramo laterale del ramo laterale ecc. della familgia. ha ragione @alex da un pò hanno messo una specie di albero genealogico su internet. in pratica la famiglia nasce da un religioso ricolfi, che durante la rivoluzione francese si spreta e sposa una doria, discendente di un ramo laterale dei doria. c’è tutto sulla sua pagina di wiki, per la serie non sono mica una qualunque:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Marina_Ricolfi_Doria

  • elettra

    Novembre 19, 2012 at 4:39 pm

    @Paola…io e, sono sicura anche @Nicole, conosciamo esattamente il significato, di quella parola…ma Carlo, poveretto, che deve fare?…se la madre non abdica e non lascia il pianeta, non è mica colpa sua!!!
    in certe famiglie l’abdicazione è usuale…vedi Olanda e Lussemburgo… e io lo trovo anche giusto, perchè, sono tante le patologie senili, che magari non si vedono dall’esterno, ma chi è vicino se ne accorge, e noi non sappiamo se chi è sul trono è sempre presente a sè stesso oppure qualche volta, può trovarsi in stato confusionale, senza volerlo e poterlo ammettere…tanto per fare un esempio la regina Giuliana, che come tu hai ricordato prese il trono per l’abdicazione della madre, regina Guglielmina, lasciò il trono nelle mani della figlia ,Beatrice, prima di essere colpita dall’Alzheimer…ma cosa sarebbe successo se non lo avesse fatto? per un certo periodo nessuno se ne sarebbe accorto, e poi? non sarebbe stato più umiliante, spodestarla per incapacità a regnare?…certo l’immagine di una regina che imperterrita resta al suo posto, fino all’ultimo respiro, è molto romantica, ma potrebbe nascondere delle insidie e ha sicuramente dei rischi

  • elettra

    Novembre 19, 2012 at 4:44 pm

    @Ale…. mentre postavo è arrivato il tuo scritto…anche a me piace molto Elisabetta sul trono e penso che sia ancora molto lucida, però , con l’allungarsi della vita, ci sono molti rischi di patologie senili…i medici, hanno allungato la vita, ma non l’hanno allargata e queste forme neuro-degenerative, sono in grandissimo aumento…nonostante questo..Dio salvi la regina!

  • Ale

    Novembre 19, 2012 at 7:22 pm

    @elettra hai perfettamente ragione. infatti io fin dall’inizio ho detto che un sovrano deve abdicare quando non è più in grado di regnare per motivi fisici o politici. nei motivi fisici intendo inclusi anche quelli mentali. e purtroppo li conosco bene … per quanto riguarda giuliana dei paesi bassi personalmente penso che sapesse a che cosa andava incontro, solo l’ha reso pubblico 10 anni dopo quando è diventato evidente a tutti. comunque dio salvi la regina! e mica solo quella d’inghilterra 🙂

  • Dora

    Novembre 19, 2012 at 7:54 pm

  • nicole

    Novembre 19, 2012 at 8:30 pm

    Penso che sia una donna saggia ed equilibrata, lo ha sempre dimostrato del resto: al caso saprà prendere la decisione migliore per ..la Gran Bretagna!
    Credo che qualora restasse sola, ecco,..potrebbe anche decidersi.
    Le auguro ancora anni vitali e buona salute, compatibilmente con gli acciacchi ineliminabili.
    Non credo proprio che abbia deficit cognitivi, quindi resti lì. Ha avuto una annata che avrebbe stroncato una sessantenne, se non altro per tutte le emozioni provate per i festeggiamenti.Anche le cose belle stressano!
    Se è come la madre..
    Ma sì, Carletto ora che ha Camilla è felice e poi, non dimentichiamolo, diventare re vuol dire perdere la madre,e lui la ama moltissimo, c’è un legame molto forte.

