Il wedding molto royal e molto privato della principessa Beatrice di York

Beatrice di York

Beatrice di York

Il matrimonio della principessa Beatrice di York, primogenita del principe Andrea duca di York, con l’anglo-italiano Edoardo Mapelli Mozzi, credo che si  possa considerare uno dei grandi capolavori della diplomazia regia. Cioè anche questa volta Sua Maestà è riuscita a salvare “capra e cavoli” perché in sostanza il prossimo wedding sarà molto royal, ma anche abbastanza privato e di dimensioni ridotte. In un momento estremamente critico per il duca di York (che si è dimesso dai suoi ‘royal duty’ a causa dello scandalo Epstein) le nozze della sua figlia maggiore rischiavano di essere un vero e proprio boomerang per l’immagine della monarchia e il lungo temporeggiare sulla data e sui dettagli (inframmezzato anche dalla vicenda Harry&Meghan) ha fatto ipotizzare trattative serrate e non facili. Perché Beatrice di York ha un padre implicato in una vicenda oscura, ma è pur sempre la nipote della regina e una delle poche HRH della royal family; perché sua sorella ha avuto un matrimonio sontuoso e molto mediatico (qui il post dedicato alle nozze di Eugenie) e lei probabilmente non voleva essere da meno, ma in questi mesi di questioni in sospeso e drammatici abbandoni un royal wedding sembrava decisamente poco opportuno.

Nozze londinesi per Beatrice di York

Molti avevano ipotizzato (e sperato anche) un matrimonio all’estero, in Italia magari visto che lo sposo, benché nato a Londra, viene da una famiglia della nobiltà lombarda. Così la nipote della regina il 29 maggio celebrerà le sue nozze in due luoghi storici e altamente simbolici per la dinastia ma abbastanza appartati: la Chapel Royal di St James’s Palace per la cerimonia nuziale e i giardini di Buckingham Palace dove si svolgerà il ricevimento.

Dettaglio non da poco e molto significativo: Beatrice di York si sposerà nello stesso luogo dove, il 10 febbraio 1840, la regina Vittoria ha unito il suo destino a quello del principe Alberto. Mezzo secolo dopo, il 6 luglio 1893, la Chapel Royal (le cui grandi vetrate si affacciano a fianco del portone d’ingresso sul lato sud di St James’s Street) ha ospitato anche le nozze di un altro duca di York, George futuro re Giorgio V. Sempre nella Chapel Royal per una settimana, dalla sera del 31 agosto 1997 fino al giorno precedente il funerale, hanno sono state deposte le spoglie mortali della principessa di Galles, mentre il 23 ottobre 2013 il figlio di Diana, William duca di Cambridge ha scelto di celebrare in questo stesso luogo il battesimo del figlio George e poi nel 2018 quello del terzogenito Louis.

La storia di St James’s Palace

Nel 1531 Enrico VIII acquista i terreni occupati da un ospedale per lebbrosi risalente a un’epoca anteriore all’arrivo dei Normanni (1066) e fa costruire un palazzo che viene completato nel 1540. Di quel periodo però resta solo la ‘gatehouse to colour court’ dove la regina Maria, figlia di Enrico e di Caterina d’Aragona, muore nel 1558. Nel 1588 St James’ Palace diventa il rifugio di Elisabetta I quando l’Invincibile Armada fa rotta verso l’Inghilterra. L’edificio originario, in stile Tudor, è completamente rivestito di mattoni rossi e si snoda intorno a quattro cortili interni (Ambassador’s Court, Engine Court, Friary Court e Colour Court) anche se il suo elemento visivo più noto sono i torricini poligonali del corpo di guardia che indicano l’ingresso principale all’inizio di St James Street. Nel palazzo nascono Carlo II nel 1630 e Giacomo II nel 1633; nel 1649 Carlo I passa qui la sua ultima notte in attesa dell’esecuzione. Fra il 1623 e il 1627 l’architetto Inigo Jones costruisce per Henriette di Borbone, la moglie francese e cattolica di Carlo I, la Queen’s Chapel un edificio che innova l’architettura religiosa inglese introducendo moduli classicisti come la facciata a timpano e l’interno a una sola navata coperta da una volta a botte e cassettoni.

St James

Copyright foto sito della Royal Family

Durante il regno degli Stuart il palazzo resta una residenza secondaria rispetto a Whitehall anche se Carlo II fa prosciugare e bonificare gli stagni circostanti che diventano il parco di Saint James. Nel 1698 Whitehall viene distrutto da un incendio e Guglielmo III decide di trasferire la sede principale della corte e il centro amministrativo della monarchia proprio a Saint James. I primi tre sovrani della dinastia Hannover continuano a usare il palazzo che però è decisamente modesto rispetto alle grandi residenze reali europee e soprattutto troppo piccolo per le esigenze della vita di corte.

