La regina Margherita torna a Monza nella sua reggia

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Per i 150 dell’Unità d’Italia la regina Margherita, prima sovrana del regno, torna simbolicamente a Monza e apre gli appartamenti di Villa Reale. Fino al prossimo 8 gennaio il primo piano nobile della reggia è aperto per la prima volta al pubblico grazie agli allestimenti della mostra “Regina Margherita”, curata da Elena Fontanella, ideata e promossa da Fondazione DNArt.

“Il centro dell’esposizione è la villa le cui stanze sono le vere protagoniste del progetto – spiega Elena Fontanella, curatrice della mostra e Presidente della Fondazione DNArt – Una grande occasione di valorizzazione per la reggia che spalanca le sue porte al pubblico raccontando la storia di Margherita, prima regina d’Italia, che qui ha vissuto con Umberto I. Ogni stanza rivive grazie ad oggetti, arredi, abiti appartenuti alla regina”.

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Dipinti, sculture, arredi, oggetti, abiti, gioielli, documenti e fotografie accompagnano il visitatore tra le stanze di Villa Reale. Contenuto e contenitore si fondono in un unicum storico, dove l’uno rimanda all’altra e viceversa. Perché la storia di Margherita non può prescindere dal suo legame con Monza e con la Villa. Un luogo prestigioso e suggestivo che assume un ruolo di primaria importanza a cavallo tra il XIX e il XX secolo nelle vicende legate all’Unità d’Italia e ai sovrani della nuova Nazione.  La Reggia,  infatti, è il dono di nozze di Vittorio Emanuele II al principe Umberto, erede al trono del Regno d’Italia, e a Margherita di Savoia, figlia di Ferdinando duca di Genova (fratello di Vittorio Emanuele  II) e di Elisabetta di Sassonia che si sono uniti in matrimonio il 22 aprile 1868 a Torino. Margherita è entusiasta di questo dono e stabilisce sin da subito un legame profondo con la villa e la sente, come lei stessa scrive, “casa nostra veramente, perché il re ce l’ha assegnata in proprio”.

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Qui Margherita, che ama la cultura, si diletta nella musica e si circonda di poeti, intellettuali e artisti che trovano in lei una fonte di ispirazione e un modello di grazia ed eleganza. La maggior parte degli interventi, sia strutturali che decorativi, subiti dalla villa nel corso degli anni per adeguarsi alle nuove esigenze di comfort e funzionalità generate dai repentini mutamenti della società sono voluti da Margherita. La regina dà una forte impronta personale agli arredi e alle decorazioni, il suo gusto raffinato si coglie nelle scelte che compie nelle tappezzerie, negli arredi, nelle vaselle e nelle suppellettili in generale. A partire dalla tavola. In mostra, infatti, vi è anche la grande tradizione delle tavole della Casa Reale Savoia. In quegli anni, infatti, anche l’arte della cucina e della tavola è investita dallo spirito della modernità che soffia impetuoso in tutti gli ambiti della vita. Lo stile e l’impronta di Margherita incidono anche nell’organizzazione delle tavolate, sulla presentazione delle pietanze e sulla scelta del menù.

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Margherita costituisce un interessante soggetto storico e privato nell’ambito della lettura della storia unitaria italiana, non solo per essere stata la prima Regina dell’Italia unita, ma anche per quel particolare stile imposto con la propria forte personalità e il proprio ruolo sull’opinione pubblica italiana. Il fenomeno del “margheritismo”, fondato sul sottile potere di attrazione che la regina esercita non solo su artisti e intellettuali, ma anche sulla gente comune, viene a costruire uno dei volti identitari del nostro paese sullo scenario d’Europa: è il trionfo della bellezza femminile, che lo stile della regina riesce ad incarnare in tutte le sue più svariate e articolate sfaccettature.

Margherita, inoltre, proprio come una sovrana moderna, vive gioie e dolori personali e della nazione. L’unione tra Margherita e Umberto ha per Vittorio Emanuele II un alto significato politico: deve rinnovare e rafforzare l’immagine della dinastia regnante, uscita indebolita dalla terza guerra d’Indipendenza contro l’Austria e avvicinare il popolo alla Corona. Ma il matrimonio è solo apparentemente felice. Umberto, infatti, ancor prima del fidanzamento ufficiale con Margherita frequenta altre donne. In particolare la duchessa Eugenia Litta Bolognini, che abita nell’omonima villa di Vedano, poco distante dalla reggia monzese. Il futuro re è solito percorrere il sentiero che univa le due dimore, dopo l’aperitivo con la regina, per andare a cenare con la sua favorita. Margherita una sera, entrando nella camera da letto del marito lo sorprese impegnato con la Litta e decide di andarsene e abbandonare il marito infedele. L’intervento del suocero, che le ricordò il suo ruolo, le fece cambiare idea. Negli anni a venire Margherita, non si sottrae mai al suo ruolo di regina stando sempre accanto al marito e sostenendolo in qualsiasi scelta politica. Fino al 29 luglio del 1900 quando Umberto viene ucciso per mano dell’anarchico Bresci, lasciando così Margherita in uno stato di costernazione e di malinconia che la accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni.

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La mostra è l’occasione per restituire alla fruizione pubblica ed agli studi molti arredi della Villa Reale di Monza e di residenze milanesi di Margherita di Savoia (Palazzo Reale, Villa Reale già Belgiojoso Bonaparte) che il Ministero per i Beni e le Attività culturali sta progressivamente affidando al Consorzio per la valorizzazione culturale.

La mostra si realizza grazie alla collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e con il Comune di Monza Assessorato alla Cultura e alla Villa Reale; in collaborazione con Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza ed il sostegno di Intesa Sanpaolo.

“Regina Margherita”

29 luglio – 8 gennaio 2012

Lunedì chiuso

Martedì – Domenica 9.00 – 19.30

Info e prenotazioni:

Fondazione DNArt
Tel. 039 2308970

Tel 02 29010404
info@fondazionednart.it
prenotazioni@fondazionednart.it

www.fondazionednart.it

Piccolo aggiornamento dedicato al diadema indossato dalla regina Margherita. Il gioiello in questione non è nel caveau perché, come potete vedere, è stato indossato anche successivamente al 1946. Se non erro oggi dovrebbe essere in possesso di Vittorio Emanuele di Savoia e mi pare che la moglie Marina lo abbia anche portato. Viene dall’atelier del gioielliere parigino Mellerio.  

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La regina Maria Josè insieme alla figlia Maria Pia e al di lei marito il principe Alessandro di Jugoslavia.

Comments ( 94 )

  • Titania

    Novembre 2, 2011 at 11:50 pm

    Speravo tanto che con i festeggiamenti dei 150 anni e questa mostra sulla regina margherita, si riportassero alla luce i gioielli che re umberto II lascio’ prima di andare in esilio e che sono depositati alla banca d’Italia. Chissà perché li lasciano sempre “sepolti”?

  • elettra

    Novembre 3, 2011 at 7:28 am

    Margherita è una donna interessante …non bella, aveva un naso piuttosto importante, le gambe corte, le spalle cadenti, però affascina tutti quelli che avvicina! il Carducci,grande massone anti -monarchico, nel vederla ne rimane folgorato, tanto che le dedica anche un’ode…..Margherita era molto colta, era stata educata alle arti ,alla musica ma parlava poco e male l’italiano, come tutti i Savoia, specialmente quelli di prima generazione, che si esprimevano esclusivamente in francese o in piemontese ,ma è destinata a diventare la prima sovrana del regno….abita al Quirinale ancora prima di diventare regina, come principessa ereditaria, anche se il suo cuore resta a Monza, dove però risiede anche l’amante del marito……che ha addirittura l’assurda pretesa che il bel principe non consumi il matrimonio con la moglie!Figurarsi quando Margherita rimane incinta! La allora principessa prese la decisione di far nascre il bambino a Napoli, che era stata la capitale delle 2 Sicilie, proprio per dare un forte segnale di voler unire il nuovo regno
    Si dice che il parto che seguì fu terribilmente laborioso,tanto che Margherita non ebbe più figli, ma c’è anche chi sostiene che il matrimonio rimase bianco per tutti gli anni a seguire,….Margherita fece la madre e la regina, ma non fu più moglie…..
    inoltre Umberto le impose la Litta come dama di palazzo…..a ogni tradimento Umberto regala alla moglie un filo di perle….magnifiche -Dio solo sa come saranno ridotte dopo decenni di oscurità!- che passeranno alla storia come le perle della regina Margherita
    I due sovrani che si recano molto spesso a Monza hanno vite quasi separate…Umberto prende l’aperitivo con la moglie e, attraverso un sentiero che unisce le due ville,cena con l’amante…si dice che una sera la giovane, non ancora rassegnata ai tradimenti del marito, varchi anche lei il vialetto, e spari un colpo di fucile in aria…..
    Molti anni dopo questo episodio, invece, il 29 luglio 1900 quando le riportano a casa il cadavere del marito, e, dopo averlo ricomposto ,fa chiamare la Litta e la lascia da sola, con la salma di Umberto, rispettosa dell’amore di una vita e del lutto che era anche di quella donna….

