Luisa di Prussia, una regina contro Napoleone.

Luisa di Prussia a Tilsit

Sono davvero poche le donne che sono state capaci di resistere al fascino di Napoleone Bonaparte, una di queste si chiama Luisa di Prussia ed è  l’anima della resistenza contro l’Imperatore il cui obiettivo è la distruzione dell’antico impero germanico.

Luisa di Prussia a Tilsit

Venerata e molto amata quando è ancora in vita, Luisa di Prussia diventa un personaggio leggendario nel momento stesso in cui la morte se la porta via a soli trentaquattro anni. Federico Guglielmo III perde una compagna affascinante e intelligente che lo sostiene e lo conforta nelle sue profonde insicurezze, ma alla Prussia viene improvvisamente a mancare l’instancabile animatrice della resistenza tedesca di fronte alle armate napoleoniche. Luisa è una delle figlie del duca Carlo II di Mecklenburgo-Strelitz,  il quale, privo di mezzi e sovrano di uno stato minuscolo, mantiene la numerosa prole con la sua paga di generale e governatore di Hannover, posto ottenuto grazie alla sorella Charlotte che ha sposato re Giorgio III di Gran Bretagna.

Nel 1793, quando ha solo diciassette anni, Luisa fa un viaggio a Francoforte con la sorella minore Federica e incontra, non casualmente, l’introverso, solitario e non molto brillante erede al trono di Prussia il quale si innamora perdutamente della giovanissima principessa. Orfana di madre e educata dalla nonna a Darmstadt in un’atmosfera serena e allegra, la fanciulla splende di una bellezza solare e delicata, ma è anche dolce, intelligente, colta e molto raffinata e il principe decide di chiedere la sua mano. Secondo Goethe che la conosce nello stesso anno: «la si potrebbe scambiare per una apparizione celeste».  La coppia si sposa il 24 dicembre 1793 e il matrimonio, nonostante si stato pianificato dalle rispettive famiglie, si rivela felice e armonioso: Luisa e Federico Guglielmo si amano moltissimo e fra di loro ci saranno sempre intimità e stima reciproca.

Due giorni dopo le nozze dell’erede al trono la principessa Federica, sorella di Luisa, va all’altare con il principe Luigi Carlo di Prussia, fratello di Federico Guglielmo ma la loro unione di rivelerà un disastro.

I bambini naturalmente arrivano subito in rapida successione (saranno dieci in tutto, di cui sette supereranno l’infanzia) e con la maternità la principessa diventa sempre più bella, come testimonia la celebre pittrice Élisabeth Vigée-Lebrun, che le fa un ritratto. «Il fascino del suo viso regale, la bellezza del suo corpo, del suo collo, delle sue braccia, l’abbagliante freschezza della sua carnagione, tutto in lei è incantevole più di quanto si possa immaginare», scrive l’artista francese. Nel 1797, alla morte del suocero, il fastoso, ma anche libertino e corrotto Federico Guglielmo II (fratello e successore di Federico II il Grande), Luisa diventa regina di Prussia e la nuova coppia reale si presenta come “lo specchio delle virtù” domestiche. Fervente patriota, grande ammiratrice di Schiller (che ha incontrato più volte) è naturalmente portata all’esaltazione dello spirito germanico e si immerge nei sogni del pre-romanticismo tedesco.

La regina apprezza il teatro, la letteratura, la musica e coltiva idee liberali, ma la sua vita accanto a un uomo eternamente incerto e costantemente divorato dai dubbi non è facile, specialmente quando all’orizzonte si profila Napoleone, la cui ascesa sembra ormai inarrestabile. La “neutralità a tutti i costi” di Federico Guglielmo III serve a poco; infatti una parte della Prussia viene immediatamente occupata dai francesi, i quali impongono le loro condizioni a un sovrano impegnato unicamente a barcamenarsi fra le parti in lotta. Soltanto all’inizio del 1806, anche su spinta della moglie, che disapprova le sue esitazioni e insiste per una azione di forza, il re finalmente si decide, ma è troppo tardi e il suo esercito viene sbaragliato a Jena il 14 ottobre di quello stesso anno.
La regina, che si era presentata impavida al fronte, impressionando ufficiali e soldati per il suo sangue freddo e la perfetta conoscenza della situazione, è costretta a una fuga precipitosa di fronte all’avanzata dei francesi. La coppia reale si rifugia a Königsberg, dove Luisa si ammala di tifo, poi a Memel, mentre Napoleone entra da trionfatore a Berlino prima di sbaragliare i russi a Eylau e Friedland. Sono mesi di ansia e di continui spostamenti per sfuggire alle armate francesi.

