Immerso in uno splendido parco, Chantilly custodisce una delle più grandi collezioni d’arte di Francia, risultato della passione di un grande collezionista: Henri d’Orléans, duca di Aumale (1822-1897) quinto figlio del re dei francesi Luigi Filippo.
Nel 1830 Henri eredita a titolo personale l’immensa fortuna del suo padrino, Louis-Henri-Joseph di Borbone, ultimo principe di Condé. A otto anni il figlio del nuovo sovrano diventa uno dei più ricchi proprietari fondiari della Francia ma è anche profondamente cosciente del patrimonio culturale e morale che gli deriva dalla sua famiglia e nel corso della vita non smetterà mai di rendere omaggio ai predecessori. Studente brillante, il duca di Aumale fa carriera nell’esercito e diventa governatore dell’Algeria, ma non dimenticherà mai Chantilly e, all’epoca del suo matrimonio con Maria Carolina di Borbone Due Sicilie, fa ridecorare gli appartamenti del “piccolo castello” e progetta di ricostruire il “grande castello” distrutto nel 1799.
Chantilly e il duca di Aumale
La caduta della Monarchia di Luglio mette fine ai suoi sogni, ma Henri durante gli anni di esilio in Inghilterra mette insieme una favolosa collezione di libri antichi, dipinti e oggetti d’arte con i quali sogna di riempire il suo castello francese. Quando, nel 1871, rientra in Francia il duca di Aumale è vedovo e ha perduto i suoi due figli, ma avvia la ricostruzione del castello dove vuole esporre la sua raccolta. L’edificio, opera dell’architetto Honoré Daumet, viene completato nel 1885; nel frattempo il duca ha ripreso il suo posto nell’esercito, ha fatto carriera in politica ed è diventato membro dell’Institut de France, ma nel 1886 gli Orléans vengono di nuovo esiliati.
Henri d’Orléans muore nella sua tenuta di Zucco in Sicilia il 7 maggio del 1897 legando tutto il suo patrimonio, fra cui il domaine di Chantilly, all’Institut de France con l’unica condizione che il museo Condé sia aperto al pubblico e le collezioni non siano né spostate, né prestate.
Meno di un anno dopo, cioè il 17 aprile 1898 il domaine apre le sue porte al pubblico; da allora l’allestimento è rimasto identico e il castello ancora oggi appare esattamente come era alla fine del XIX secolo.
La sala più grande del museo Condé a Chantilly è la Galerie de Peinture (seconda per importanza dopo il Louvre), ideata dal duca di Aumale nel gusto tipico dell’Ottocento, per stupire i suoi ospiti con la ricchezza delle opere esposte: 85 capolavori sono appesi su diversi livelli e spiccano sulle pareti color rosso pompeiano. Nel castello si possono visitare anche i Grands Appartements, Les appartements privé (recentemente restaurati) e le Cabinet des livres dove è conservata la straordinaria biblioteca del duca di Aumale che di se stesso diceva “credo di essere malato di bibliomania”. Fra gli oltre 60.000 volumi, fra cui moltissimi preziosi manoscritti miniati, c’è quello che il principe definiva “il libro più bello del mondo”: Les Très Riches Heures du duc de Berry un manoscritto riccamente miniato realizzato dai fratelli di Limbourg nel XV secolo per Jean I duca di Berry e acquistato dal duca di Aumale nel 1856. Gli altri capolavori del Museo CondéGli altri uomini che hanno lasciato il segno a Chantilly
Chantilly è idealmente legata soprattutto al suo ultimo proprietario ma in realtà il domaine è appartenuto sempre a famiglie molto vicine ma anche rivali della dinastia regnante.Anne de Montmorency (1493-1567), gran connestabile di Francesco I, ovvero comandante in capo delle armate del re, ristruttura l’edificio medievale e verso il 1560 affida a Jean Bullant, la costruzione del Petit Château, oggi la parte più antica di Chantilly. Suo nipote Henri II de Montmorency (1595-1632) fa costruire nel parco la Maison de Sylvie, ma si ribella a Luigi XIII e viene decapitato a Tolosa nel 1632 e i suoi beni confiscati.
Copyright foto: www.domainedechantilly.com
Per approfondire la bella biografia di Simone Bertière sul Gran Condé