  • Livio Orlandini

    Novembre 3, 2011 at 8:42 am

    Condivido quanto dice Titania circa i gioielli di casa Savoia e aggiungo anche la collezione di monete di Vittorio Emanuele III. Il fatto di non mostrare tali beni di altissimo valore venale, oltre che storico, induce a pensare che nel corso degli anni siano ….diminuiti come quantità. A pensar male si fa peccato ma …..La realtà è che a 65 anni dal referendum istituzionale ogni dato positivo per la Dinastia è ancora visto come un pericolo per la Repubblica, così come per i 150 anni dell’Unità d’Italia, secondo alcuni, realizzata da Mazzini e Garibaldi e non da Cavour e da Vittorio Emanuele II.

  • Martina

    Novembre 3, 2011 at 10:02 am

    Bellissimo post e bellissima mostra!

  • Angie

    Novembre 3, 2011 at 11:00 am

    Le famose perle della Regina saranno ormai inguardabili, se esistono ancora. Se le hanno tenute al buio in tutti questi anni…
    Grazie Marina. Molto interessante questo post. Le “nostre” regine sono sempre un po’ dimenticate.

  • Angie

    Novembre 3, 2011 at 11:00 am

    Che diadema indossa la Regina nella prima foto? Quello con le spighe di grano?

  • elettra

    Novembre 3, 2011 at 11:57 am

    Non non è il diadema con le spighe di grano, ma con le foglie di lauro, che fu regalato a Margherita per il suo matrimonio con Umberto, dal suocero, dietro consiglio della brava e buona Maria Clotilde
    Io ho invece un altro dubbio sulla ritrosia a mostrare le famose perle…penso che devono essere così mal ridotte da vergognarsi a mostrarle!….non capisco perchè tenerle nel caveau, quando potrebbero essere permanentemente esposte in un qualsiasi museo italiano, così come per altri gioielli della corona di famiglie reali straniere…i francesi …gli stessi inglesi

  • Sisige

    Novembre 3, 2011 at 1:24 pm

    Deve essere proprio bella questa mosta-evento…ma accidenti quanto costa! 20 euro! Perchè la cultura deve essere spesso così cara??? (oddio, se penso alle condizioni della Villa di MOnza e alla necessità di continui restauri…posso capire)

  • elettra

    Novembre 3, 2011 at 1:39 pm

    Mi sono dimenticata due cose:

    il primo atto del nuovo re, dopo l’assassinio del padre fu quello di chiudere il vialetto che portava alla villa della Litta

    avete notato la spilla a nodo, che si trova sull’abito di Margherita? Al centro monta un diamante rosa dono del maresciallo Marmont alla famiglia ed è un assemblamento di altri piccoli gioielli… ha una caratura di 143 carati e un numero di 679 pietre!!!! GULP!!!

  • Angie

    Novembre 3, 2011 at 2:27 pm

    @ Elettra, sai anche chi è il proprietario, o dov’é ora il diadema delle foglie di lauro?

  • elettra

    Novembre 3, 2011 at 2:57 pm

    Sinceramente Angie, no, non lo so…..non so se fa parte delle gioie che sono nel caveau,e quindi sono di tutti noi, perchè fanno parte del patrimonio nazionale…o se invece era parte delle gioie che i reali si sono portati in esilio e che, dopo la morte di Maria Josè, i figli si sono spartiti, con quale destino non si sa…devo dire che ci sono almeno 4 tiare molto simili, tra cui questa e quella che tu hai citato a spighe di grano, che però non ha il fiore centrale, ma che si possono confondere tra loro….
    Margherita era come molte di noi,un’amante smodata di gioielli e di tiare simili ne indossava anche due insieme…bisognerebbe fare una ricerca molto attenta sulle fotografie degli eredi nostri coetanei……

  • paola

    Novembre 3, 2011 at 4:05 pm

    @Elettra, mia nonna diceva “donna bella pecca di naso!” 😀 mi viene in mente la bellissima lady Diana che non aveva certo un “nasino”!!! poi è vero il difetto principale della regina Margherita era la sproporzione tra gambe (troppo corte) e busto… e in questo purtroppo il figlio Vittorio E. prenderà da lei. Ma i contemporanei la giudicavano una bellezza, forse un po’ perchè era la regina e un po’ perchè compensava i suoi difetti con un bel décolleté, bellissimi capelli e soprattutto un portamento e una seduzione nei modi fuori dall’ordinario (lessi una volta nelle memorie di una dama di corte che solo la nipote Giovanna aveva ereditato queste ultime caratteristiche). Poi oltre ai gioielli amava i vestiti e le toilette a volte un po’ troppo complicate. In contrasto a questo quando era in montagna, dove amava moltissimo soggiornare, si vestiva in maniera “sportiva”, almeno per l’epoca

    M. Paola

  • paola

    Novembre 3, 2011 at 4:09 pm

    … pensando a lei e ad altre regine anche contemporanee (per es. Sofia di Spagna) mi viene in mente quanta pazienza e abnegazione abbiano avuto per il proprio ruolo, nonostante la vita matrimoniale infelice e le umiliazioni dei ripetuti tradimenti. Margherita, che si sposò giovanissima, sembra abbia avuto un amore (o una simpatia) per un alpinista che le faceva da guida e poi, in età avanzata, la passione non molto nascosta per i bei ragazzi! ma come non capirla dopo una vita sentimentale così frustrante!!

    M. Paola

  • Ale

    Novembre 3, 2011 at 4:37 pm

    Ciao a tutti sono un ragazzo di Torino a cui piace molto la storia europea. Negli anni mi sono appassionato alle vicende dei Savoia e delle altre case reali, in particolare nell’ultimo anno (anche grazie a questo sito) ho scoperto il mondo dei gioielli reali. Ho diversi libri che ne parlano e anche tante immagini (soprattutto sui gioielli di casa Savoia). Bene fatta la presentazione posso dirvi che i famosi fili di perle della regina Margherita facevano parte dei suoi gioielli personali (quindi non sono alla banca d’Italia). Furono ereditati dalla regina Elena che li divise in cinque collane donandole alle quattro figlie e Maria Josè. La spilla a nodo invece fa parte dei gioielli della corona (quindi è nel caveau) e fu creata per Margherita nel 1868 dalla ditta Musy di Torino (questa gioielleria aperta nel 1706 e attiva ancora oggi ha creato tutte le gioie della corona e anche buona parte dei gioielli privati dei Savoia). Per quanto riguarda il diadema con le foglie di lauro i libri non dicono molto ma potrebbe far parte del gruppo di gioielli venduti all’asta da Maria Gabriella per pagare la tassa di successione sull’eredità della madre.
    Se ti interessa Marina per i tuoi articoli ho le foto di quasi tutti i gioielli dei Savoia e di molti conosco la storia e gli attuali proprietari. Se le vuoi basta che mi contatti e te le mando per e-mail…..

  • marina

    Novembre 3, 2011 at 5:30 pm

    @ Ale si grazie mi farebbe davvero piacere. ma la tua mail è quella che vedo nel form per i commenti?

  • Dora

    Novembre 3, 2011 at 7:48 pm

    se invito tutto il forum al mio matrimonio (sì, anche se sono single!!!) mi regalate un diadema a foglie di lauro?????????????????????????
    è balzato decisamente in alto nella mia top ten!!!!!!!!!

  • Ale

    Novembre 3, 2011 at 7:52 pm

    Mi fa piacere. Si si la mail è proprio quella …

  • elettra

    Novembre 3, 2011 at 8:25 pm

    Paola ora che l’hai scritto mi sono ricordata di questo particolare dell’amore “alpino ” di Margherita,mentre invece è una novità quella degli amori per i bei ragazzi che le venne in età matura…e brava Margherita….molto moderna ,vorrei dire!!!!!!
    E’ vero per quel che riguarda il naso…se ci pensi molte belle donne dotate di temperamento, hanno o hanno avuto nasi importanti…quindi bisogna concludere che se Cleopatra avesse avuto un altro naso, la Storia avrebbe avuto un altro corso:-) 😉

    Tanto per la cronaca…ieri Emanuele Filiberto era alla Stazione Termini ad aspettare il treno del Milite Ignoto
    Non c’entra niente,ma mi sembrava una chicca degna di nota…..

