Questa passione per la botanica è solo il capriccio di donna frivola e dalle mani bucate che spesso acquista in modo compulsivo abiti e gioielli? Forse, ma non solo. Alla Malmaison la moglie del generale Bonaparte torna indietro nel tempo, all’epoca della sua infanzia felice e spensierata in Martinica, dove era a diretto contatto con una natura prorompente e sensuale.
Nel suo giardino Joséphine coltiva piante rare e cerca di far acclimatare specie vegetali esotiche ottenute grazie a botanici, famosi vivaisti e agli studiosi del museo di Scienze Naturali di Parigi. Come molti appassionati Madame Bonaparte è anche generosa e quando, grazie alle sue relazioni privilegiate, riesce a ottenere piante e semi rari riportati in patria dagli esploratori francesi condivide sempre con altri i suoi tesori.
Circa 200 piante “nuove” fioriscono per la prima volta in Francia proprio nei giardini della Malmaison, fra queste la magnolia porpora, la peonia arbustiva, l’hibiscus, la camelia e la dalia. Ma l’affascinante giardino della romantica Joséphine è famoso anche e soprattutto per le rose, oltre 250 specie diverse provenienti da tutto il mondo, dal’Asia centrale, dall’Europa e dalle Americhe. Ci sono rose di ogni colore, forma, profumo, rose arbustive e rose coltivate in vaso; nulla è troppo bello e troppo raro per l’imperatrice dei Francesi la quale, nel 1805, chiede a J. P. Redouté di dipingere le sue piante più belle. L’illustratore realizza 120 tavole che saranno pubblicate in un album dal titolo “Le jardin de la Malmaison” e renderanno celebre il suo autore e immortali le bellissime rose di Joséphine.
Perché gli splendori della Malmaison, e anche il suo lussureggiante giardino, dureranno purtroppo solo il tempo dell’Impero come se il nome fosse un presagio.

Il 21 aprile 1799 Joséphine de Beauharnais acquista la Malmaison piccolo castello circondato da terre e boschi e, tempo pochi anni, accanto a questa dimora tutto sommato modesta, allestisce un lussureggiante giardino e un magnifico roseto
Questa passione per la botanica è solo il capriccio di donna frivola e dalle mani bucate che spesso acquista in modo compulsivo abiti e gioielli? Forse, ma non solo. Alla Malmaison la moglie del generale Bonaparte torna indietro nel tempo, all’epoca della sua infanzia felice e spensierata in Martinica, dove era a diretto contatto con una natura prorompente e sensuale.
Nel suo giardino Joséphine coltiva piante rare e cerca di far acclimatare specie vegetali esotiche ottenute grazie a botanici, famosi vivaisti e agli studiosi del museo di Scienze Naturali di Parigi. Come molti appassionati Madame Bonaparte è anche generosa e quando, grazie alle sue relazioni privilegiate, riesce a ottenere piante e semi rari riportati in patria dagli esploratori francesi condivide sempre con altri i suoi tesori.
Circa 200 piante “nuove” fioriscono per la prima volta in Francia proprio nei giardini della Malmaison, fra queste la magnolia porpora, la peonia arbustiva, l’hibiscus, la camelia e la dalia. Ma l’affascinante giardino della romantica Joséphine è famoso anche e soprattutto per le rose, oltre 250 specie diverse provenienti da tutto il mondo, dal’Asia centrale, dall’Europa e dalle Americhe. Ci sono rose di ogni colore, forma, profumo, rose arbustive e rose coltivate in vaso; nulla è troppo bello e troppo raro per l’imperatrice dei Francesi la quale, nel 1805, chiede a J. P. Redouté di dipingere le sue piante più belle. L’illustratore realizza 120 tavole che saranno pubblicate in un album dal titolo “Le jardin de la Malmaison” e renderanno celebre il suo autore e immortali le bellissime rose di Joséphine.
Perché gli splendori della Malmaison, e anche il suo lussureggiante giardino, dureranno purtroppo solo il tempo dell’Impero come se il nome fosse un presagio.
Questa passione per la botanica è solo il capriccio di donna frivola e dalle mani bucate che spesso acquista in modo compulsivo abiti e gioielli? Forse, ma non solo. Alla Malmaison la moglie del generale Bonaparte torna indietro nel tempo, all’epoca della sua infanzia felice e spensierata in Martinica, dove era a diretto contatto con una natura prorompente e sensuale.
Nel suo giardino Joséphine coltiva piante rare e cerca di far acclimatare specie vegetali esotiche ottenute grazie a botanici, famosi vivaisti e agli studiosi del museo di Scienze Naturali di Parigi. Come molti appassionati Madame Bonaparte è anche generosa e quando, grazie alle sue relazioni privilegiate, riesce a ottenere piante e semi rari riportati in patria dagli esploratori francesi condivide sempre con altri i suoi tesori.
Circa 200 piante “nuove” fioriscono per la prima volta in Francia proprio nei giardini della Malmaison, fra queste la magnolia porpora, la peonia arbustiva, l’hibiscus, la camelia e la dalia. Ma l’affascinante giardino della romantica Joséphine è famoso anche e soprattutto per le rose, oltre 250 specie diverse provenienti da tutto il mondo, dal’Asia centrale, dall’Europa e dalle Americhe. Ci sono rose di ogni colore, forma, profumo, rose arbustive e rose coltivate in vaso; nulla è troppo bello e troppo raro per l’imperatrice dei Francesi la quale, nel 1805, chiede a J. P. Redouté di dipingere le sue piante più belle. L’illustratore realizza 120 tavole che saranno pubblicate in un album dal titolo “Le jardin de la Malmaison” e renderanno celebre il suo autore e immortali le bellissime rose di Joséphine.
Perché gli splendori della Malmaison, e anche il suo lussureggiante giardino, dureranno purtroppo solo il tempo dell’Impero come se il nome fosse un presagio.