Il principe Alberto e la vera storia dell’albero di Natale

Natale 2020

È difficile parlare di questo Natale 2020 che incombe in un misto di lucine e ansia, panettoni e tamponi. Sarà tutto molto diverso, strano, complicato, le tradizioni familiari e sociali verranno congelate in attesa di tempi migliori e quindi l’unica soluzione possibile è quella di guardare al passato. Che poi non è neanche così lontano.

Natale 2020

Noi oggi abbiamo la sensazione di averlo sempre festeggiato così il Natale, però in realtà le tradizioni più diffuse e amate risalgono a un secolo e mezzo fa e vengono – ma guardate il caso 😉 – dall’Inghilterra attraverso un principe di origine tedesca.

La vicenda è nota ma facciamo un breve riassunto per chi si fosse perso le puntate precedenti o alle superiori, durante l’ora di storia, era momentaneamente distratto.

Il 10 febbraio 1840 Alberto di Sassonia Coburgo Gotha sposa la giovane regina Vittoria per diventare il semplice consorte di una sovrana (ma anche padre, nonno, bisnonno di re e regine, però questo non lo saprà mai).

Alberto lascia a malincuore l’amata Turingia e nell’operosa Inghilterra della prima età vittoriana porta molte abitudini della terra. Una di queste è la festosa celebrazione del Natale intorno a un abete riccamente decorato attorno al quale vengono disposti tanti doni. Qualche decennio prima la regina Charlotte, la nonna di Vittoria anch’essa tedesca di nascita, aveva provato ad addobbare delle piante in giardino, ma nessuno l’aveva imitata, invece le celebrazioni della coppia reale vengono subito ammirate e copiate. L’immagine della famiglia reale intorno ad un albero, diffusa nel 1848 all’Illustrated London News, ha un grande successo; Molto presto ogni casa ha il suo albero addobbato di candele, dolci, frutta, decorazioni fatte in casa e piccoli doni. È che e un’abitudine prettamente germanica diventa popolare anche in Inghilterra e da lì passa nel resto dell’Europa e poi del mondo.

Ma per quale motivo una consuetudine della famiglia reale britannica si diffonde tanto velocemente ovunque, per quale motivo Vittoria, Alberto sono un modello da seguire e da imitare?

Semplicemente perché la sovrana e suo marito, che mostrano la regalità unita alle virtù domestiche proprie della nascente borghesia,. riconciliano l’Inghilterra con una dinastia fino ad allora mal accettata anche per via degli scandali, delle amanti e delle numerose eccentricità. Adesso la classe media virtuosa e operosa si può rispecchiare nella semplicità e nella morigeratezza della coppia reale, che presto diventa un esempio di sereno focolare borghese. Alberto è un marito fedele e amorevole che assume con dignità il suo ruolo di sposo e di padre; finalmente, dopo il libertino Settecento, trascinatosi con gli eccessi della reggenza anche durante il primo ventennio dell’Ottocento, a corte trionfano il senso del dovere, il rigore, la disciplina e l’industriosità. E secondo il principe, solo queste qualità possono preservare la corona.

Molto presto Vittoria e Alberto possono mostrare all’Inghilterra e al mondo intero l’immagine mai vista prima di una famiglia reale unita, fedele, serena, devota a Dio e al Paese. «Siamo molto popolari» scrive la regina allo zio Leopoldo, «a causa della nostra felice vita domestica e del buon esempio che essa fornisce». È vero, dopo decenni di sovrani decrepiti, pazzi o dalla dubbia moralità, la presenza sul trono di una coppia giovane e innamorata, circondata da bei bambini, piace alla nazione e fa riguadagnare alla casa reale il prestigio perduto.

È per questo motivo che molte usanze introdotte dalla coppia reale diventano così amate e popolari e la festa del Natale prende la forma che conosciamo oggi compresi i regali sotto l’albero, il tacchino sulla tavola delle feste e lo scambio delle cartoline augurali inventate nel 1843 da Sir Henry Cole.