  • nicole

    Novembre 4, 2011 at 7:43 am

    Per completare notizie sulla personalità di Margherita vorrei aggiungere che era una grande fan del fascismo.Marina, era lei vero?

  • elettra

    Novembre 4, 2011 at 9:04 am

    Ieri sera sono andata a rinfrescarmi la memoria su Margherita di Savoia …… per riallaccirmi al discorso di Paola, sulle “simpatie” della regina,quando ormai vedova , comprò un’ automobile detta “Sparviero” e con essa scorazzavaper le vie di Roma….questa automobile era guidata da un autista al quale , sempre si dice, che Margherita fosse molto affezionata….del resto la regina Vittoria ha avuto il suo stalliere e Margherita ha avuto il suo autista
    Per chi è di Roma…la residenza della regina madre era palazzo Boncompagni, oggi sede dell’ambasciata americana, e il suo caffè preferito era il Caffè Aragno in via del Corso, dove ora non so più cosa c’è, ma è quello di fronte a piazza Colonna sul fianco sinistro della galleria Alberto Sordi, guardando la piazza…..
    Non vorrei ora ricominciare un discorso già molte volte affrontato,ma la storia matrimoniale di Umberto e Margherita, ricorda per molti aspetti quella di Carlo e Diana….anche Umberto come Carlo aveva già questa donna, sposata ad un altro, prima del matrimonio….anche lui ha continuato la relazione dopo il suo matrimonio….anche la regina era terribilmente gelosa, tanto da sparare in aria per la rabbia……però…però….però……Margherita,pur prendendosi alla fine qualche libertà, ha continuato a recitare la sua parte e si è comportata da REGINA , non ha gettato fango e non ha umiliato l’istituzione monarchica, ma è rimasta dignitosamente al suo posto….nella storia delle monarchie queste vicende non sono rare -Paola, ricordava Sofia di Spagna – ma ne abbiamo viste anche altre….ma quando il tuo ruolo è quello di essere regina o di diventarlo, ti devi comportare da tale e ingoiare il rospo….ci sono tanti altri privilegi che possono aiutare a farlo….

  • paola

    Novembre 4, 2011 at 9:48 am

    @Ale, interessante quello che racconti: non avevo mai capito la storia successiva dei gioielli reali, a chi fossero andati in eredità, se fossero stai venduti e a chi… sarebbe bello approfondire

    M. Paola

  • paola

    Novembre 4, 2011 at 9:50 am

    @Elettra, si come dice Asterix a Cleopatra “ma che bel nasino!” e lei si scoccia!! scusate la citazione fumettistica 😀

  • jacopoamedeo moretti

    Novembre 4, 2011 at 10:59 am

    buongiornooooo
    da romaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
    🙂
    ho letto velocemente… ma interessantissimo post!!
    brava maryna|||
    un saluto a tutte/i a presto

    kiss
    j

    er j !!!:-))

  • elettra

    Novembre 4, 2011 at 1:28 pm

    JAM benvenuto a Roma!!!!
    Da una non-romana!!!!
    Io con questa città ho un rapporto contadditorio…… la amo con tutto il cuore ma molto spesso soffro di insofferenza per i 1000 problemi che ha……mi chiedo ,anche, quanta pazienza abbiano ” i romani de Roma” a sopportare tante offese alla loro città….
    allora ti sta bene se chiedo il tuo indirizzo mail a Marina?
    A presto!!!

  • marina

    Novembre 4, 2011 at 2:02 pm

    interessante questa conversazione su Margherita, grazie a tutti per i contributi 🙂
    @ paola non mi dire che sei una appassionata di Asterix?!?! mio fratello ed io praticamente ci parliamo facendo citazioni da Asterix, da sempre, è un nostro piccolo legame segreto.

  • elettra

    Novembre 4, 2011 at 2:35 pm

    Marina se apri la posta, ti ho appena scritto…..
    Questa conversazione diventa sempre più interessante…anche a me farebbe piacere sapere di più sui gioielli Savoia…sigh!
    Dora …ma in un momento come questo ci vieni a chiedere un regalo così? uguale, ma di strass ti va bene lo stesso?

  • marina

    Novembre 4, 2011 at 3:44 pm

    poi magari ci faccio un post intanto guardate qua

    http://www.youtube.com/watch?v=WbriYhewDZM

    grazie al mio amico Aras Jarjis giornalista italo-curdo-finlandese.

    http://www.youtube.com/watch?v=nPDxNxa50Hw&feature=related

    grazie ad una sconosciuta lettrice

  • Martina

    Novembre 4, 2011 at 4:16 pm

    Ho visto adesso la foto del diadema, mi piace molto, ma non so perché mi ha fatto pensare ad un diadema che avevo visto su un altro post, mi pare fosse quello riguardante i possibili diademi che Kate avrebbe potuto indossare al matrimonio, non so se mi sbaglio ma appena ho visto l’immagine mi è venuta in mente questa cosa

  • elettra

    Novembre 4, 2011 at 4:28 pm

    WOW Marina…… mi pare che tu abbia una buona presenza scenica…non è da tutti!
    e anche Rosina e Viola non si sono fatte intimidire che occhiacci felini!!!! pensa un povero topo quando se li trova davanti nella notte!
    Senti ma tu ti tuffi a mare direttamente dal balcone? Beata te!
    Comunque congratulazioni!

  • Ale

    Novembre 4, 2011 at 5:09 pm

    Ciao a tutti ….. sto scrivendo un po’ di cosucce sui gioielli dei Savoia ed entro qualche giorno dovrei inviarle a Marina così se ha voglia può prendere qualche spunto per fare degli articoli

  • nicole

    Novembre 4, 2011 at 5:24 pm

    Marina, io sento la voce del giornalista che ti intervista , vedo benissimo te e la gattina stupenda,ma non ti sento.Credo non sia un problema del mio pc.

  • Sisige

    Novembre 4, 2011 at 7:01 pm

    Che bella Marina, sono fiera di te che dai voce a noi appassionati di storia/royalty!

  • Ale

    Novembre 4, 2011 at 7:14 pm

    @ Marina ho finito di scrivere sul tesoro della corona, domani mattina gli allego le foto e ti invio tutto ……… buona serata a tutti

  • elettra

    Novembre 4, 2011 at 9:08 pm

    Martina la tiara della nostra regina, assomiglia e, personalmente , mi sembra un misto di tutte e due alle tiare inglesi Strathmore per il fiore centrale ma di più alla Crescent..solo che quest’ultima aveva delle falci di luna al posto delle foglie di lauro…… però queste floreali si somigliano un pò tutte e rispecchiano il gusto del periodo…ne troviamo di simili in tutte le case reali!

    grazie anche da parte mia Ale…avremo ancora molto da scrivere e commentare….

    Nicole…ebbene sì ! Margherita vide con un certo compiacimento l’ascesa di Mussolini al potere in lui vide l’uomo giusto al momento giusto….però morì quasi subito dopo la marcia su Roma…..non penso che sarebbe stata contenta di vedere come il duce trattava il figlio e sopratutto come giudicava male il nipote, che lei amava spudoratamente!

  • elettra

    Novembre 5, 2011 at 7:09 am

    Stanotte pensavo e mi è venuta una curiosità…… ma i rami Savoia come i Genova (a proposito tutta la solidarietà ai genovesi e dintorni del blog!) ,da cui proveniva Margherita , i duchi di Puglia, i duchi degli Abruzzi…si sono estinti oppure erano solo titoli di cui si fregiavano i figli maschi della famiglia reale?
    E allora perchè sono rimasti solo gli Aosta?
    Erano titoli trasmissibili alla prole?
    In Inghilterra il titolo di principe di Galles in genere spetta(va) al maschio erede al trono e quello di duca di York al secondo maschio…nella monarchia italiana c’è sempre stato un solo maschio Vittorio Emanuele III, Umberto I,unico di 5 figli,un’altro Vittorio Emanuele, unico di 4 figli…se ce ne fossero stati altri, che titoli avrebbero avuto?
    E ancora un’altra domanda……l’erede al trono era alternativamente principe di Piemonte e principe di Napoli….allora, perchè Umberto II ha nominato il piccolo Emanuele Filiberto, principe di Venezia?
    Come ha detto Marina nell’intervista,noi abbiamo rigettato e quasi dimenticato i nostri reali, sicchè ne sappiamo più della altre monarchie che della nostra…No, scusate parlo per me, non per gli altri…..mi sono data del noi….plurale maiestatis!!!!!!!!!!! 😉

  • elettra

    Novembre 5, 2011 at 9:22 am

    Devo correggere un errore di battitura…”.Umberto I, unico di 5 figli”….mi riferivo a Umberto II…..

