Sovrana ad appena diciotto anni e finalmente libera dalla pesante tutela di una madre poco amata, la regina Vittoria è una ragazza allegra e vivace, che ama la musica, il ballo (l’etichetta di corte le vieta il valzer, ma può danzare la quadriglia allora molto in voga) ed è irresistibilmente attratta dagli uomini affascinanti e colti. In effetti Vittoria, orfana di padre all’età di otto mesi, cerca soprattutto una figura maschile di riferimento.
La regina Vittoria e Lord Melbourne
Lo zio Leopoldo di Sassonia-Coburgo, vedovo della principessa Charlotte e futuro re dei belgi, si prodiga in consigli e lei gli sarà sempre molto affezionata, con Lord Melbourne sarà tutto diverso. La giovane sovrana, salita al trono il 20 giugno 1837, è letteralmente soggiogata dal suo primo ministro, che ha quasi sessant’anni ma resta un uomo di grande charme, aristocratico nei modi e ricco di fascino. La regina alle prime armi e il lord, che è un politico navigato, sono ben presto inseparabili. Quella dper Melbourne è una vera passione, beninteso non oltre i limiti delle convenienze, ma nettamente al di là della prudenza e della ragionevolezza. Come avrebbe potuto Vittoria, cresciuta in un ambiente triste e deprimente, non sentirsi conquistata da questo personaggio paternamente benevolo, spiritoso e circonfuso di tragici amori (sua moglie l’ha abbandonato per lord Byron) che con tanta pazienza la sostiene nei suoi primi incerti passi sul trono? Autorevole e divertente, Melbourne riesce a stabilire con lei un rapporto di così viva confidenza che presto qualsiasi argomento può essere affrontato, dal dispiacere di essere così piccola, alla necessità di mettersi a dieta, all’intima sofferenza per la sua poca cultura, alla difficoltà nel nascondere i suoi sentimenti.
La regina Vittoria, i primi anni di regno
Il ministro l’ascolta, la incoraggia a parlare, si mostra solidale con lei e soprattutto la rassicura. «Il mio eccellente lord Melbourne» riempie di sé le pagine del diario di Vittoria e gli affari di Stato offrono uno splendido pretesto per lunghe conversazioni nel salotto privato della regina. Si mormora che gli incontri siano un po’ troppo frequenti e i rapporti molto più stretti del dovuto, ma la relazione è assolutamente innocente, la regina è una ragazzina romantica che subisce il fascino di un uomo maturo ed esperto e che tende a modellare le sue opinioni su quelle di lui. Vittoria lo guarda estatica e lo consulta a proposito di qualsiasi argomento e Melbourne le si affeziona moltissimo, la protegge, la consiglia. Il primo ministro facilita il lavoro della regina illustrandole ogni documento in termini semplici e chiari, ma nello stesso tempo si preoccupa quando lei dà segno di voler eludere i doveri della sua carica o si mostra troppo perplessa e incerta. Lord Melbourne le agevola i primi anni di regno, ma nello stesso tempo riesce a metterla con gentilezza e rigore di fronte alle sue responsabilità. Il problema è che Melbourne è un whig e anche Vittoria, ancora troppo inesperta per restare super partes, abbraccia con entusiasmo la causa dei liberali e alla prima crisi di governo si dispera. Un simile modo di condurre gli affari del regno non è proprio l’ideale, per fortuna la regina presto scopre che il cugino Alberto di Sassonia-Coburgo (spedito a Londra dal comune zio Leopoldo, il quale desidera ardentemente le nozze della nipote anche per sottrarla all’influenza di Melbourne e alle conseguenti chiacchiere) è un giovane bellissimo. Nei ventuno anni a seguire ci penserà l’“ottimo Alberto” a riequilibrare la situazione.
