I diademi di Sophie contessa di Wessex: la wedding tiara

I diademi di Sophie sono un vero e proprio mistero. Mentre la storia e le origini di quasi tutti i gioielli indossati dalle signore della royal family è nota e abbondamentente documentata, nel caso della contessa di Wessex sussistono moltissimi dubbi in particolare per quello che rigurarda la sua wedding tiara.

Fra l’altro sia nota la stima di Elisabetta II verso questa nuora, la dotazione di gioielli della moglie di Edward è piuttosto limitata e sicuramente di minor prestigio rispetto alle tiare delle duchesse di Cambridge e di Cornovaglia. La moglie di Carlo usa i diademi dell’eredità della Queen Mum (quindi le stupefacenti tiare Greville e Delhi Durbar) mentre Kate utilizza la Lover’s Knot di Diana, la Halo delle nozze, probabilmente concessa in prestito dalla regina, e la Paphyrus (o Lotus) un tempo appartenuta alla principessa Margaret e forse riacquistata dalla sovrana o dal principe di Galles.


Invece Sophie che non svolge meno certo royal duties delle altre due e per di più negli ultimi anni con il marito ha rappresentato la famiglia reale inglese a tutti i royal wedding europei (e di recente anche ad alcune cerimonie in Oriente), può contare soltanto su pochi pezzi e di minore importanza.
Come mai questa disparità di trattamento? La regina non vuole fare regali troppo impegnativi visto quello che è accaduto in passato? Oppure è la stessa Sophie a preferire pezzi piccoli, più discreti e meno impegnativi?
Oppure questo undestatement deriva dal fatto che in occasione delle nozze Edward viene creato “solo” conte di Wessex e visconte Severn?
In effetti all’epoca la scelta di questo titolo “minore” (nella gerarchia viene solo terzo dopo duca e marchese) lasciò gli esperti di araldica un po’ interdetti poiché, oltre a non essere legato a un territorio, è la prima volta che il figlio di un sovrano non ottiene il rango più alto. La spiegazione, mai confermata dalle fonti ufficiali, è che il principe sarebbe destinato a succedere al padre nel ducato di Edimburgo.

I diademi di Sophie: la wedding tiara

Stante questa situazione il 19 giugno 1999 Sophie debutta nello scintillante mondo delle royal ladies con un diadema nuziale mai visto prima e decisamente modesto che viene presentato come un gioiello nuovo creato (da David Thomas di Asprey e Garrard) utilizzando alcuni elementi antichi provenienti dalla collezione privata della regina.


Secondo i più accreditati royal watchers i quattro elementi che formano la tiara di Sophie verrebbero dal “regal circlet” creato per la regina Vittoria da Garrard nel 1858. A dire la verità i quattro elementi non erano inseriti sul diadema di Vittoria ma facevano parte del set fornito alla sovrana che, grazie a diversi pezzi, poteva modificare a piacimento il suo “circlet”.
Del “regal circlet”, smontato nel 1937 per realizzare la corona della regina Elizabeth, oggi restano solo l’armatura e il contenitore di velluto conservati nel museo della città di Londra. Dopo le nozze del 1999, qualcuno, osservando meglio la scatola del gioiello vittoriano, si rende conto che gli spazi del coperchio corrispondono esattamente ai quattro elementi del diadema nuziale di Sophie.

I diademi di Sophie: il “regal circlet si trasforma

Il giorno delle sue nozze la contessa di Wessex indossa quindi un sottile cerchio d’oro sul quale sono stati montati tre elementi a forma di “anthemion”, ovvero palmette, che è un motivo molto diffuso nella gioielleria. La palmetta centrale, identica alle altre due, appare più alta perché poggia su una base diversa, però l’effetto è poco armonioso e per nulla coerente: i motivi non sono collegati fra di loro e il cerchio di oro giallo è molto visibile fra i capelli corti di Sophie.
Molti si chiedono per quale motivo la regina, proprietaria di una sterminata collezione di diademi, ha dato alla nuora un gioiello apparentemente “rimediato”?


In realtà il diadema, nonostante sia il risultato di un assemblaggio, è pur sempre formato da elementi appartenuti alla regina Vittoria, mentre le altre nuore della regina hanno ricevuto una un gioiello più recente (la Lover’s Knot) e l’altra un diadema del tutto acquistato per l’occasione e non legato alla storia reale. È quindi probabile che Elisabetta II, la quale non lascia nulla al caso, abbia voluto in realtà omaggiare la moglie del suo figlio più giovane e dopo, quasi venti anni, questa fiducia appare davvero ben riposta.