  • paola

    Novembre 5, 2011 at 9:36 am

    la regina Margherita adorava Mussolini, sembra che disse anche “la Romagna terra di condottieri!”, ma quali altri condottieri ha “sfornato” la Romagna?? 😀 mi viene da ridere perchè mio marito è mezzo romagnolo

    @Marina, anch’io e mio fratello collezionavamo Asterix! SPQR: Sono Pazzi Questi Romani

    M. Paola

  • Martina

    Novembre 5, 2011 at 11:08 am

    @Elettra
    In effetti era proprio la Strathmore a cui mi faceva pensare comunque hai ragione il quel periodo ne sono state fatte molte di simili

  • marina

    Novembre 5, 2011 at 4:28 pm

    anche oggi sono un po’ al volo, però devo ringraziarvi tutti/tutte per il contributo che state dando a questa discussione aggiungendo particolari interessanti. pare che la Litta, l’amante di Umberto, fosse bellissima, e si è vero che Margherita aveva una specie di “cotta” per Mussolini. ma aveva una passione anche per i tedeschi e quando fecero la Triplice alleanza lei ne fu felicissima, d’altronde sua madre era una Sassonia.
    grazie anche ad @ Ale che come promesso mi ha mandato foto e testo per un post sui gioielli dei Savoia che pubblicherò quanto prima.
    @ Paola secondo me il migliore è Asterix e i britanni, ma anche gli elvezi è fantastico.

  • maria alberico saracino

    Novembre 5, 2011 at 4:35 pm

    salve a tutti, ho letto con interesse tutti i post su margherita, indiscutibilmente era una donna colta e intelligente ma, come tante altre regine condannata dalla ragion di stato a sopportare un marito fedigrafo.
    Si è dimostrata una “Signora” quando ha permesso alla litta di vedere il re in punto di morte, non molte l’avrebbero fatto!
    Poi se ha avuto qualche amore, fatti suoi ha fatto solo bene, a gressoney dove venne edificato un castello che sembra quello delle fiabe, si dice ancora che fosse l’amante del barone ottoz.

    Recentemente a bordighera ho visitato la sua casa se vi capita andate a vederla è una bomboniera, piena di gusto di oggetti rari e meravigliosi. Marina ho visto il post, complimenti per tutto, sei stata sobria e accattivante, poi eri in buona compagnia sono una gattara come te

  • Ale

    Novembre 5, 2011 at 5:20 pm

    @elettra… il ramo Savoia-Genova si è estinto di recente (nel 1996) con la morte del duca Eugenio (1906-1996), ultimo figlio del fratello di Margherita Tommaso (1854-1931). Eugenio, ultimo maschio del suo ramo, infatti ha avuto solo una figlia, Maria Isabella (1943) che però non può, in quanto donna, ereditare il titolo. Duca delle Puglie è invece il titolo tradizionalmente attribuito al primo maschio del duca d’Aosta (quello destinato a diventare duca d’Aosta), duca degli Abruzzi invece non è stato trasmesso solo perchè Luigi Amedeo non si è sposato e di conseguenza non ha avuto figli. Il 24 maggio 2011 è nato Amedeo, secondo genito di Aimone e Olga, e il nonno Amedeo di Savoia gli ha conferito il titolo di duca degli Abruzzi. Per quanto riguarda Emanuele Filiberto Umberto II non ha mai approvato il matrimnio dei suoi genitori, con conseguente eliminazione dalla linea di successione (ci sono lettere indirizzate al figlio in cui Umberto è molto chiaro su questo punto). Secondo alcuni il re non gli avrebbe conferito neanche il titolo di principe di Venezia (perchè non avrebbe mai offeso la tradizione repubblicana della città del doge e perchè non esiste un documento a provarlo)………spero di aver chiarito i tuoi dubbi altrimenti chiedi pure, se so la risposta sono felice di aiutarti

  • nicole

    Novembre 5, 2011 at 5:32 pm

    Ripeto la domanda, scusate: io riesco a sentire la voce o la musica di qualsiasi filmato, ma non Marina.Voi ci siete riusciti?Grazie.Son qui che scalpito…nemmeno dicendo abbracadabra son riuscita

  • elettra

    Novembre 5, 2011 at 5:57 pm

    http://ladyreading.forumfree.it/?t=36320666

    Non so se è venuta… eccola qui la bella Eugenia Litta Bolognini Arese…sembra in età matura e forse già “vedova ” di Umberto…… con lui aveva anche avuto un figlio Alfonso che pre-morì ai genitori ed era bello alto, aitante…..Umberto soffrì molto per la morte di quel figlio e Vittorio Emanuele, basso, rachitico, gracile, non glielo perdonò mai!

  • elettra

    Novembre 5, 2011 at 6:02 pm

    Nicole…sì io almeno ho sentito tutto!

    Ale grazie per i chiarimenti!

  • elettra

    Novembre 5, 2011 at 6:13 pm

    Sono sempre io ,scusate,ma ho provato a visitare l’indirizzo postato….bisogna cercarla …è l’ultima!
    Però in questo modo si può vedere una
    bella carrellata di guastafamiglie o di grandi amori impossibili !!!!!
    Tra loro anche la bella Rosina , che invece non fu amante,ma legittima moglie, seppur morganatica, del ormai vedovo Vittorio Emanuele II……

  • marina

    Novembre 6, 2011 at 12:39 am

    un saluto a tutti al volo e a tarda notte.
    @ nicole non so perché tu non senta la voce, mi dispiace;
    @ Jam di nuovo romano, evviva, evviva, sii felice, goditi la città eterna e facci sapere come procede la sistemazione e anche quando debutterai che facciamo tutti i tifo per te 😀
    @ elettra grazie per il link, molto interessante.

  • nicole

    Novembre 6, 2011 at 8:31 am

    Guastafamiglie….erano tutti ( il 90%)sposati con chi non volevano solo per dovere!Mica erano famiglie, era associazioni,alleanze,clan di mutuo soccorso in caso di guerre.Bisognava persino riprodursi per dovere con chi era un estraneo/a.Bella la contessa Eugenia Litta,aria da dama raffinata bello anche il nome, un nome che mi piace.La regina non mi pare fosse una bellezza, un pochino grossolana di lineamenti, anche se molto elegante e ricercata nel vestire e nella scelta di arredi vari.
    Bello il link!Sapevo della mamma di Winston Churchill, era molto, ma molto chiacchierata: doveva avere una personalità notevole, come il figlio.

  • Livio Orlandini

    Novembre 6, 2011 at 8:52 am

    Bravo Ale, hai scritto cose esatte, lasciatelo dire da un genealogista pignolo, complimenti davvero! Livio

  • Laura

    Novembre 6, 2011 at 9:01 am

    Magari non c’entra nulla con l’argomento ma per un futuro post sulla “famiglia di Francia” questo articolo e’ molto istruttivo

    http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/france/8753224/Prince-Henri-of-Orleanss-children-close-in-on-reclaiming-family-fortune.html

  • Dinora

    Novembre 6, 2011 at 1:26 pm

    Buon giorno Marina, innanzi tuto complimenti per l’intervista e per le due ragazze!! Ho qui accanto a me una patita di computer una signora di 14 anni, tigrata con occhi color smeraldo, Filippa, che ha seguito con me la tua intervista. Nelle altre stanze si aggirano altri felini: uno bianco e rosso Minù, il gatto personale di mio marito soprannominato Luis xv per i suoi vizi raffinati, Mary Poppins bianche e nera, trovata piccolissima, ormai cresciuta anche troppo ma che non ha mai perso l’abitudine di sparire e riapparire all’improvviso ( da qui il nome!)nelle diverse stanze di casa e poi c’è Mustafà ultimo arrivato già grande ma che si è riuscito ad “integrarsi”perfettamente.
    Bando ai felini!
    Cara Marina hai un viso ed un sorriso solare con bellissimi occi cerulei, ispiri dolcezza. Solo una persona così poteva creare questo sito, come ho sempre detto, molto variato fra storia e attualità entrado con molta discrezione nelle famiglie reali. Assomigli in modo straordinario ad una nostra cara amica, Anna!
    Tornando alla storia, la Regina Margherita è sempre stata una Signora della storia di Italia fra le mie preferite. Per il suo temperamento, se piacque a Carducci vuol dire che aveva una bella mente (si dice anche che il poeta ne fosse innamorato!) , per la sua cultura ed inteligenza. In Valle d’Aosta non c’è guida alpina,anche giovane, che quando ti porta in giro per le montagne non parli di lei.
    Non era molto bella, ma aveva un gran portamento che faceva distogliere l’attenzione dalle sue proporzioni non ottime dal punto di vista fisico.
    Il suo naso? Quante donne,già citate, avevano un naso impegnativo ma con la loro personalità non si notava. Pensate anche alla Callas!!
    Posso fare un appunto a Paola?
    Io sono ROMAGNOLA nata in una terra di condottieri .
    MAI SENTITO PARLARE DI UNA FAMIFLIA DI NOME SFORZA?
    Fra poco vi racconterò chi era questa famiglia ma principalmente da dove NASCE questo nome……e di altri condottieri romagnoli.
    Scusate ma ora ho una colazione con amici da preparare e una Moto GP da vedere da brava ROMAGNOLA DOC.
    A dopo!!!

