I miei libri
C’è un motivo se si scrivono dei libri: nessun video o reel può arrivare a un tale livello di approfondimento. La parola scritta ha un ruolo diverso e un potere senza limiti.


Royal London
Esistono città che possono essere raccontate attraverso i loro monumenti e altre che si comprendono soltanto seguendo il filo della loro storia. Londra appartiene a questa seconda categoria perché, più di qualunque altra capitale europea, conserva nella propria geografia le tracce di una monarchia che, da quasi mille anni, continua a modellarne il paesaggio, l’identità e persino le consuetudini.
Da questa idea nasce Royal London (Giunti Editore) che non è una guida turistica, bensì un itinerario storico costruito lungo i secoli, nel quale ogni tappa diventa il punto di partenza per comprendere come la monarchia britannica abbia contribuito a trasformare Londra nella città più regale del mondo, costruendo nello stesso tempo il mito della Corona.
Buckingham Palace, Westminster Abbey e la Torre di Londra sono soltanto l’inizio di un percorso che conduce il lettore anche davanti a luoghi apparentemente ordinari, nei quali il passato continua a dialogare con il presente.
In una città come Londra la storia della monarchia non rimane confinata all’interno dei palazzi reali, ma attraversa strade, piazze, parchi e quartieri, creando connessioni profonde con la metropoli contemporanea e persino con quella del futuro. Ogni edificio, ogni scorcio e ogni tradizione custodiscono frammenti di una memoria collettiva che continua a vivere senza trasformarsi in semplice nostalgia, perché viene costantemente reinterpretata e integrata nella vita quotidiana della capitale.
È proprio questa continuità a rappresentare uno degli aspetti più affascinanti della monarchia britannica. Pur essendo un’istituzione che «regna ma non governa», la Corona continua infatti a esercitare un potente ruolo simbolico e culturale, contribuendo a consolidare quella forma di soft power che molti osservatori hanno definito “l’anacronismo utile della monarchia”: una presenza apparentemente in contrasto con la modernità, ma capace di attraversare crisi, trasformazioni ed epoche diverse rimanendo uno dei principali elementi identitari del Regno Unito.
Royal London nasce anche dall’esperienza diretta dell’autrice, che da anni percorre la capitale britannica seguendo le tracce della storia reale. Il volume assume così i contorni di un autentico carnet de voyage, nel quale l’osservazione dei luoghi diventa uno strumento per ricostruire vicende spesso dimenticate. È quanto accade, ad esempio, quando il lettore viene accompagnato nel punto esatto di Hyde Park dove, nel 1851, sorse il Crystal Palace in occasione della Grande Esposizione Universale: dell’edificio non rimane più nulla, ma quello spazio aperto, delimitato ancora oggi dagli alberi, permette di ricomporre idealmente uno dei capitoli più significativi della storia vittoriana.
Il libro si presta così a una duplice lettura. Può essere sfogliato come il racconto di una città nella quale il passato riaffiora continuamente sotto gli occhi del visitatore, ma rappresenta anche uno strumento prezioso per chi desidera organizzare un viaggio andando oltre gli itinerari più conosciuti, alla ricerca dei luoghi, delle storie e delle connessioni che spiegano perché Londra continui a essere, ancora oggi, il cuore della monarchia britannica.
Attraverso palazzi e residenze storiche, parchi, musei, quartieri eleganti e negozi che custodiscono tradizioni secolari, Royal London restituisce l’immagine di una capitale che non vive della propria memoria, ma la utilizza come chiave per interpretare il presente e progettare il futuro. È proprio questa straordinaria capacità di fondere storia, innovazione e identità a rendere Londra un caso unico nel panorama europeo e a spiegare il fascino senza tempo esercitato dalla monarchia più famosa del mondo
I gioielli della regina – La favolosa collezione di Elisabetta II – storie, personaggi e segreti
La storia della monarchia più famosa al mondo e dei suoi personaggi più carismatici raccontata attraverso i gioielli che non solo testimoniano il prestigio e lo splendore della dinastia ma sono l’emblema tangibile della funzione regale.