Il Natale diventa così un momento di incontro familiare ma anche – questo aspetto deve molto a Dickens e al suo Christmas Carol – di riflessione sulla pace, sulla felicità, sulla carità e sulla generosità. Ovviamente tutto ciò diventa possibile e viene reso più facile dal diffondersi della prosperità economica in quanto, grazie all’industrializzazione, infatti, si la nuova classe media con un maggior reddito disponibile sta diventando sempre più numerosa.

Come dico spesso la storia non è fatta di eventi singoli staccati l’uno dall’altro, ma di tanti elementi che insieme determinano un cambiamento. E a proposito di storia chiudo con una riflessione personale. Da quando il principe Alberto si è “inventato” l’albero di Natale si sono succediti molti giorni festivi felici e gioiosi, però non possiamo dimenticare quelli tristi e oscuri degli anni di guerra. Dimenticare il passato infatti ci porta a vivere solo nel presente come se fosse l’unico tempo dell’umanità. Ma noi siamo anche il nostro passato e sapere quello che hanno vissuto altri prima di noi ci aiuta a capire il presente e ad affrontarlo con una grande consapevolezza: gli uomini si sanno adattare. E non parlo solo di clima e di ambiente, ma anche della realtà storica e sociale nella quale si trovavano ad evolvere.

Perché il mondo è così, ogni tanto accade qualcosa di imprevedibile e fuori dal controllo con cui è necessario convivere. Durante questo anno così difficile ho sentito di tutto, tranne l’invito a ricordare che nel passato, non di rado, l’uomo si è trovato di fronte a crisi gravissime, però ne è uscito perché ha il dono di rialzarsi, sempre. Lamentarsi serve a poco, adattarsi invece è il primo passo per uscire dalla crisi.

Il Natale della royal family quest’anno sarà molto diverso ma sul sito ufficiale c’è un capitolo intero dedicato al Royal Christmas

Se ne volete sapere di più su Vittoria e Alberto e sul loro royal wedding

Se invece volete tante idee e consigli su come festeggiare il Natale in famiglia c’è il libro di Elisa aka @acasadibianca

Copyright foto: @TheRoyalFamily

Nell’immagine a destra l’albero di Natale allestito quest’anno nella St. George’s Hall a Windsor.

Comments ( 1 )

  • Dinora Venturi

    Dicembre 24, 2020 at 11:09 am

    Ho riletto con piacere il tuo articolo sulla tradizione dell’ albero di Natale! Fa bene al cuore! Ringrazio il Principe consorte e la Regina Vittoria di aver portato in tutte le casa questa bella tradizione. Gli addobbi natalizi in tutti i paesi nordici si sono sempre fatti, in tutte le casa, nelle vie e nelle piazze, anche nelle chiese. La tradizione dell’ albero nella mia famiglia si è sempre rispettata, sia quando ero piccola che da grande. Non mi paragono certamente al Principe Alberto consorte di una grande Regina, ma quando mi sono sposata, a 38 anni, in casa di mio marito l’albero di Natale non si faceva più da anni e anni e così anche gli addobbi natalizi. Il primo anno di matrimonio io e mio marito ci siamo comprati un bel albero di Natale e da allora ogni anno lo addobbiamo con tutte le sue luci palle,ecc. e da quando siamo soli addobbi tutte le stanze. Adoro lo spirito natalizio. Non dimenticando ovviamente il Presepe.
    Il mio Presepe che mio zio mi regalò nel Natale dell’anno in cui nacqui.
    Siamo alla Vigilia di un Natale particolare, di un anno trascorso pieno di tanta incertezza e paura. Io e mio un anno fa eravamo a Bergamo all’ospedale Papa Giovanni dove era ricoverato perché era stato trapiantato di cuore. Ci alternavamo con sua moglie. E nel momento più buio noi due ci siamo ritrovati e rimasti per 100 giorni nella città più martoriata.
    Perciò questo Natale è il nostro Natale come deve essere per tutti, riflettendo e sperando si intravvedere la luce della Stella Cometa che porta speranza a tutto il mondo.
    Buon Natale a tutti

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