  • Ale

    Novembre 6, 2011 at 5:27 pm

    grazie Livio anche io sono pignolo … soprattutto sugli alberi genealogici delle famiglie reali che sono piuttosto complicati!

  • elettra

    Novembre 6, 2011 at 6:01 pm

    Mi sembra che quanto a perle anche la Litta non scherzava….Umberto le regalava anche a lei? Chissà!
    Comunque sono un gioiello bellissimo che sta bene a tutte e che dà molta luce al volto, anche un solo filo, figurarsi delle cascate del genere!!!!

    Paola ….SPQR, vuol dire anche solo preti qui regnano…che per moltissimo tempo è stato vero!

  • Dora

    Novembre 6, 2011 at 7:04 pm

    @ maria alberico saracino
    ma un fedigrafo è uno che scrive di fedi religiose???? 😉
    fedifrago

  • Dinora

    Novembre 7, 2011 at 12:43 am

    Prima di riprendere il discorso sui condottieri romagnoli,
    apro una piccola parentesi sulla collezione di monete di Vittorio Emanuele III. Una parte di questa era stata già donata al popolo italiano dallo stesso Re d’Italia ed era nota come ” Collezione Reale”. L’altra parte della collezione se la tenne con se e fu ereditata dall’ultimo Re d’Italia, Umberto II che per sua volontà, alla sua morte venne donata alla Repubblica Italiana in modo che l’intera ” Collezione Reale” fosse ricongiunta. Ora è esposta al Museo Nazionale di Roma di Palazzo Massimo. La vidi alcuni anni fà e posso assicurare che è una cllezione incredibile. Non credo sia tutta esposta, almeno all’ora non lo era, perchè, ci dissero, che l’intera collezione fosse più di 300/ 400 mila monete!!
    Se vi capita andate a vederla, è interessantissima ed anche come è stata esposta. In alcuni punti delle bacheche vi sono delle lenti di ingrandimento per permettere di vedere i minimi particolari.
    Ora ritorno ai condottieri romagnoli!!!
    A pochi chiliometri da dove abito vi sono due cittadine: Cotignola e una più piccola Barbiano.
    Iniziamo da Cotignola.
    Nel 1369 vi nacque un certo Muzio Attendolo o meglio Giacomo Attendolo soprannominato Giacomuzzo e poi Muzio, come spesso succedeva in Romagna, spesso alle persone veniva dato un soprannome che rimaneva spesso per sempre, anche al posto del vero nome. La leggenda che si narra è che un giorno il giovane Muzio, Mentre zappava la terra ( la sua era una famiglia di nobiltà rurale) vide passare dei soldati che stavano reclutando dei nuovi adepti per rinforzare le truppe del loro capitano di ventura. All’epoca ve ne erano diversi visto la complessità delle divisioni delle diverse Signorie che erano sempre in lottafra loro. Comunque il giovane Muzio sembra che scagliò via la zappa e prese uno sei cavalli del padre e si unì a loro. La sua carriera militare iniziò nella compagnia di Alberico da Barbiano che praticamente fu il responsabile del nome Sforza. E quì ritorniamo di nuovo ai soprannomi che divengono nomi propri. Il suo nuovo signore vedendolo come un giovane molto impetuoso e con grande vigore fisico lo soprannominasse SFORZA.
    Fu condottiero sotto i Visconti di Milano, degli Este e diversi altri Signori distinguendosi sempre per il suo coraggio. La sua vita si interruppe mentre cercava di salvare dalle acque di un fiume un paggio ma a causa, si dice, della pesante armatura egli non riuscì a riemergere e il suo corpo non fu mai trovato. Ebbe numerosa prole ed il suo figlio maggiore un bel dì ( per farla brave!! La storia è molto più complessa) entrò nelle grazie dell’ultimo Duca Visconti di Milano che gli diede in moglie la sua figlia adorata Bianca Maria Visconti. con il matrimonio gli fu “donato” il titolo di Duca. Da quì inizia la storia degli SFORZA SIGNORI DI MILANO e non solo……Per non parlare poi di Caterina Sforza sposata con un Riario divenne Signora delle terre di Romagna e poi madre di Giovanni dalle Bande Nere, e poi sempre per non parlare di Ludovico il Moro ecc… Il tutto partito da un allora piccolo paese della Romagna.
    Barbiano. Avete già visto l’intreccio fra Muzio Attendolo “Sorza” con Alberico da Barbiano praticamente colui che diede il nome ad una delle famiglie più importanti del nostro Paese. Il caro Alberico ( nato a Barbiano nel 1385)fu un grande condottiero e capitano di ventura e sopratutto un rinnovatore dell’arte medioevale militare. Non mi dilungo sulla sua vita fra battaglie varie se no si fa notte fonda!!!
    Comunque penso che aver spiegato con solo due esempi come la terra di Romagna ha dato origine a dei grandi condottieri della storia d’ Italia anche se era ancora un pò “suddivisa”!!!!!
    Buona notte. E scusate la lunghezza del mio intervento.

  • paola

    Novembre 7, 2011 at 9:44 am

    @Dinora, sei romagnola? io adoro i romagnoli, mi piace un casino anche solo sentirli parlare! infatti è il lato di mio marito che mi piace di più 😀 Non volevo essere denigratoria, solo mi chiedevo quali altri condottieri avesse avuto la Romagna e ti ringrazio di avermi ricordato gli Sforza. Comunque Margherita ebbe una vera e propria cotta per Mussolini, l’avrebbe incensato anche fosse nato in qualsiasi altra parte del mondo! (p.s. anch’io guardo il MotoGP, è una mia grande passione)

    M. Paola

  • Filippo

    Novembre 7, 2011 at 12:43 pm

    Buon giorno
    Parlare di gioielli della corona d’Italia è molto azzardato, infatti non c’è ne sono.
    L’unica corona “La corona ferrea” che si trova nel Duomo di Monza è quella che in teoria Vittorio Emanuele II primo re d’Italia ha assunto come simbolo del nuovo Regno d’Italia, ma in pratica non l’ha indossò mai.

    Non esistono scettri, globi e quant’altro.
    I Savoia, soprattutto per ragioni economiche, modificavano continuamente i gioielli in loro possesso facendone creare dei nuovi dai vari gioielleri (Musy, Mellerio etc..) utilizzando le stesse pietre preziose.

    I gioielli custoditi nel caveau della Banca d’Italia non sono per nulla gioielli della corona ma appartengono alla Casa Reale di Savoia, re Umberto II li affidò al ministro della Casa reale perchè li depositasse alla Banca d’Italia, con la convinzione che presto li avrebbe ritirati lui stesso, così non è stato, da qui il biglietto che li accompagnava “da riconsegnare a chi di diritto”.
    I pezzi più pregiati consistono in un diadema di perle e brillanti (indossato dalle regine Margherita ed Elena), un davant de coursage, alcuni fili di perle e poi una serie di pietre preziose sfuse.
    Nessuno, a quanto dice la Banca d’Italia, ha mai cercato di ritirare ufficialmente questi gioielli da loro custoditi, perchè non è chiaro chi ne abbia diritto.
    Di sicuro non lo Stato Italiano perchè in caso contrario ci avrebbe già messo le mani.
    Marina, il diadema indossato (Mellerio), come argomento è stato trattato in un altro post di qualche tempo fa, a suo tempo le inviai la foto dello scheletro del diadema senza il rosone centrale, che Marina di Savoia ha utilizzato spessimo in passato in un giro collo di fili di perle, se non ricordo male il resto del diadema fu ereditato da Maria Beatrice che successivamente vendette assieme ad altri gioielli da lei ereditati.
    Saluti
    Filippo

  • paola

    Novembre 7, 2011 at 2:21 pm

    @Dinora, che ardimentoso questo Muzio Attendolo poi Sforza! come tutti i romagnoli, sangue caldo, Sorbole!!! 😀 (quest’ultima è una frase che pronuncia spesso mio marito, ma non ho mai capito se sorbole è un’espressione emiliana o romagnola, va beh non è poi così importante)

    … Ma, tornando al post, Attendolo era allora un avo anche della Eugenia Litta che da ragazza si chiamava Attendolo Bolognini???

