E grazie all’Expo 2015 ecco a voi le cucine reali a Firenze e in Piemonte

Grazie all’Expo sono tornate allo splendore alcune cucine reali italiane. In tutto questo fiorire di interesse per il food prima o poi qualcuno doveva accorgersi che la cucina storica ha essenzialmente origini reali perché nel passato l’arte culinaria era un affare per pochi eletti. La maggioranza delle persone, che cercava di sopravvivere alle carestie, alle guerre e alle epidemie, non aveva né il tempo né i mezzi per elaborare in modo fantasioso gli alimenti. Il cibo, spesso scarso e sempre molto costoso, veniva cotto e non cucinato, nel senso di elaborato.
Proprio per questo motivo le invenzioni della gastronomia e le novità in termini di alimenti sono passate quasi tutte per le cucine dei castelli e dei palazzi reali. Infatti molti grandi piatti, celebri ancora oggi, sono nati proprio per soddisfare i palati di re e regine. I quali, inoltre, si potevano permettere cibi raffinati, spezie esotiche e ovviamente i cuochi più bravi. Nei secoli le cucine reali sono state un luogo nel quale sperimentare e creare ricette e anche diffondere la conoscenza di certi alimenti o di piatti apprezzati ancora oggi. Fra l’altro i banchetti erano una dimostrazione di lusso e quindi manifestazione di potere e prestigio e le invenzioni culinarie servivano anche per stupire gli ospiti.

La travolgente food mania e in concomitanza con l’Expo di Milano il cui tema è, appunto, il cibo, ha permesso la riscoperta e la valorizzazione, in alcune celebri dimore storiche italiane, le antiche e immense cucine reali.

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A Palazzo Pitti il “cucinone”, uno degli ambienti più curiosi – e meno noti – dell’antica reggia, è diventato parte integrante del percorso museale della Galleria Palatina. Il restauro dell’area, situata al piano nobile dell’edificio, è frutto dalla collaborazione tra le Direzioni della Galleria Palatina e dell’Ufficio Tecnico della ex-Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che ha sostenuto il progetto. Il rinato “cucinone” sarà visibile solo attraverso visite accompagnate, a cura della Direzione del museo, che presenteranno l’ambiente così come si è sedimentato nel tempo, quindi con “testimonianze” storico-artistiche, architettoniche e perfino cromatiche proprie dell’età medicea, di quella lorenese e, infine, di quella dei Savoia, che hanno fatto del palazzo mediceo la reggia della capitale del Regno d’Italia tra il 1865 e il 1870.

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Grazie al restauro l’enorme cucina voluta dal granduca Ferdinando I si presenta in tutto il suo splendore con gli enormi camini, ai forni, ai lavabi, i lucenti utensili usati per allestire i sontuosi pranzi della corte medicea e recuperati da vari depositi.
Infine all’angolo formato da due antichi tavoli da lavoro della “cucina comune”, è stata inserita una visibile Natura morta con fiasco, dipinto del XVII secolo attribuito al Pensionante di Saraceni.

Acquistato nel 1549 da Cosimo I de’ Medici e Eleonora di Toledo, insieme al terreno retrostante, destinato a divenire il Giardino di Boboli, Palazzo Pitti viene dotato di nuove cucine per ordine di Ferdinando il quale fa sistemare un complesso di stanze, stanzini, corridoi e cortili, separato dall’edificio principale e collegato a esso da un ponte coperto, come appare chiaro nella “lunetta” dipinta da Giusto Utens dedicata proprio a Palazzo Pitti e a Boboli.
Le notizie documentarie sui lavori alle nuove cucine, iniziati intorno al 1588, terminano nel 1599; è probabile quindi che si sia voluto concluderne la costruzione in tempo utile per esser pronti ad accogliere degnamente i numerosi invitati che, nell’autunno dell’anno successivo, affollarono la reggia durante i festeggiamenti per le nozze di Maria de’ Medici con Enrico IV di Francia.

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In quel momento il nuovo spazio funzionale risponde perfettamente alle prescrizioni che la trattatistica contemporanea detta per tali spazi: “siano spaciose, e di buona altezza; acciò che non si riscaldino facilmente, né acciechi il fumo, o del foco, o delle cose che si cuoceno: si facciano in volto per assicurarle da gli incendi e per il bagnare, e perché non rendino rumore; oltre che saranno anco più fresche”.
Nel mezzo secolo successivo, e in particolare tra il 1631 e il 1640, le cucine vengono inglobate nel palazzo che si estende verso Porta Romana; nel periodo lorenese l’area delle cucine subì numerose e sostanziali trasformazioni architettoniche.
Leopoldo II di Lorena e, dopo di lui, i Savoia, preferiscono abitare nella moderna e ariosa palazzina della Meridiana piuttosto che nei sontuosi appartamenti granducali. Anche dopo il passaggio del palazzo allo Stato italiano (1919) e fino agli anni Quaranta alcuni esponenti del ramo cadetto degli Aosta hanno i loro appartamenti a Pitti; a Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta viene riservato il quartiere posto all’estremità sud della Meridiana, che da lui prese il nome di Quartiere del Conte di Torino. In seguito il “cucinone” finisce con l’essere abbandonato e trasformato in deposito permanente degli arredi dismessi della Galleria Palatina.

