La “deroga” del re di Svezia
Nel passato chi aveva “derogato” alle rigidissime leggi dinastiche svedesi scegliendosi una sposa al di fuori del “gotha” (ad esempio due zii di Carlo Gustavo), aveva perso titoli e diritti alla corona. Un anno e mezzo dopo l’anziano nonno re muore e Carlo Gustavo sale su un trono antichissimo ma sempre più traballante. In Svezia sono in molti ad avere dubbi sia sull’utilità della monarchia che sulle capacità del nuovo sovrano. Sarà la “borghese” Silvia ad invertire la situazione. L’idillio, tenuto nascosto fino al dicembre del 1975 e coltivato in gran segreto con la complicità di amici e parenti, scatena i commenti acidi del ristretto circolo dei “reali” europei che mai prima di allora aveva dovuto accogliere una regina senza sangue blu, ma piace immensamente agli svedesi. Poteva essere diversamente?
Il giorno delle nozze Silvia è splendida e il famoso diadema di cammei (la storia del gioiello è qui) le dona in modo particolare. Marc Bohan della maison Dior ha disegnato per lei un abito lineare e semplicissimo taglio “princesse” in faille di seta bianca con un lungo strascico. All’uscita della chiesa la coppia attraversa la capitale in carrozza scoperta e poi prende la Vasaorden una barca che per tradizione, durante i grandi eventi reali, trasporta il re attraverso i canali della Venezia del nord. Poco dopo all’ingresso del Palazzo Reale il governatore accoglie la sua nuova regina e il re nella cortile d’onore presenta simbolicamente la sua sposa agli svedesi dicendo “ecco la regina, regnerà con me, amatela. Ecco quella che ho scelto come moglie”. Una specie di favola alla quale assistono meravigliati e commossi milioni di svedesi. Pochi mesi dopo il re autorizza lo zio, il principe Bertil fino ad allora reggente del regno e secondo nella linea di successione, a sposare l’inglese Lilian Craig la donna con cui vive in segreto da quasi 30 anni. Ma questa è un’altra storia.