  • elettra

    Novembre 20, 2012 at 10:52 am

    @Nicole…è verissimo, Carlo ha un rapporto molto stretto con la madre, ma credo più di dipendenza psicologica, oltre, ovviamente, anche affettivo….gli anni in cui, da piccolo lui era tenuto lontano da questa donna devono aver molto influito dentro di lui…è un rapporto mai risolto, secondo me…ho letto che una volta , quando Carlo aveva 6 o 7 anni ed Elisabetta si era allontanata per un viaggio che l’aveva tenuta assente per molto tempo, al suo ritorno il principe era andato all’aeroporto, per riceverla…quando la regina scese la scaletta, salutò il figlio con una stretta di mano, e la stessa stretta di mano, la diede anche al primo ministro….ora non so se tra loro, si è trattato di anaffettività, di incapacità a esternare i sentimenti, o di osservanza al protocollo che non prevede, o meglio prevedeva, smancerie tra congiunti, però queste cose influiscono molto nell’anima di un bambino…anche quello che Carlo pensa di sua madre è un capitolo sconosciuto della sua vita e della sua persona…certo è stato un figlio molto ubbidiente , fino a una certa età, diciamo che la sua ribellione è cominciata con i suoi problemi matrimoniali….chissà se Elisabetta si è mai fatta qualche mea culpa…io credo di sì, infatti ora è molto più sciolta e anche il rapporto con il suo erede al trono, penso, se ne sia giovato……
    Chissà se un giorno dovesse rimanere senza il marito , come reagirà…nonostante i molti problemi, sono una coppia affiatata, e certamente subirà un crollo emotivo fortissimo..chi vivrà, vedrà..per il momento sembrano immortali entrambi

  • nicole

    Novembre 20, 2012 at 2:09 pm

    C’è una famosa foto dell’episodio che ricordi, Elettra, e Carlo se ricordo bene è proprio piccolo, massimo 5 anni, ma massimo secondo me.Comunque strano il tutto, visto che Elisabetta era cresciuta in una famiglia molto amorevole e fra di loro affettuosi.Non smancerie in pubblico, ma si vedeva la coppia reale( che sarebbe diventata reale) con le due piccole seguite con trepidazione e amore.

  • paola (baldanzi)

    Novembre 21, 2012 at 1:49 pm

    Filippo di Edimburgo è sempre stato un po’ ostile verso il figlio, sembra perchè quest’ultimo un giorno sarebbe diventato re e lui no, quindi credo che abbia condizionato anche Elisabetta, che è sempre stata innamoratissima del marito. Ho letto che il grande rapporto affettivo (quasi figlio-genitore) di Carlo è stato con il duca Louis di Mountbatten.

  • elettra

    Novembre 21, 2012 at 4:01 pm

    @Paola..anche Filippo, non deve aver avuto un’infanzia felicissima…penso che la figura della madre sia stata poco più di un’ombra..più volte ad Alice di Battenberg fu diagnosticata la schizofrenia, che forse non era…chissà oggi come la chiamerebbero i medici, questa forma di astenia e malinconia, più volte ricoverata…. invecchiando, era stata assorbita da una forma mistica, come la zia(?era la zia, Elisabetta d’ Assia Darmastad?)che ne fece quasi una persona consacrata,….insomma una mamma assente, per non parlare dell’assenza continuata del padre, vuoi per problemi politici greci, vuoi, per altro…la morte tragica della sorella e di tutta la famiglia di lei…penso che Filippo sia stato un uomo “duro”, in casa, e che abbia puntato i piedi con la suocera e i figli…e anche con le nuore, vedendo per tutti una vita facile, che a lui era stata negata..i suoi rapporti con la moglie, in parte li conosciamo, ma credo che comunque, per la sua educazione, sia stato in fondo rispettoso del ruolo di Elisabetta Regina, meno di Elisabetta Donna
    Carlo era molto affezionato allo zio, nel quale aveva ravvisato l’ immagine paterna…ha sofferto molto per la morte di Lord Mountbatten…oggi credo che il rapporto tra padre e figlio, almeno per come sembra a me, sia improntato a una certa parità, seppure con una piccola riserva di rispetto dovuto dalla persona più giovane verso quella più anziana, come dovrebbe essere sempre, anche se non si è parenti , nè tanto meno genitore/figlio

  • Ale

    Novembre 21, 2012 at 4:33 pm

    @paola è vero carlo aveva un rapporto molto stretto con lo zio luis mountbatten, addirittura credo che la sua paura di essere ucciso in un attentato derivi dalla tragica fine dello zio duca.

  • Laura

    Gennaio 17, 2013 at 10:23 pm

    Ecco una vastissima raccolta di foto magari non tutte di buona qualita’ ma strapiene di diademi e gioielli vari

    http://www.angelfire.com/realm3/casasavoia/