    M. Paola

  • paola

    Novembre 7, 2011 at 2:30 pm

    @Filippo, grazie dei chiarimenti sui gioielli dei Savoia, ora ho capito perchè non sono stati venduti! perchè non appartengono nè ai Savoia nè allo stato italiano, altrimenti chissa che fine avrebbero fatto!!! 😀 però anche chiusi in cantina e non vederli mai più non è che vada bene

    M. Paola

  • Ale

    Novembre 7, 2011 at 4:18 pm

    ciao a tutti
    mi permetto di dissentire su quello che hai detto Filippo. i gioielli della coroa esistono e hanno avuto una storia travagliata… vennero creati tra il Seicento e il Settecento, la corona per esempio venne realizzata per l’incoronazione a Palermo di Vittorio Amedeo II di Savoia come re di Sicilia e la ritroviamo in tutti i ritratti dei successivi re di Sardegna fino alla rivoluzione francese. quando nel 1798 Carlo Emanuele IV lasciò Torino per andare in esilio in Sardegna lasciò per correttezza le gioie della corona agli invasori francesi insieme a tutta l’argenteria, a 700.000 lire dell’erario e alle opere d’arte contenute nei castelli reali. naturalmente i gioielli furono smontati e rivenduti pezzo per pezzo. Quando nel 1814 Vittorio Emanuele I rientrò a Torino decise di ricreare dei gioielli ufficiali, vennero però realizzati solo quelli per le regine senza ripristinare la corona perduta. nel 1848 Carlo Alberto concedendo lo statuto dovette dividere il suo patrimonio, la parte dello stato in dotazione comunque alla corona e la parte privata. i diamanti della corona andarono allo stato e vennero divisi dai gioielli privati, tanto che il loro nome ufficiale divenne “gioie in dotazione alla corona”. questo è il motivo per cui vennero consegnati alla banca d’Italia dal ministro della real casa e non portati in esilio come il resto dei gioielli privati della famiglia. se non fosse stato così ma come dici tu , Filippo, nel caveau oggi ci sarebbero anche i gioielli che poi sono stati ereditati dai figli di Umberto II come per esempio il diadema con le foglie di lauro. la proprietà di questi gioielli quindi è dello stato italiano e in questo momento hanno la stessa funzione delle migliaia di lingotti d’oro conservati nel caveau della banca d’Italia. tra un po’ Marina dovrebbe pubblicare un post la descrizione dei gioielli della corona con tanto di foto (non ci sono fili di perle, queste facevano parte dei gioielli privati).

  • elettra

    Novembre 7, 2011 at 5:10 pm

    Quel sibillino biglietto di Umberto II, quindi non darà mai una risposta al quesito…
    Per fare un esempio analogo e abbastanza recente , la famiglia reale greca usa i gioielli della corona…visto che il loro esilio iniziò con una fuga, come funziona la cosa?quando tira un’ariaccia, per prima cosa si impacchettano le gioie e se le portano con loro, o trovano persone compiacenti che le spediscono in seguito ?
    Allora come mai Umberto II non ha portato via tutto, se era tutto patrimonio famigliare? non penso che non abbia trovato posto nel bagagliaio….
    Ma in seguito nessuno le ha reclamate?

    Avete visto su N&R della terza moglie del sultano del Brunei? non sembra una delle tiare Savoia, una di quelle vendute mi sembra ,ma non sono sicura da M.Gabriella, riveduta e corretta?

  • paola

    Novembre 7, 2011 at 7:59 pm

    @Dinora, anche mio marito si è scandalizzato come te per la mia ignoranza! e mi dice che in Romagna sono nati, tra gli altri: Giovanni dalle Bande Nere, Sigismondo Malatesta, Uguccione della Faggiola, Guido da Montefeltro!! ehilà ma allora i romagnoli sono proprio dei superganzi!!! e un po’ rissaioli aggiungo io 😀

    M. Paola

  • paola

    Novembre 7, 2011 at 8:00 pm

    p.s. … su questi gioielli reali c’è molta suspense! aspetto il post chiarificatore di Marina e Ale

  • Ale

    Novembre 7, 2011 at 8:08 pm

    @elettra personalmente non credo a meno che non si tratti i un diadema creato per le figlie di Umberto II negli anni della dolce vita …. su quelli non so molto.
    Umberto II ha riconsegnato quei gioielli allo stato perchè era un gentiluomo e sapeva che erano solo in dotazione alla corona (quindi non di proprietà). probabilmente se li avesse portati in esilio con sè nessuno gli avrebbe detto niente (così ha ammesso anche Luigi Einaudi, allora presidente della banca d’Italia) ma, come sempre, è stato onesto.

  • elettra

    Novembre 7, 2011 at 10:07 pm

    Ale , mi riferivo -anche se non lo ritengo probabile – al diadema di origine russa….. se hai il libro dei gioielli di casa Savoia, come penso che tu abbia , di Stefano Papi e M. Gabriella, è a pag. 119….mi sembra di ricordare che è stato venduto…..
    Ma allora cosa è rimasto nella Banca d’ Italia..dagli scritti tuoi e di Filippo , ho capito che si tratta di ben poca cosa, rispetto a quello che c’era….non vedo l’ora di leggere la tua ricerca…..
    I Savoia, come dici tu erano usi rimodernare o riadattare i gioielli che possedevano…qui a Roma erano clienti di Petochi, negozio storico di piazza di Spagna, che ha chiuso nel dicembre 2009 , con una svendita che non ho parole per definire,….io l’ho seguita e credevo di svenire ad ogni oggetto…….
    come va a Torino? il Po sembra essersi calmato….Ieri sera ho visto la Gran Madre tutta illuminata e mi è venuta una enorme nostalgia…ho vissuto a Torino un periodo molto felice della mia vita….

  • Dinora

    Novembre 8, 2011 at 1:30 am

    Carissima Paola non mi sono sentita “denigrata”, non ti preoccupare ma avendo tu accanto un marito della mia terra sai certamente come noi ne siamo orgogliosi! Comunque la dote maggiore di noi Romagnoli, chiedilo a tuo marito, è la sincerità anche se a a volte può smbrare “rozza” ma è sempre meglio dire ” a faccia a faccia” ciò che si pensa. Siamo un pò chiassosi ma leali. Salvo sempre le dovute eccezzioni comenin tutto.
    Gli Attendolo-Bolognini non discendono da Muzio Attendolo “Sforza”.
    La Duchessa Eugenia Litta Visconti Arese nasce da una relazione extraconiugale della madre con un Principe Porcia. Il marito, Conte Attendolo Bolognini, scoperto il tutto cacciò la moglie da casa ma al momento della nascita della nuova bambina la riconobbe come sua per evitare uno scandalo, anche se in seno all’aristocrazia si chiacchierava non poco.
    Eugenia sposera diciottenne il Conte Giulio Litta Visconte Arese che divenne Duca alla morte del fratello.

    Per quanto riguarda Giovanni dalle Bande Nere nacque a Forlì da Caterina Sforza e dal suo terzo marito Giovanni de’ Medici. Il suo nome di battesimo fu Ludovico in onore dello zio, successivamente, quando il padre morì Caterina Sforza decise di cambiargli nome in Giovanni per ricordare il marito.

    Hai più che mai ragione sulla Regina Margherita e la sua passione per Mussolini. Pure lu,i nel bene e nel male, lo si deve annoverare nella storia dei condottieri romagnoli. La storia di tutte le Nazioni contiene sempre un personaggio che fa discutere i posteri!

    Una cosa che diciamo condivido, scusate il dire, con la Regina Margherita sono le perle come gioiello, in tutte le loro forme ed anche colori. Le adoro!!!!