Utens

Iniziato nei primi mesi del 2015, il restauro del “cucinone” di Palazzo Pitti ha preso il via dalla limitata sola ripulitura delle superfici procedendo successivamente con la rimozione degli strati incoerenti, scoprendo tutti quegli stupendi dettagli che trasformano il sito da luogo di lavoro a raffinato ambiente che riserva continue scoperte di manufatti artistici destinati esclusivamente ai ceti più abbienti vissuti nelle passate stagioni. La scoperta di sgargianti colori rinvenuti sotto le più recenti tinteggiature confermano la “stoffa” del grande apparato. L’elemento di maggior spicco evidenziato proprio dal restauro – e sopravvissuto alla prima fase di costruzione dello spazio – è senza dubbio il camino sulla parete meridionale, il primo e il maggiore dei tre esistenti, costituito da una gran cappa centrale che doveva accogliere fuochi, e fornelli più o meno stabili e nelle ali laterali da due forni circolari; tali forni, che possiamo immaginarci continuamente in opera, sono purtroppo spariti in epoche posteriori ma sono documentati nelle planimetrie di questi locali. La grande cappa era completamente dipinta di un rosso cupo e si stagliava così sulle pareti più chiare della cucina. La sua struttura, probabilmente, è frutto dell’ingegno di Bernardo Buontalenti (mai troppo amato da Ferdinando I) che proprio in quel “cucinone” volle realizzare un camino che nelle dimensioni, nella natura disegnativa dei conci, capziosi e potenti insieme, e nel vuoto conturbante della grande cappa buia, sembra ancora impregnato del terribile spirito michelangiolesco alla Sagrestia Nuova.

Stupinigi

Dal 1 giugno al 31 ottobre alcune delle Residenze Reali di Torino e Piemonte si mostrano con le visite tematiche “La Dispensa del Re” in concomitanza di Expo 2015. Il Piemonte vanta un patrimonio inestimabile, un insieme di palazzi, ville, castelli che abbracciano secoli di storia in grado di offrire ai visitatori percorsi artistici, culturali oltre che esperienze enogastronomiche. L’insieme delle Residenze Reali, 21 in tutta la regione, costituisce infatti un unicum a livello europeo, riconosciuto come Patrimonio Mondiale dall’Unesco nel 1997. Un patrimonio dalle enormi potenzialità turistiche e dalle molteplici chiavi di lettura: quali erano le abitudini alimentari dei sovrani; come venivano preparati i sontuosi banchetti; cosa si produce all’interno delle Corti? Queste e altre curiosità saranno svelate partecipando alle visite tematiche attraverso un calendario di appuntamenti che varia da residenza a residenza.

Per agevolare la fruizione di questa serie di eventi, Regione Piemonte e Turismo Torino e Provincia hanno ideato la ROYAL CARD – valida 48 ore per adulto e bambino sotto i 12 anni al costo di €37,00 – che consente:
• l’ingresso presso 3 residenze reali a scelta tra Palazzina di Caccia di Stupinigi, Castello di Rivoli, Reggia di Venaria e Giardini e Castello della Mandria, Castello
Ducale di Agliè, Castello di Racconigi, Palazzo Madama, Villa della Regina;

• utilizzo per 48h del bus turistico City Sightseeing Torino con 3 differenti percorsi:
Linea A “Torino Centro”, Linea B “Torino Inedita”, Linea C “Residenze Reali”; • riduzione del 10% sul Royal E-Bike tour, percorso con bicicletta a pedalata assistita
verso alcune Residenze Reali dotate di pista ciclabile;

• sconto del 10% sull’iniziativa golosa “Merenda Reale®” presso il Castello di Rivoli
e il Caffè Reale di Palazzo Reale.

Ecco infine il calendario visite tematiche “LA DISPENSA DEL RE”

Castello di Rivoli
“A tavola con il Re. Una residenza, la sua storia e i suoi protagonisti”
Tutte le domeniche e giorni festivi alle ore 16.30

Reggia di Venaria
“Visita alle cucine reali e al Potager Royal”
Dal martedì al venerdì ore 9-17, sabato e domenica ore 9-19

Palazzina di Caccia di Stupinigi
“Da Stupinigi al resto del mondo”
Secondo sabato del mese, ore 14.30 e ore 16
Famiglie al museo, partiamo per un viaggio intorno al mondo; Sulle tracce degli
animali in Palazzina; cosa bolliva in pentola?”
Prima e terza domenica di luglio, settembre e ottobre, ore 15 e ore 16.30
Focus: Il cibo e la terra nella Corona di Delizie”
12 luglio alle ore 15 e ore 16.30

Palazzo Madama
“Visita al giardino di Palazzo Madama”
Dal martedì alla domenica ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17)
Villa della Regina
“Il vigneto di Villa della Regina”
9 e 23 Giugno, 14 e 28 Luglio, 11 e 25 Agosto, 8 e 22 Settembre, 13 e 27 Ottobre
ore 10

Castello di Racconigi
“Visita alle cucine reali di Racconigi”
Sabato e domenica 14.30- 17.30

Castello di Agliè
“Alla scoperta delle cucine dei duchi di Savoia”
Visita guidata alle cucine, tutti i venerdì ore 16 e sabato ore 10,00

Castello de La Mandria
“Al gusto di Rosa”
20 giugno, ore 18,30
Buongiorno Maestà”
20 settembre, ore 10,30

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
Turismo Torino e Provincia Contact Centre 011.535181
www.turismotorino.org – www.residenzereali.it

grazie a Dora per la segnalazione della riapertura del “cucinone di Palazzo Pitti. I dati e le notizie vengono dal comunicato stampa ufficiale del Polo museale fiorentino.

Copyright foto Palazzo Pitti: Polo museale fiorentino.

Copyright foto Stupinigi: blog Aimant

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