La St. George’s Chapel accoglierà l’ultimo saluto al duca di Edimburgo

Chapel

St. Georges' Chapel

 Il funerale del principe Filippo duca di Edimburgo sarà celebrato sabato 17 aprile nella St. George’s Chapel alle 15 ora di Londra, 16 ora italiana. Sarò live sul mio profilo Instagram @marina_minelli_  per commentare lo streaming – trasmesso dal canale You Tube The Royal Family – a partire dalle 15 e 30 ora  italiana. 

Le esequie del consorte di Elisabetta II saranno celebrate in un luogo molto simbolico e strettamente legato alla storia della monarchia inglese. Sede spirituale dell’Ordine della Giarrettiera, la chiesa è considerata uno dei migliori esempi di gotico perpendicolare inglese e racconta, attraverso elementi simbolici, lapidi, tombe e cimeli (ad esempio la spada lunga due metri usata in battaglia da Edoardo III, fondatore dell’ordine), la gloriosa storia della nazione britannica, dei sovrani che si sono succeduti sul trono e di alcuni grandi personaggi del regno.

La costruzione della St. George’s Chapel, iniziata nel 1475 per volere di re Edoardo IV, viene completata in due riprese fra il 1503 e il 1511 e poi nel 1528 durante il regno dei primi due sovrani Tudor, Enrico VII ed Enrico VIII. Interessante visto da fuori, con le sue polifore, le guglie, gli animali scolpiti e le minuziose decorazioni, l’edificio colpisce per il suo interno dove prevalgono la luce, i colori e le forme lievi ed eleganti.

La chiesa è costituita da tre navate separate da eleganti pilastri polistili le cui nervature si aprono a ventaglio nella volta (completata nel 1506) e si intersecano in una serie di elaborati intrecci al centro dei quali risaltano gli emblemi araldici di Enrico VII e del figlio Enrico VIII. La pietra di Taynton, dal caratteristico colore chiaro e caldo, e la luce che entra a ogni ora del giorno dalle ampie vetrate e dalla grande polifora nella facciata occidentale aggiungono un supplemento di leggerezza e ariosità. San Giorgio, simbolo del coraggio e della fedeltà connesse alla cavalleria, è ovviamente rappresentato ovunque e con molti materiali diversi, anche perché nell’arco di un paio di secoli sostituisce Edoardo il Confessore come patrono d’Inghilterra. Il santo viene esaltato come simbolo ed esempio di coraggio, umanità e senso del dovere; tutte qualità che dovrebbero caratterizzare la vita quotidiana di ciascun individuo e in particolare di quelle persone chiamate dal sovrano a far parte della confraternita più prestigiosa al mondo, l’Order of the Garter.

Alla gloria dei cavalieri della Giarrettiera è dedicato in particolare il suggestivo Quire – il coro – (separato dalla navata centrale da un recinto in stile neogotico realizzato nel 1785), che è anche uno splendido e variopinto catalogo di araldica. I bellissimi stalli in legno intagliato ai due lati del corridoio sono infatti sovrastati dagli stendardi personali e da supporti in legno recanti le insegne (la spada, lo scudo, il manto e l’elmo sovrastato dal cimiero) dei cavalieri attualmente in carica, mentre quelli del passato sono ricordati dagli “stall plate”. Sullo schienale di ciascun sedile si trovano infatti più di 800 placche di metallo sulle quali sono riportati i “coat of arms” e i titoli dei componenti la confraternita, e sono l’unico elemento che ricorda il passaggio di un individuo all’interno dell’ordine perché alla morte le sue insegne araldiche e lo stendardo vengono rimossi. Un tripudio di colori e di elementi decorativi simbolici che arrivano dritti dal passato e rendono il luogo enormemente suggestivo.

Il royal standard appeso sopra il primo stallo con baldacchino, situato sulla destra dell’arco che dà accesso al Quire, indica che lì, durante le cerimonie della congregazione, siede la regina, Gran Maestro della Giarrettiera. Attualmente, accanto allo stallo di Elisabetta II c’è quello del duca di Edimburgo, mentre il principe di Galles siede all’altro lato della porta.

Alla sinistra dell’altare maggiore si nota, in alto, l’Oratorio di Caterina d’Aragona, un bovindo in legno intagliato riccamente decorato con gli emblemi araldici e le “beasts” dei Tudor. Da qui la regina Vittoria, ormai vedova, assiste alle nozze del principe di Galles, futuro Edoardo VII con la principessa Alexandra di Danimarca nel 1863. A questo primo royal wedding celebrato nella St. George’s Chapel seguono quelli di altri quattro figli della sovrana e di nove fra nipoti e pronipoti.