    INTERESSANTISSIMO LE VICESSITUDINI E LE “TRAVAGLIATE” STORIE DEI GIOIELLI DI CASA SAVOIA. Concordo con molti di voi nelpensare che nel caveau della Banca d’Italia vi siano una certa parte die gioielli di Casa Savoia e non vedrei nulla di male nelli esporre in un museo. Fanno parte della nostra storia.
    Inoltre attirerebbero certo un grannumero di viditatori; molte signore!!
    Probabilmente dietro a questra ritrosia ci saranno problematiche da superare con i discendenti diretti anche se non più riconosciuti come legittimi successori.
    Tempo fa, penso l’anno scorso, vi fu una trasmissione dedicata ai gioielli di casa Savoia ed un gioielliere di cui non ricordo il nome, forse un Petochii, riprodusse su disegni originali d’epoca i gioielli che dovrebbero essere custoditi nel caveau. La “parata” risultò mozzafiato.
    Buona notte Marina e un caro saluto a Paola. Saluti anche al mio conterraneo!!

  • Dinora

    Novembre 8, 2011 at 1:45 am

    Un piccolo post per Paola appassionata di moro GP come me
    Domenica hanno ricordato Simoncelli in modo memorabile. Condottiero moderno, della terra di Romagna, assieme a Valentino e Capirossi che abita non lontano da noi. Persona simpatica, disponibile, sensibile e poco “gasata”; alla romagnola!!
    Io sono nata a Imola e quindi l “motore” è nel mio DNA, fin da piccola andavo all’autodromo a vedere prima le moto (Agostini ecc) poi la F1 con i gradi piloti che, allora non erano così irragiiungibili como lo sono ora. Ricordo una cosa simpatiica e poi chiudo la digressione. Quando avevo diciotto anni i miei genitori miregalarono una Fiat 127. Non ricordo per quale motivo ma miritrovai ferma al semaforo dell’autodomo che porta, lungo viale Dante, in centro ad Imola. Ad un certo punto vedo alla mia destra comparire un musone rosso con un “ruggio” pazzesco! Io nell mia macchinuzza circondata da questa meraviglia di Ferrar, mi sporsi un pò per vedere chi era lla guida: Michele Alboreto. Ora penso non si riesca neanche ad incontrarsi un meccanico casualmente!!!Ciao e di nuovo Buona notte
    Scusateci nelle nostre digrassioni. Ma come ho sempre detto, questo sito è veramente molto bello perchè finalmente si può spaziare a 360° sulle diverse culture e curiosità RISCUSATE LA DIGRASSIONE. E’ FINITA!!

  • Ale

    Novembre 8, 2011 at 10:41 am

    elettra a torino va abastanza bene, le uniche cose allagate come sempre sono stati i murazzi e i suoi locali. immaginavo parlassi della tiara russa …… è stata venduta da maria gabriella per pagare le tasse di successione sull’eredità di maria josè e mi sento di escludere che sia quella della foto della terza moglie del sultano del brunei … anche perchè secondo me è un delitto modificare un gioiello del genere.

  • Filippo

    Novembre 8, 2011 at 1:39 pm

    Buon giorno
    @Ale, quindi come ho già detto e confermato da te, non esistono Gioielli della Corona, per intenderci, del tipo quelli inglesi, danesi, svedesi.
    @Elettra, azzardo una risposta, forse re Umberto II era così convinto che tutto si sarebbe risolto con il suo ritorno in Italia, chiarita la questione dei voti del referendum, e ti confermo per avere letto su internet che i pezzi, in custodia presso la Banca d’Italia, sono ben poca cosa, a parte il diadema di perle, il davant de coursage e fili di perle.
    E’ quindi bene sfatare la legenda che vuole i favolosi gioielli della corona d’Italia nel caveau della banca.
    E non sono dello Stato Italiano perchè se così fosse non ci sarebbe nessun dubbio sulla loro proprietà e la Banca d’Italia li avrebbe consegnati “a chi di diritto”.
    Saluti
    Filippo

  • paola

    Novembre 9, 2011 at 10:07 am

    @Dinora, per la tragedia di Simoncelli ho pianto x una settimana, poi però domenica ho guardato di nuovo il MotoGP con grande entusiasmo! pazzia, passione, non so… 🙂
    a 20 anni, prima di prendere la patente per l’automobile, presi quella x la moto, ma ero molto povera e riuscii a comprarmi solo una vespa di seconda mano, ma con quella feci un tour simpatico: andai a Sarajevo da sola a prendere un mio amico ( va beh il mio fidanzato di allora :))
    L’altro giorno è venuta qui una mia cognata, benestante e collezionatrice di gioielli… diceva che voleva realizzare un 20.000 euro in più per comprarsi qualche altro bel gioiello, io mi comprerei sicuramente una moto!! 🙂 SCUSATE anche la mia digressione!!

    M. Paola

  • paola

    Novembre 9, 2011 at 10:08 am

    Umberto II secondo me era troppo buono e troppo onesto per lo stato italiano!

    M. Paola

  • elettra

    Novembre 9, 2011 at 11:31 am

    Paola,ma anche tu partecipi , in primavera ed autunno, a quei raduni, a volte di centinaia di motociclisti?
    Quando li vedo tutti insieme sulla strada,mi fanno una gran paura,anche se devo dire sono molto rispettosi del codice della strada…..insomma un po’ mi intimidiscono….

  • paola

    Novembre 9, 2011 at 2:21 pm

    @Elettra, no non partecipo ai raduni, anzi in questo periodo non ce l’ho proprio la moto. Però sì, sono riunioni simpatiche, pensa che un mio amico che ha il sidecar si trova con altri matti come lui 1 volta l’anno a un raduno nella Foresta Nera!

    Chissà se c’è o c’è stato/a qualche altezza reale con la passione del motociclismo!?

  • maria alberico saracino

    Novembre 9, 2011 at 5:27 pm

    Dora mi sei piaciuta moltissimo, ti spiego essendo una vecchia,ma arzilla signora, certi vocaboli forse mi sono più congeniali, sempre di corna si parla ma vuoi mettere “fedigrafo” al posto di “cornuto”!
    Visto che Marina ha sdoganato il video vi devo avvertire, se non mi cancella, che ne ho visto un’altro dove la Signora in questione balla, anche bene direi ,vestita con un abito azzurro da favola . Sono aperte le offerte per saperne di più!!!!!!.
    DIanora, io mi chiamo Alberico ma di cognome, peccato non faccio parte della nobiltà….. Maria

  • Dora

    Novembre 9, 2011 at 5:50 pm

    @ maria (alberico saracino 😉 )
    il termine che hai usato è perfetto …ma scritto male!!! è uno di quei vocaboli ingannevoli che si tende a scrivere senza pensarci troppo
    non fedigrafo, quindi, ma fedifrago…
    la differenza è minima ma interessante (ed esilarante!)
    mi successe una cosa analoga durante un esame orale di letteratura, anche se con la parola ludibirio che storpiai di brutto (molto brutto, in realtà…)
    e chi mette le corna non è detto che sia cornuto! (anche se gli starebbe bene!!!!!!!!!!!) 😉
    baci

  • maria alberico saracino

    Novembre 9, 2011 at 7:39 pm

    Dora hai ragione, meno male che ti sei accorta dell’errore e mi hai ripresa, eviterò in futuro di rifarlo, anche se sono nata in Italia l’italiano non è la mia lingua madre ,ho studiato in svizzera nel cantone francese e ancora oggi penso in francese e traduco in italiano con i risultati che si vedono! Baci Maria

  • paola

    Novembre 9, 2011 at 10:46 pm

    @Dora, Maria: ah già fedi-grafo è uno scrive delle fedi!! ho capito bene??? 😀

    io x es. dico sempre “estefferato” invece di esterefatto, lo disse una volta un mio parente veneto pensando di dire una parola ricercata e mi “garbò” moltissimo 😀 😀

    M. Paola

  • paola

    Novembre 18, 2011 at 2:14 pm

    ho letto su una biografia della regina Elena, che, in occasione della nascita della principessa Jolanda, la regina Margherita tirò dietro a suo figlio Vittorio E III un astuccio con un gioiello che lui le aveva regalato, perchè delusa dalla nascita di una femmina. Credo sia un aneddoto vero, lo riporta una nipote di Jolanda, dicendo anche che questo gioiello (una spilla a forma di trifoglio) lo conserva proprio lei, la nipote, come ricordo di sua nonna. certo Margherita… che caratterino!!