Inoltre guardando bene Sophie, il suo diadema, l’abito e il contesto, si comprende il tentativo di ottenere un effetto da “revival neogotico”.
La tiara si abbina perfettamente al semplicissimo vestito della sposa, una tunica con lo scollo a V e le maniche svasate, creata dalla stilista Samantha Shaw, che ha un vago sapore medievale. L’abito di Sophie non è fra quelli più riusciti nella storia dei royal wedding inglesi perché eccessivamente semplice, troppo abbondante per la longilinea sposa e dotato di uno strascico tanto leggero da finire malamente arrotolato durante il percorso, ma ricorda le vesti indossate dalle dame alla corte di Edoardo III, il sovrano che inventa l’Ordine della Giarrettiera la cui sede ufficiale è proprio la Saint George Chapel.

Meno intonata invece la parure indossata da Sophie, un collier e orecchini con perle bianche e nere disegnata dallo stesso principe Edward.
Comunque il matrimonio del figlio minore di Elisabetta, celebrato neanche due anni dopo la morte di Diana, segna il passaggio a un’altra epoca, quella della “semplicità” contro il fasto delle nozze di Anna, Carlo e Andrea. Edward e Sophie celebrano il loro matrimonio di pomeriggio nella Saint George Chapel a Windsor con a seguire ricevimento serale con dress code elegante ma senza diademi a parte quello della sposa. All’evento, considerato un affare di famiglia, non partecipano né il Primo ministro, né ospiti stranieri di prestigio, ma solo i parenti stretti, per la prima volta, i paggetti e le damigelle non hanno sangue blu nelle vene.

Dopo le nozze Sophia ha usato molte altre volte la sua wedding tiara, anche perché lei e suo marito non solo partecipano a quasi tutte le cene di Stato, ma ormai hanno preso il posto dei duchi di Gloucester e rappresentano la regina a tutti i matrimoni reali in giro per l’Europa. La contessa di Wessex ha indossato il diadema di palmette vittoriane ai matrimoni di Haakon e Mette Marit di Norvegia, di Marha Louise di Norvegia e Ari Behn e di Victoria e Daniel di Svezia e di Alberto II e Charlene di Monaco e negli ultimi anni, grazie allo chignon, l’effetto sospeso degli elementi è meno evidente.


Sophie, figlia di un commerciante di pneumatici e di una segretaria, proviene dalla middle class inglese e ha un diploma in pubbliche relazioni. La giovane donna incontra per la prima volta il principe nel periodo in cui lavora per una radio e poi di nuovo, qualche anno dopo, durante un torneo di tennis organizzato per scopi benefici dall’agenzia che ha fondato insieme a un amico. L’ultimogenito della regina ci mette un po’ a decidersi e la relazione, più o meno segreta va avanti per alcuni anni. Nel luglio del 1994, in occasione delle nozze di Lady Sarah Armstrong Jones, la figlia della principessa Margaret, la giovane donna bionda, che a molti ricorda la giovane Diana, appare per la prima volta accanto a Edward.
L’ingresso ufficiale nella famiglia reale, cinque anni dopo, non è tutto rose e fiori perché Sophie continua a lavorare e commette un vistoso passo falso: parlando con un possibile cliente si lascia andare a confidenze sulla famiglia reale e il finto imprenditore medio-orientale, che è in realtà un giornalista a caccia di scoop, spiffera tutto mettendo in grave imbarazzo la casa reale. Dopo un precipitoso dietrofront, il congelamento di tutte le attività professionali e un periodo lontana dalle luci della ribalta, Sophie inizia a dedicarsi esclusivamente ai royal duties, apprezzata da tutti, specie dalla regina che in questi anni non ha mai nascosto di avere una grande sintonia con la sua nuora più giovane. “La contessa di Wessex – dicono nell’entourage reale – ha colmato un terribile vuoto nella vita della regina che nel 2002 ha perso sia la madre che la sorella”. Ed Elisabetta non solo è stata molto vicina alla nuora quando è morta Mary Rhys Jones ma fa in modo che il padre Christopher sia sempre invitato agli eventi familiari dei Windsor.


Il conte e la contessa di Wessex hanno avuto due figli che, per una precisa scelta dei genitori, non sono né principi, né altezze reali ma hanno la titolatura dei figli di un conte inglese, quindi sono “solo” Lady Louise Windsor, la cui nascita prematura nel 2003 ha messo in serio pericolo la vita della madre, e James Visconte Severn.
Sophie madre presente e affettuosa pare sia anche molto severa e sia Lady Louise che Lord Severn sono famosi nel circolo reale per la loro perfetta educazione. Edward e Sophie vivono a Bagshot Park (una grande dimora nel Surrey che è stata la residenza di Arthur duca di Connaught penultimo figlio maschio della regina Vittoria ma ultimo a morire nel 1942, proprio qui) ma svolgono spesso missioni ufficiali per conto della regina e la contessa è impegnata in moltissime charity; nel 2016, per il  sessantesimo anniversario dei Duke of Edinburgh Awards, ha preso parte a un’impegnativa challenge che l’ha portata a percorrere in bici da corsa le 445 miglia che separano Holyroodhouse a Edimburgo da Buckingham Palace.

Foto Getty Images

I diademi di Sophie – I parte

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