Lo zar Alessandro I, che Luisa di Prussia ammira profondamente è molto vicino alla regina e cerca di sostenere il suo spirito battagliero. «Non cadremo uno a uno», le promette, «o vinceremo o cadremo tutti insieme». Alla fine di giugno del 1807, Alessandro e Napoleone si incontrano a Tilsit per concordare la pace e, mentre i due imperatori discutono sopra una zattera ancorata in mezzo al fiume Niemen, Federico Guglielmo III rimane per ore a riva in attesa di essere chiamato. Aspetterà un giorno intero prima che Napoleone decida di riceverlo, con un certo disprezzo. Ma non basta. Nel corso delle successive trattative il re di Prussia sarà costretto a mandare la moglie dall’imperatore dei francesi per cercare di ottenere una resa meno umiliante.

Luisa di Prussia si comporta con molta dignità, espone i suoi motivi e presenta le richieste della sua nazione; la regina tenta anche di giocare la carta del fascino con un uomo che notoriamente apprezza le belle donne, e infine lei, sempre così dignitosa, versa anche qualche lacrima . Napoleone, pur colpito dalla bellezza della sovrana, non cede però di un millimetro. «La regina di Prussia», scrive alla moglie Joséphine, «è veramente affascinante e piena di attenzioni nei miei confronti, ma non essere gelosa, fare il galante mi costerebbe davvero troppo».
La pace è un disastro, «una sentenza di morte», dice Luisa, il territorio viene dimezzato e la Prussia si vede imporre pesantissime sanzioni economiche, militari e politiche. Malgrado le difficoltà, una salute sempre più barcollante e le continue gravidanze, la regina continua ad avere un ruolo di primo piano, e nell’autunno del 1809 lo zar Alessandro invita lei e il marito a San Pietroburgo.

Luisa di Prussia con i figli

Madre perfetta e amatissima di dieci figli e moglie virtuosa, Luisa di Prussia ha una sola debolezza: una sconfinata ammirazione per lo zar di Russia. Alessandro è il suo eroe personale, anche se molto probabilmente, e nonostante lettere ardenti, si tratta di una inclinazione del tutto platonica. Alla fine del 1809, Federico Guglielmo e Luisa ottengono da Napoleone di poter tornare a Berlino, ma nel luglio dell’anno successivo la regina sfinita dall’ansia e dalle preoccupazioni, contrae una infezione polmonare che la uccide in pochi giorni.

Nell’istante in cui chiude gli occhi per sempre, Luisa di Prussia passa di diritto nell’empireo delle glorie germaniche. Adorata quando è ancora in vita, da morta la regina diventa subito oggetto di culto, viene trasformata in un’icona nazionale e le sue azioni, come l’incontro con l’odiato Napoleone, sono lette nel senso del sacrificio necessario per salvare la patria tedesca. Suo figlio, il futuro Kaiser Guglielmo I conserverà per sempre una struggente nostalgia di questa madre troppo presto perduta e a lei dedicherà la vittoria sui francesi nella guerra del 1870-1871 che cancellerà per sempre dalla storia un altro Bonaparte, Napoleone III.

Mausoleo della regina

Luisa di Prussia è sepolta in un mausoleo che le viene dedicato nel parco del castello di Charlottemburg alla periferia di Berlino (il sito ufficiale del castello è qui) e che è diventato luogo di sepoltura di altri membri della famiglia.

Il suo primogenito Federico Guglielmo IV, sposa nel 1823 la principessa Elisabetta Ludovica di Baviera ma non ha eredi, mentre numerosi sono in discendenti di Guglielmo I (imperatore di Germania dal 1870 alla morte nel 1888) che nel 1829 sposa la principessa Augusta di Sassonia-Weimar-Eisenach, di Carlotta moglie dal 1817 dello zar Nicola I di Russia, di Carlo che nel 1827 si unisce alla principessa Maria di Sassonia-Weimar-Eisenach, di Alessandrina, consorte del granduca Paolo Federico di Meclemburgo-Schwerin, di Luisa che sposa il principe Guglielmo Federico Carlo di Orange-Nassau e dell’ultimogenito Alberto. Attraverso i suoi figli Luisa di Prussia è l’antenata di molti sovrani europei fra cui re Felipe VI di Spagna, il re di Svezia Carlo XVI Gustavo, la regina Margrethe di Danimarca, re Harald V di Norvegia e il principe Filippo duca di Edimburgo.

Per approfondire

.

Previous Post

Il Christmas pudding della regina e le postcard natalizie dei royals

Next Post

Harry e Meghan lasciano la famiglia reale. Il loro futuro in Canada

error: Content is protected !!