Gioielli reali: il diadema della "Chata"

A causa delle numerose nozze reali di quest’anno mi sono resa conto di avere trascurato sia i gioielli reali che i sovrani spagnoli. Rimedio subito con un post che è la riedizione di un vecchio articolo arricchito da nuove foto e racconta la storia del diadema della “Chata”.

Donna di rara bruttezza, Isabella II di Spagna è un personaggio politicamente discutibile e anche una signora dalla morale assai elastica. La regina ama coprirsi di gioielli che acquista in grandi quantità, ed è cliente abituale della celebre maison Mellerio i cui archivi conservano ancora oggi traccia degli oggetti scelti dalla sovrana spagnola. Proprio da Mellerio Isabella II nel 1868 sceglie un diadema che sarà il regalo di nozze per l’omonima figlia primogenita. Il matrimonio della infanta Isabella detta la Chata è uno degli ultimi grandi eventi prima della guerra civile che caccia dal trono una sovrana non amata.

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La Infanta Isabella, detta la Chata

In esilio dorato a Parigi, la ex regina, che finanzia il suo fastoso treno di vita anche con la vendita delle sue favolose gioie, un giorno ha una brutta sorpresa, i Mellerio le presentano una fattura da 161 mila franchi corrispondente agli ultimi acquisti non pagati, compreso il diadema della Chata. La ex sovrana, grida, si scandalizza, si offende e fa orecchie da mercante. Cioè non paga. Ma i Mellerio, solida famiglia di origine ebraica con alle spalle ampia reputazione di serietà e vasta clientela, non demordono e inviano ad Isabella II il loro legale a cui la ex regina fa sapere che sì salderà il conto, ma per soli 20 mila franchi, cifra corrispondente a quanto da lei acquistato nel periodo dell’esilio. Insomma per il prima, cioè quando era ancora regina, non si sente direttamente responsabile. La questione finisce in tribunale e ovviamente la giustizia francese dà ragione ai gioiellieri. Il diadema in questione era stato realizzato, nel 1867, dall’atelier madrileno dei Mellerio che lo presentano nel loro stand all’esposizione universale di Parigi. La tiara ha un disegno particolarmente originale ed estroso, la struttura di platino e diamanti simula una fitta serie di conchiglie al centro delle quali sono appese sette grosse perle a forma di pera e dodici brillanti che ondeggiano seguendo i movimenti della testa. Nel momento in cui viene proclamata la seconda repubblica, nel 1931, la Chata benché molto malata, lascia la Spagna portandosi dietro, fra l’altro, il prezioso diadema che per evitare un sequestro alla frontiera, viene nascosto sotto la fodera di un grosso cappello. L’infanta Isabella muore poco dopo lasciando i suoi beni al nipote l’ormai esiliato re Alfonso XIII che offre il diadema Mellerio a Maria de las Mercedes di Borbone Sicilia, moglie del figlio Juan conte di Barcellona, la quale a sua volta, anni dopo, lo regala alla futura nuora Sofia di Grecia. La principessa indossa per la prima volta il diadema della Chata al ballo che precede le nozze (per il matrimonio porterà il diadema di sua madre la regina Federica di Grecia e proveniente dal bisnonno Kaiser) ed evita la gaffe diplomatica, allacciando intorno al collo un altro diadema di brillanti, quello offerto dal generalissimo Franco, che per fortuna può essere trasformato in collier.

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Una giovanissima Sofia, insieme ad un giovane – e bellissimo – Juan Carlos ed all’altrettanto giovane principe Carlo. La futura regina di Spagna porta oltre al diadema della Chata anche un collier di rubini a due fili dono di nozze dell’armatore Niarchos.

Oltre al diadema della Chata l’attuale regina di Spagna indossa molti altri gioielli di famiglia che appartenuti alla moglie di Alfonso XIII, re donnaiolo e fedifrago, il quale dopo un breve periodo di passione per la bella Vittoria Eugenia di Battemberg placa il furore di una moglie umiliata da continui tradimenti, a suon di brillanti, perle, smeraldi, acquamarine.

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Sofia – in una delle rare foto in cui indossa una pelliccia – accanto al giovane e ancora bello principe Henrik di Danimarca.

Il diadema della “Chata” da Sofia a Letizia

Per la regina Sofia gli imponenti diademi ereditati dalla nonna e dalle zie del marito sono invece una sorta di attributo, funzionale alla rappresentazione della regalità. Tanto è vero che, nel periodo tra il matrimonio e la morte del generalissimo Franco, quando vive insieme al marito vive in una situazione di attesa ed incertezza, Sofia evita pose da futura sovrana, cercando fra l’altro di non portare gioielli troppo preziosi o vistosi. E ad ulteriore dimostrazione di stile e discrezione, una volta diventata regina attende l’approvazione della nuova Costituzione, con la conseguente accettazione da parte del popolo spagnolo della monarchia come forma di governo, prima di indossare uno dei diademi della collezione reale.

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La regina Sofia nel 2010 a Stoccolma per le nozze della principessa ereditaria di Svezia. La sovrana possiede anche una serie di bellissimi collier di perle che le arrivano dalla bisnonna di suo marito. Ne riparleremo…

C’è una storia, o meglio un pettegolezzo, che vale la pena di essere raccontato per capire qual è l’atteggiamento della regina Sofia a proposito dei gioielli e del suo ruolo “regale”.
A poche ore dal gran ballo organizzato nel castello di Althausen per celebrare i 50 anni del duca di Wurtemberg, intimo amico del re di Spagna, Sofia annuncia alla duchessa, la molto reale Diana d’Orléans (figlia del conte di Parigi, pretendente al trono di Francia) che lei, unica sovrana regnante invitata alla festa, non porterà il diadema. La duchessa di Wurtemberg la prende molto bene. La decisione di Sofia abbassa senza preavviso il tono del grande ricevimento, in quanto secondo l’etichetta, strettamente osservata dalle grandi famiglie tedesche, la presenza di una regina senza tiara ed altri gioielli importanti, obbliga ogni altra dama a seguire il suo esempio. Duchessa di Wurttemberg compresa, proprietaria di alcuni splendidi diademi sempre sfoggiati con molto piacere ed un notevole compiacimento. Capriccio di sovrana, desiderio di non abusare del proprio ruolo, piccola lezione alla duchessa a volte più reale degli stessi reali, nonostante né lei, né suo marito abbiano alcun ruolo ufficiale? Qualunque sia il motivo la duchessa Diana se la lega al dito e nel maggio del 2004 declina l’invito alle nozze del principe delle Asturie alle quali spedisce, a rappresentare la famiglia, uno dei figli minori perché lei, fa sapere alla stampa, ha “un altro impegno preso in precedenza”.

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Letizia con il diadema della Chata

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