    M. Paola

  • elettra

    Novembre 18, 2011 at 7:35 pm

    Paola , anch’io conosco questa storia.. una grossa broche a forma di trifoglio con tre grossi diamanti… il re allora la regalò alla moglie…(carino, però,eh!?)la quale la tenne in gran conto e successivamente, la donò alla figlia Jolanda, come logica conseguenza…io la so così…certamente Jolanda dopo la avrà regalata a sua volta…ma se è ancora così come allora e nelle mani di una discendente, me ne rallegro!
    Sì Margherita aveva un carattere piuttosto pepatino…si dice anche che, dopo il matrimonio con Calvi di Bergolo,essendo un matrimonio, a suo avviso, non all’altezza della nipote, non le rivolse più la parola, con grande dispiacere della regina Elena, anzi incolpò la nuora, di non aver saputo educare da principesse, le figlie e che quelle erano le logiche conseguenze…..

  • Ale

    Novembre 19, 2011 at 9:44 am

    non solo … prima del matrimonio disse (probabilmente anche in tono dispregiativo) a jolanda: potevi essere regina e hai scelto l’amore! … perchè jolanda avrebbe potuto sposare edoardo VIII, direi che ha scelto bene…

  • jacopoamedeo moretti

    Novembre 19, 2011 at 5:16 pm

    ciao a tuttei

    come va??

    allora : ho avuto il permesso di marina quindi ora posso scriverlo:

    una delle mie gattine ( del mio ex a firenze x precisione)
    zarina roxanna feodorowna, E’ INCINTA
    e circa il 12 di dicembre partorirà….
    ovvio vi farò sapere…. dopo 3 mesi di svezzamento i gatti sono vendibili…quindi se QUALCUNO FOSSE interessato…. sappiate che …:-))
    ovvio chi “proviene” da qui…. è trattato in modo speciale…
    so che parlare di commercio di animali è ORRENDO… ma purtroppo … è così… quindi detto questo… chiunque… interessato… puo chiedere il mio numero o mail a marina… e contattarmi!!!

    grazie e grazie ancora marina!!!!!!!!
    kiss
    a presto
    jacopo

  • nicole

    Novembre 19, 2011 at 6:29 pm

    Ciao Jam! ma ho capito finalmente cosa aspettava Buckingham Palace per il suo di annuncio.
    Qui è una Zarina che diventa mamma, il protocollo…si sa, noblesse oblige 🙂 🙂 🙂
    Marina mi caccerà..no, è spiritosa.
    Non mi metto in lista, ho le mie due ” gattigne” e mi fermo a due.

  • elettra

    Novembre 20, 2011 at 3:26 pm

    Ma Jam, la gravidanza di una blu di Russia era quella che ci mancava, direi la ciliegina sulla torta!!!! Scherzo…voglio dire che sono contenta per te e per la nobile gattina!
    Ti giuro che sarei felice di prendermi un micetto, e tra l’altro i gatti grigi mi piacciono alla follia, ma finchè convivo con un cane non posso…la prossima volta che mi capiterà ( ma non vorrei che capitasse mai , anche se è inevitabile!) prenderò insieme cucciolo di cane e di gatto…se crescono insieme non diventano ostili! auguri!!!!

  • jacopoamedeo moretti

    Novembre 20, 2011 at 3:46 pm

    hhahaaa nicoleee
    mi hai fatto morir dal ridere

    proverò a sentire zia lilibeth se ne vuole:-)hahahaha

    kiss a tutti
    j

  • Dora

    Maggio 30, 2012 at 7:42 pm

    date un’occhiata al diadema della sposa: non vi sembra simile al’ultimo????
    http://www.noblesseetroyautes.com/nr01/wp-content/uploads/2012/05/Scan10917.jpg

  • Ale

    Maggio 31, 2012 at 4:32 pm

    @dora sinceramente mi sento di escluderlo, oltre al fatto che sono simili ma non uguali se guardi l’ultima foto noterai che quello sulla testa di maria josè è più grande dell’altro. e poi non se all’epoca (2006) fosse stato già venduto da maria gabriella. va detto però che nella seconda metà dell’ottocento erano di moda i diademi fatti così e quindi quello che hai lincato è probabilmente un gioiello di quell’epoca.

  • Dora

    Gennaio 22, 2015 at 7:16 pm

    1. marina

      Marzo 2, 2015 at 10:17 am

      molto interessante non conoscevo questo libro, lo prendo subito. comunque da quello che leggo sono completamente d’accordo con lui.

    2. Ale

      Marzo 2, 2015 at 7:21 pm

      si la regina margherita e sissi si incontrarono nel 1881 durante la visita di stato del re d’italia in austria. non mi ricordo dove, forse nella biografia di Casalegno sulla nostra regina sono riportati alcuni particolari.
      le due figure non possono essere più diverse. e infatti secondo me non si stavano per niente simpatiche. la presenza dell’imperatrice non era per niente scontata (veramente una pessima sovrana, ne abbiamo già parlato tante volte) a vienna anche in occasioni di visite di stato. se non sbaglio infatti diversi giornali austriaci parlarono di visita importante dal punto di vista politico (si stava formando la triplice alleanza) tanto che era presente anche la sovrana, anche se non molto partecipe. è più facile che sissi ci fosse più per la curiosità sulla regina d’italia che per questioni politiche. la visita comunque fu molto importante e francesco Giuseppe fece di tutto per renderla gradevole e proficua, savoia e Asburgo erano tornati da poco in buoni rapporti. credo che entrambe le sovrane incontrandosi siano rimaste deluse. sissi era attentissima alla forma, portava pochi gioielli e preferiva gli abiti pratici, oltre ad avere poco senso del dovere come sovrana e scarsa opinione dell’etichetta di corte. margherita era l’opposto. era golosa e le piaceva assaggiare tutto, e con gli anni iniziarono a notarlo anche i suoi più grandi estimatori: la regina prendeva peso. poi amava tantissimo i gioeilli, meglio se molto preziosi. le sue parure erano famose in tutta europa, in particolare le sue perle che valevano una vera fortuna. amava gli abiti pratici ma avendo un altissimo senso del dovere e della sua posizione portava quando era al quirnale e nelle occasioni ufficiali abiti complessi, ricchi e ricercati, tutti di sartorie italiane, a lei dobbiamo la nascita della moda italiana, il famoso made in italy che oggi tutti cercano. se non sbaglio nacque anche una rivista specializzata chiamata margherita. proprio perché regina di una potenza appena nata e che doveva, sia internamente che all’estero, trovare il proprio posto e il proprio prestigio la regina margherita era la personificazione dell’etichetta e della pompa, in quanto considerava la figura del sovrano come sacra, lo stato personificato in un individuo, il padre della nazione. da regina vedova usava un cerimoniale molto più severo di quello utilizzato dal figlio al quirinale (i famosi tre inchini e il non dar mai la schiena per intenderci). quindi immaginate cosa avranno pensato quando si sono incontrate 😀 immaginate cosa è passato nel cervello di margherita, tutta vestita per il ricevimento che stava per iniziare, quando ha visto arrivare l’imperatrice d’austria in tenuta da amazzone dopo aver cavalcato, con tutto il fango e il sudore che comporta. infatti mi sembra di ricordare che sia proprio in quei momenti che la nuora di sissi per fare conversazione chiese a margherita qualche consiglio per il suo ruolo. la nostra regina le rispose, forse proprio per tirare una frecciatina a sissi, che quando si è regine lo si è sempre in tutte le occasioni per tutte le ore del giorno e quindi bisogna essere all’altezza della situazione ventiquattro ore al giorno, anche quando si è da sole, ne va del prestigio dell’istituzione.

      1. Dora

        Marzo 3, 2015 at 10:08 am

        frecciatina che molte contemporanee dovrebbero ricordare, ogni tanto!!!
        grande @ale! XD

        1. Ale

          Marzo 3, 2015 at 7:34 pm

          ho pensato la stessa cosa 😀 ma no osavo dirlo

  • annarita

    Marzo 3, 2015 at 10:03 pm

    Si racconta che, durante un concerto o un’opera (questo non lo ricordo), dopo che le loro maestà erano nel palco reale al teatro, terminata l’esecuzione degli inni nazionali, Sissi, con un leggero movimento del capo, si assicurò di avere dietro la poltrona. Invece Margherita non si girò ma “pionbò” a sedere in quella sua. Le venne fatto notare che la poltrona poteva essere spostata e quindi lei aveva rischiato di cadere. Margherita disse che una perfetta regina sa di avere la poltrona perfettamente dietro di sè.

    1. marina

      Marzo 3, 2015 at 11:27 pm

      è una cosa che si dice anche della regina Vittoria e dell’imperatrice Eugenia

    2. Ale

      Marzo 4, 2015 at 7:15 pm

      questa della poltrona non la sapevo! 🙂 beh che dire … grande Margherita! 😀 un’altra frecciata a sissi.

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