Giorgio III rinnova gli appartamenti di Stato ma non tocca il resto e infine nel 1762, ormai padre di una famiglia sempre più numerosa (avrà in totale quindici figli) acquista Buckingham House e vi trasferisce la prole. Da questo momento l’antica dimora Tudor viene usata solo per le cerimonie protocollari, i ricevimenti, le nozze e i battesimi reali. Nel 1809 un incendio distrugge la maggior parte del palazzo, fra cui gli appartamenti privati del re che non verranno mai più ricostruiti, lasciando così isolata la Queen’s Chapel. Nel 1837 la regina Vittoria decide che Saint James non sarà più la residenza ufficiale del sovrano, però mantiene qui la sede protocollare della monarchia.

Del complesso di edifici che formano St James’s Palace fanno parte l’ala chiamata York House, la Lancaster House, dove il governo organizza i suoi ricevimenti, e Clarence House. Negli appartamenti di rappresentanza vivono quando sono a Londra vari membri della famiglia reale fra cui la principessa Anna, la principessa Alexandra di Kent, la principessa Beatrice di York e la sorella Eugenie fino al matrimonio; il principe Carlo ha abitato qui dal divorzio fino al 2003 quando si è trasferito a Clarence House. Saint James è ancora oggi sede formale della corte e di alcuni uffici reali come la Cancelleria centrale degli Ordini di Cavalleria o il corpo della Guardia Reale (Yeomen of the Guard) che si trovano negli appartamenti di Stato ingranditi da Christopher Wren, abbelliti da William Kent e decorati dal preraffaellita William Morris; tutti gli ambasciatori sono accreditati presso la ‘corte di Saint James’ benché ricevuti a Buckingham Palace per la consegna delle credenziali.

Il palazzo non si può visitare ma i suoi saloni accolgono spesso ricevimenti organizzati dalle charity che hanno il ‘patronage’ dei membri della royal family;  la Queen’s Chapel – che conserva ancora al suo interno una splendida pala d’altare di Annibale Carracci – si può visitare la domenica da Pasqua a luglio e in occasione di alcune festività mentre la Chapel Royal, che ha un coro molto famoso, ospita regolarmente servizi religiosi e previo assenso reale (come nel caso di Beatrice di York) viene concessa per matrimoni, battesimi e funerali di membri della Royal Household.

Royal Chapel

L’interno della Chapel Royal. Copyright foto sito Royal Family

I giardini di Buckingham Palace

Quindi, visto che Beatrice di York si sposerà a Londra, Sua Maestà Elisabetta II per il ricevimento ha messo a disposizione casa sua, cioè Buckingham Palace. La figlia del duca di York però non avrà gli immensi saloni degli State Apartments (le dimensioni ridotte della Chapel Royal fanno pensare a un numero abbastanza contenuto di invitati) come accaduto per il ricevimento di William e Kate nel 2011, bensì il giardino che comunque a fine maggio sarà al massimo del suo splendore.

Anche perché lo chiamiamo giardino ma in realtà è un magnifico parco, che con i suoi 42 acri, ovvero 170.000 metri quadrati, è il più grande spazio verde privato di Londra. In questa oasi lussureggiante al centro della capitale vivono almeno 30 specie differenti di uccelli e sono state censite oltre 350 tipologie di fiori selvaggi, alcuni estremamente rari.

I giardini, disegnati in origine dal grande paesaggista Lancelot ‘Capability’ Brown, sono stati rivisti da William Townsend Ailton e John Nash all’epoca della ricostruzione ottocentesca del palazzo mentre il grande lago artificiale, alimentato dalle acque del Serpentine Lake di Hyde Park, risale al 1828.

Come Buckingham Palace anche il suo parco è disseminato di opere d’arte fra cui il celebre Waterloo Vase, una grande urna commissionata da Napoleone Bonaparte per festeggiare le sue vittorie. Nel 1815 Ferdinando III granduca di Toscana dona il vaso, rimasto incompiuto, al Reggente, futuro Giorgio IV il quale ne affida il completamento allo scultore Richard Westmacott pensando di sistemare questo ingombrante omaggio nella nuova sala Waterloo a Windsor. Il pavimento del castello però non avrebbe mai retto le 15 tonnellate di peso quindi l’urna viene offerta alla National Gallery che, nel 1906, la restituisce al sovrano. Il pragmatico Edoardo VII risolve la questione sistemando l’enorme vaso, alto cinque metri, nei giardini del palazzo dove si trova tutt’ora.

Beatrice di York BP

Copyrigh foto Royal Collection Trust

I giardini di Buckingham Palace sono chiusi al pubblico e durante l’apertura estiva degli State Apartments si può percorrere solo un corridoio a fianco del lago per raggiungere il cancello di uscita. Solo i fortunati invitati ai Garden Party della regina hanno libero accesso a questo meraviglioso spazio, ma da un paio di anni d’estate è possibile visitare i giardini con un tour guidato. Le date per il 2020 sono qui.

