Ma non è alla Giarrettiera (persa proprio lì a Windsor da una dama della corte di Edoardo III il quale salvò l’onore della signora raccogliendo l’imbarazzante accessorio e pronunciando una frase che è diventata un motto “honni soit qui mal y pense”) che penseranno tutti gli spettatori di questo royal wedding. Purtroppo per Eugenie, per Jack (e anche per il di lei babbo duca di York, piuttosto amareggiato a causa del trattamento non propriamente regale riservato alla sua rampolla la quale nasce comunque HRH e principessa) tutti avranno in mente solo chi, di recente, ha percorso quella stessa navata così suggestiva e carica di memorie dinastiche fra cui le tombe di Edoardo VII, Giorgio V e Giorgio VI con relative consorti.
Eugenie e Jack non hanno fatto, secondo me, la scelta migliore del mondo decidendo di sposarsi a Windsor pochi mesi dopo Harry e Meghan, ma ormai direi che è tardi per cambiare idea e comunque ormai da diverse settimane la coppia si sta inventando l’impossibile per attirare l’attenzione su un wedding che sarà royal ma non proprio in pompa magna e sul quale già sono piovute le solite polemiche sui costi, sulla sicurezza, sul chi paga, etc. etc. Si perché Eugenie, per quanto impegnata in diversi fronti sociali e umanitari (in campo medico, in particolare, poiché da ragazzina ha avuto un grave problema di salute) non ha alcun incarico ufficiale all’interno della Royal Family. Cioè spieghiamo meglio, qualunque iniziativa essa prenda o qualunque causa essa decida di sostenere lo fa a nome suo non per conto di Sua Maestà. Lei e la sorella, sempre con grande ambagia del di loro padre duca di York, sono fuori dal prestigioso giro dei “royal duties”. Pare per “intercessione” del principe di Gallese che vuole ridurre al minimo sindacale la “royal family” in attività e quindi con relativa lista civile. Dunque, secondo molti royal watchers, le nozze della principessa – ottava nella linea di successione – che non è un personaggio pubblico e non ha il seguito mediatico di William, Harry e rispettive consorti, porterà poco all’immagine della Corona e nulla in termini di ricaduta economica.

Eugenie e Jack si sposano. Cinque mesi dopo il royal wedding più social del globo – non lo dico io eh, lo dicono le “impression” – la secondogenita del principe Andrea e di Sarah Ferguson andrà all’altare con il fidanzato storico Jack Brooksbank. Anche l’altare è storico perché si tratta di quello della St. George Chapel, la chiesa del castello di Windsor che, fra l’altro, è la dimora spirituale del più prestigioso ordine cavalleresco del mondo, l’ordine della Giarrettiera.
Ma non è alla Giarrettiera (persa proprio lì a Windsor da una dama della corte di Edoardo III il quale salvò l’onore della signora raccogliendo l’imbarazzante accessorio e pronunciando una frase che è diventata un motto “honni soit qui mal y pense”) che penseranno tutti gli spettatori di questo royal wedding. Purtroppo per Eugenie, per Jack (e anche per il di lei babbo duca di York, piuttosto amareggiato a causa del trattamento non propriamente regale riservato alla sua rampolla la quale nasce comunque HRH e principessa) tutti avranno in mente solo chi, di recente, ha percorso quella stessa navata così suggestiva e carica di memorie dinastiche fra cui le tombe di Edoardo VII, Giorgio V e Giorgio VI con relative consorti.
Eugenie e Jack non hanno fatto, secondo me, la scelta migliore del mondo decidendo di sposarsi a Windsor pochi mesi dopo Harry e Meghan, ma ormai direi che è tardi per cambiare idea e comunque ormai da diverse settimane la coppia si sta inventando l’impossibile per attirare l’attenzione su un wedding che sarà royal ma non proprio in pompa magna e sul quale già sono piovute le solite polemiche sui costi, sulla sicurezza, sul chi paga, etc. etc. Si perché Eugenie, per quanto impegnata in diversi fronti sociali e umanitari (in campo medico, in particolare, poiché da ragazzina ha avuto un grave problema di salute) non ha alcun incarico ufficiale all’interno della Royal Family. Cioè spieghiamo meglio, qualunque iniziativa essa prenda o qualunque causa essa decida di sostenere lo fa a nome suo non per conto di Sua Maestà. Lei e la sorella, sempre con grande ambagia del di loro padre duca di York, sono fuori dal prestigioso giro dei “royal duties”. Pare per “intercessione” del principe di Gallese che vuole ridurre al minimo sindacale la “royal family” in attività e quindi con relativa lista civile. Dunque, secondo molti royal watchers, le nozze della principessa – ottava nella linea di successione – che non è un personaggio pubblico e non ha il seguito mediatico di William, Harry e rispettive consorti, porterà poco all’immagine della Corona e nulla in termini di ricaduta economica.
Ma non è alla Giarrettiera (persa proprio lì a Windsor da una dama della corte di Edoardo III il quale salvò l’onore della signora raccogliendo l’imbarazzante accessorio e pronunciando una frase che è diventata un motto “honni soit qui mal y pense”) che penseranno tutti gli spettatori di questo royal wedding. Purtroppo per Eugenie, per Jack (e anche per il di lei babbo duca di York, piuttosto amareggiato a causa del trattamento non propriamente regale riservato alla sua rampolla la quale nasce comunque HRH e principessa) tutti avranno in mente solo chi, di recente, ha percorso quella stessa navata così suggestiva e carica di memorie dinastiche fra cui le tombe di Edoardo VII, Giorgio V e Giorgio VI con relative consorti.
Eugenie e Jack non hanno fatto, secondo me, la scelta migliore del mondo decidendo di sposarsi a Windsor pochi mesi dopo Harry e Meghan, ma ormai direi che è tardi per cambiare idea e comunque ormai da diverse settimane la coppia si sta inventando l’impossibile per attirare l’attenzione su un wedding che sarà royal ma non proprio in pompa magna e sul quale già sono piovute le solite polemiche sui costi, sulla sicurezza, sul chi paga, etc. etc. Si perché Eugenie, per quanto impegnata in diversi fronti sociali e umanitari (in campo medico, in particolare, poiché da ragazzina ha avuto un grave problema di salute) non ha alcun incarico ufficiale all’interno della Royal Family. Cioè spieghiamo meglio, qualunque iniziativa essa prenda o qualunque causa essa decida di sostenere lo fa a nome suo non per conto di Sua Maestà. Lei e la sorella, sempre con grande ambagia del di loro padre duca di York, sono fuori dal prestigioso giro dei “royal duties”. Pare per “intercessione” del principe di Gallese che vuole ridurre al minimo sindacale la “royal family” in attività e quindi con relativa lista civile. Dunque, secondo molti royal watchers, le nozze della principessa – ottava nella linea di successione – che non è un personaggio pubblico e non ha il seguito mediatico di William, Harry e rispettive consorti, porterà poco all’immagine della Corona e nulla in termini di ricaduta economica.