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La St. George’s Chapel è anche un’affollata necropoli reale. All’inizio della navata sinistra la cappella intitolata al decano Urswick, amico di re Enrico VII, accoglie il monumento dedicato alla principessa Charlotte,  glia di Giorgio IV, più avanti sulla destra ci sono le tombe di Giorgio V e della moglie Mary con i gisant dei sovrani, lui con la divisa d’ammiraglio e le insegne della Giarrettiera, lei in abito da sera, gioielli e i lunghi fili di perle tanto amati in vita. Poco più in là ma sulla sinistra, in un annesso esterno realizzato nel XXI secolo (visibile solo attraverso un cancelletto) riposano Giorgio VI, la regina Elizabeth e la principessa Margaret. Le sepolture di Edoardo IV e della moglie Elizabeth Woodville si trovano dopo qualche metro sulla sinistra dell’altare maggiore; dall’altro lato della navata, alla destra della sacra mensa, una semplice lastra di marmo nero circondata da una balaustra di ferro ricorda che lì giace il corpo del re “santo” Enrico VI, fondatore dell’Eton College, al quale sono attribuiti molti miracoli. Nei pressi si possono vedere anche le tombe monumentali di Edoardo VII e della regina Alexandra con i gisant dei defunti vestiti dei loro abiti da cerimonia. Nel Quire, proprio davanti all’altare, una lapide ricorda che lì sotto, nella cripta, si trovano i resti mortali di Enrico VIII, della sua terza moglie Jane Seymour e di Carlo I Stuart.

Molti altri membri della famiglia reale sono invece sepolti nella contigua Albert Chapel, eretta alle spalle della St. George’s Chapel nel luogo dove si trovava la chiesa in onore di Edoardo il Confessore. Costruita nel 1240 per volere di Enrico III, ma gravemente danneggiata da un incendio nel 1296, la cappella viene rifatta in seguito alla fondazione dell’ordine della Giarrettiera nel 1348 e per 130 anni è la sede spirituale dei cavalieri. Quando, alla fine del XV secolo, Edoardo IV decide di innalzare una nuova e più imponente cappella dedicata a San Giorgio, questo edificio sacro viene destinato ad altro, e i Tudor pensano di farne il loro mausoleo familiare ma il primo sovrano della nuova dinastia viene sepolto a Westminster. Enrico VIII riprende l’idea del padre e, dopo aver sequestrato l’imponente sarcofago commissionato per se stesso dal Cardinale Wolsey, il sovrano avvia un impegnativo progetto che però non sarà mai portato a compimento. Lui stesso finisce sotto il pavimento della St. George’s Chapel, dove era già sepolta la terza moglie, e durante la guerra civile molti degli elementi decorativi della sua tomba vengono venduti; quando torna sul trono, Carlo II pensa di abbattere la cappella per edificare un mausoleo dedicato al padre Carlo I, però non ne fa nulla. Quasi un secolo dopo Giorgio III destina il luogo alla sepoltura della sua famiglia e ordina di scavare un profondo avello, ma si rende necessaria la rimozione di quanto resta del sepolcro destinato a Enrico VIII; l’enorme urna viene quindi spostata nella cattedrale di St. Paul e oggi accoglie i resti di Nelson.

Da Giorgio III in poi gli Hannover riposeranno in questa cripta, ma l’interno della cappella resta vuoto fino al giorno in cui, dopo la morte del principe Alberto nel 1861, la regina Vittoria, in attesa del completamento del mausoleo di Frogmore nel parco di Windsor, decide di dedicare un memoriale all’amato consorte. Qualche anno dopo nella Albert Chapel troveranno posto anche le tombe del duca di Albany, ultimo figlio maschio della sovrana, e del duca di Clarence, primogenito del futuro Edoardo VII.

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A causa delle restrizioni dovute alla pandemia saranno presenti solo 30 persone

The Queen
The Prince of Wales
The Duchess of Cornwall
The Duke of Cambridge
The Duchess of Cambridge
The Duke of Sussex
The Duke of York Princess Beatrice
Edoardo Mapelli Mozzi
Princess Eugenie
Jack Brooksbank
Earl of Wessex
The Countess of Wessex
Lady Louise Windsor
Viscount Severn
Ann Princess Royal
Vice Admiral Sir Timothy Laurence
Peter Phillips
Zara Phillips
Mike Tindall
Earl of Snowdon
Lady Sarah Chatto
Daniel Chatto
Duke of Gloucester
Duke of Kent
Princess Alexandra
Bernhard, Prince of Baden
Prince Donatus, Landgraf of Hesse
Prince Philip of Hohenlohe-Langenburg
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