Definiti i dettagli del dove e del come (con il sostanzioso contributo di nonna Elisabetta visto che Buckingham Palace ha una brigata di cucina di tutto rispetto) adesso resta da vedere se Beatrice di York avrà diritto anche lei a un diadema della collezione reale, se indosserà quello della madre (dono di nozze dei suoceri a Sarah Ferguson e proveniente dagli atelier del famoso gioielliere Garrard) oppure niente del tutto e se ci sarà una copertura mediatica.

Nel settembre dello scorso anno sono riuscita a prenotare un tour del giardino ed è stata un’esperienza molto interessante non solo perché sia mio marito che io siamo appassionati di piante e fiori (e amiamo molto Capability Brown). Abbiamo ammirato finalmente dal vivo il Waterloo Vase che appare girando l’angolo di un vialetto, visto le ‘finestre degli appartamenti della regina’ e siamo passati accanto al campo da tennis di Giorgio VI il tutto in un’oasi quasi di pace perché l’altissimo muro di cinta protegge questa enclave reale dal caos del centro di Londra.

 

Comments ( 6 )

  • Giulia Dei Montefeltro

    Febbraio 8, 2020 at 9:59 pm

    oh, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie Marina.

    Volevo proprio un pezzo su di loro, e mi hai accontentata. Vado e leggo!

  • Giulia Dei Montefeltro

    Febbraio 8, 2020 at 10:05 pm

    Quindi se ben comprendo niente nozze in Italia come si mormorava circa Positano… be’, un po’ era da sapersi… anche se Fergie La Rossa bazzica frequentemente in Toscana e il Duca di Kent predilige il Lago di Garda, la Regina Elisabetta non avrebbe potuto presenziare e quindi hanno pensato di stare in Inghilterra per darle modo di non mancare al matrimonio della sua Bea… bene bene, vedremo che tiara concederà alla nipotina, anche se per ora di nozze in TV non si parla proprio…

  • Giulia Dei Montefeltro

    Febbraio 8, 2020 at 10:15 pm

    ps: ah, e brava che hai sottolineato le origini longobarde ( in realtà romano- franche- longobarde, come testimonia il suo stemma di famiglia, aquila romana e stelle/ fiocco di neve del nord scandinavo ) di Edoardo… sembra una cosa scontata e quasi di nessun conto, ma non lo é… segna una serie di ‘ diplomatici ritorni’ da parte della Regina anglicana e delle sue lontane origini scandinave normanne ( Guglielmo il Conquistatore )… cattolico, italiano, e di origini romano- franche- longobarde… forse che con questo ‘ mariage réparateur’, da un un punto di vista storico più elevato, si vuole ‘riparare’ lo strappo che fu di Edoardo VIII con la Chiesa Romana e la lotta degli Angevini- Plantageneti contro i Re Franchi? Vedremo… da un po’ di tempo l’ anglosfera lancia messaggi in codice all’ Italia ( si veda anche la visita di Pence al Papa, con tanto di meraviglia e di entusiasmo durato per giorni sulla Sistina ).

  • Giulia Dei Montefeltro

    Febbraio 8, 2020 at 10:44 pm

    gli inglesi si chiedono se sposando un cattolico, beatrice perda la successione al trono… non hanno capito che la regina sta tentando il riavvicinamento alla chiesa cattolica specie ora che, post brexit, le cattolicissime irlanda e scozia minacciano di andarsene… una mediazione papale a volte fa miracoli.

  • Ale

    Febbraio 10, 2020 at 10:07 am

    la perfetta arte del risolvere anche le grane più intricate. sarà molto royal e simbolico visto le location scelte e al contempo privato e poco accessibile, ciò non farà che aumentarne la magia e la curiosità della gente che invece di criticare andrea vorrà sapere e conoscere tutto ciò che non riesce a vedere. il mio dubbio attuale è: finita la funzione come raggiungeranno BP? potrebbe essere l’ideale (unico momento pubblico delle nozze) un bel giro in carrozza sul Mall. non penso che ci sarà l’affaccio al balcone invece.
    per quanto riguarda il diadema sarebbe bellissimo rivedere qualcosa che non si vede da decenni come è successo per eugenie e meghan, ma non so perchè l’istinto mi dice che userà quello della mamma…

  • Giulietta Di Montefeltro

    Luglio 1, 2020 at 11:13 pm

    E’ ufficiale da oggi… Bea ed Edo verranno a stare in Italia, nella villa settecentesca di lui, a Ponte San Pietro ( BG ).

    La scusa ufficiale e’ che Bea e’ molto scossa sulle questioni che riguardano suo padre, e vuole cambiare vita e ricominciare… andare a Ponte San Pietro e’ in effetti abbracciare l’ anonimato, cosa che personalmente trovo molto sensata, anche se non credo sia solo per gli scandali legati ad Andrea: in questi giorni Londra e’ a ferro e fuoco e la stessa Regina non si fa sentire, chiusa ‘ a tempo indeterminato’ nella sua Fortezza Normanna di Windsor Castle.

    Ponte San Pietro non e’ una fortezza normanna, ma e’ sicuramente un luogo appartato e lontano dai tafferugli delle citta’.

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