Il libro è corredato da oltre 80 immagini d’epoca in bianco e nero che collocano i pezzi nel loro contesto storico.
Al di là del loro spesso immenso valore intrinseco, i gioielli trascendono dalla loro funzione puramente ornamentale, ma diventano emblema tangibile della magnificenza di un sovrano e della sua stirpe e simbolo dell’asserzione di un’autorità che, a partire dalla regina Vittoria, va oltre il solo puro e semplice esercizio di potere per diventare sacro dovere.
Quella che oggi è una delle collezioni più importanti oggi esistenti ha un’origine relativamente recente e, a causa di una disputa familiare, solo pochi pezzi sono anteriori alla prima metà dell’Ottocento. Nonostante ciò i gioielli indossati da Elisabetta II nello svolgimento del suo ruolo ufficiale e istituzionale, sono diventati talmente famosi da essere entrati insieme a lei nell’immaginario collettivo e quindi identificati con tutti gli aspetti simbolici della monarchia, della rappresentazione regale e del suo ruolo di capo dello Stato.
Questi accessori preziosi, che testimoniano i gusti di un’epoca e anche l’eccezionale abilità dei creatori britannici nel settore delle arti decorative, hanno le origini più disparate, a volte persino rocambolesche.
La loro rilevanza va ben oltre il puro e semplice valore materiale, narrano la storia di personaggi come Giorgio IV e della sua stravagante incoronazione, parlano della passione per l’arte del principe Alberto il quale disegna personalmente estrosi diademi per la moglie Vittoria, raccontano di come la regina Mary abbia potuto mettere insieme una straordinaria raccolta di pietre preziose (per la maggior parte oggi passate alla nipote) e anche grazie al loro sapiente utilizzo sia riuscita a costruire la sua immagine maestosa e quindi l’immagine della dinastia. I gioielli ricordano principesse infelici e spose reali, rivoluzioni e grandi cambiamenti ma soprattutto hanno svolto un ruolo di enorme importanza nella rappresentazione della monarchia e nella definizione dell’immagine della sovrana.


Royal Wedding: Dalla regina Vittoria al principe Harry, i matrimoni che hanno creato il mito della monarchia inglese
Gli sposi reali degli ultimi due secoli di storia della monarchia britannica sono i protagonisti di questo saggio storico che si legge come un romanzo.
Quattordici matrimoni reali, fra riti immutabili e grandi innovazioni, perché è la giovane regina Vittoria a trasformare quello che era sempre stato per i sovrani un evento privato, celebrato nell’intimità familiare, in un vero e proprio show. Nel 1840 le nozze della sovrana con il principe tedesco mostrano ai sudditi la straordinaria novità di una coppia innamorata e felice, ma diventano anche uno straordinario mezzo per la promozione della dinastia e della nazione e sono persino un’occasione per rilanciare certi prodotti nazionali.
Attraverso i royal wedding la monarchia mette in scena se stessa e i riti immutabili che l’hanno resa leggendaria, ma contemporaneamente dà vita a nuove tradizioni subito entrate nell’immaginario collettivo e si adattata velocemente all’uso dei nuovi mezzi di comunicazione, trasformati in importante veicolo di condivisione popolare capaci di coinvolgere ogni volta milioni di persone.
Da sempre il matrimonio è uno dei momenti chiave nella vita di un sovrano perché contribuisce al consolidamento del suo ruolo istituzionale attraverso la presenza sul trono e a corte di un consorte e garantisce l’arrivo di una discendenza legittima che possa assicurare la prosecuzione della stirpe e la successione ma le nozze dei sovrani inglesi vanno oltre. Le nozze di Giorgio V e Mary di Teck, Giorgio VI ed Elizabeth Bowes Lyon, Elisabetta II e Filippo Mountbatten, del principe Carlo e Lady Diana Spencer, del principe William e Catherine Middleton, del principe Harry e Meghan Markle insieme a quelle di molti altri membri della casa reale raccontano la storia di una grande nazione e di una famiglia il cui ruolo simbolico non è mai venuto meno e anzi si consolida ogni giorno di più anche attraverso l’uso dei social e dei new media.