Grace Kelly diventa la principessa Grace
L’attrice preferita di Alfred Hitchcock non è quella che si potrebbe definire una “Cenerentola” anche se ha trovato un vero principe azzurro. Grace, infatti, viene da una famiglia ricca e la sua è stata una vita tranquilla e privilegiata. Il padre, campione di canottaggio di origine irlandese ha fatto fortuna con l’edilizia, ma i Kelly sono solo nuovi ricchi e per la ragazzina il grande ballo delle debuttanti dell’alta società di Filadelfia rimane un sogno proibito. Severo, autoritario Jack Kelly ai figli chiede la perfezione e la fragile e delicata terzogenita non sembra essere al livello delle sue attese. Nonostante le perplessità dei genitori, la piccola Grace si trasferisce a New York, studia recitazione e si fa strada in fretta. Bella, glaciale e piena di talento, la ragazza di Filadelfia non sarà mai una starlette. La bionda algida e perfetta Grace diventa subito una vera diva, l’alternativa romantica ed elegante delle varie bionde prorompenti e sensuali di moda alla metà degli anni ’50 del Novecento. Nella realtà la ragazza ha il fuoco dentro e fa strage di cuori, specie fra i suoi partner: Clark Gable, Ray Milland, Jean Pierre Aumont cadono ai suoi piedi. Hitchock – che la vuole per tre suoi film cult – è affascinato dall’ambiguità di questa signorina per bene in guanti bianchi che nasconde sotto un velo di gelido puritanesimo una prepotente sensualità, una forte carica di erotismo, ma anche una sensibilità non comune. Per il regista di “Caccia al ladro” la giovane attrice è «un vulcano coperto di neve». Personalità complessa e difficile da capire davvero, Grace è dolce, ma anche forte, sensibile, incline alla depressione però energica, nostalgica eppure positiva e, alla fine, molto ottimista.
Il suo destino da favola l’attrice lo incontra per caso, nella primavera del 1955. Mentre è a Cannes per presentare al festival “La ragazza di campagna” (il film che le fa vincere l’Academy Award come miglior attrice), Grace accetta di realizzare un servizio fotografico per Paris Match nel palazzo dei principi di Monaco, a Montecarlo. La sua guida d’eccezione è il principe regnante Ranieri III, scapolo trentaduenne alla ricerca di una moglie di un certo prestigio per le solite questioni dinastiche: senza eredi legittimi dei Grimaldi il principato finirà con il diventare un protettorato francese. Ranieri è colpito da questa star americana bionda ed elegante e Grace, dal canto suo, trova il principe «charmant e timido». In realtà all’epoca lei è perdutamente innamorata del famoso stilista Oleg Cassini però i cattolicissimi Kelly hanno fatto fuoco e fiamme perché Cassini è due volte divorziato.
Fra Grace e Ranieri c’è subito una certa intesa e alcuni amici cercano di coltivare questo feeling nato quasi per caso. E’ soprattutto padre Tucker, il cappellano irlandese del principe, entusiasta all’idea di sponsorizzare una compatriota bella, ricca, famosa e animata da una tenace volontà di ascensione sociale, a favorire la nascita di un sentimento e a incoraggiare i contatti fra i due.
La stampa parlerà a lungo di un colpo di fulmine, ma in effetti per entrambi le nozze sono un’esigenza e un traguardo da raggiungere prima possibile. Ranieri ha bisogno di un bel matrimonio fastoso per rinverdire il glamour un po’ spento del principato e gli serve un erede; Grace si vuole sistemare e soprattutto desidera sopra ogni altra cosa soddisfare finalmente le attese dei suoi esigentissimi genitori. La combinazione è perfetta e padre Tucker decide di accelerare il corso degli eventi visto che il principe e l’attrice sono rimasti in contatto epistolare. Così alle fine del 1955 Ranieri e l’amico sacerdote si imbarcano per gli Stati Uniti per fare la domanda ufficiale che viene gioiosamente accettata. Il principe ha già in tasca uno splendido anello firmato Cartier, un enorme diamante taglio smeraldo. Il successo mediatico dell’operazione è immediato e la stampa del mondo intero si butta su una notizia apparentemente straordinaria: l’amore fra una star di Hollywood e un vero principe regnante. Secondo il Time questa favola contemporanea è «l’avvenimento più romantico dopo Romeo e Giulietta» e gli americani, orgogliosamente repubblicani ma affascinati da tutto quanto è royal, sono incantati da questa bella storia.
A Grace resta da girare ancora un film – “Alta società” – prima del suo spettacolare matrimonio e dell’ingresso in una dimensione del tutto nuova per la quale, comunque, sembra essere nata. La ragazza di Filadelfia dalla bellezza perfetta e dall’aria altera, la donna sempre impeccabile e un po’ gelida, sarà una splendida principessa; soltanto Alfred Hitchcock, che l’adora ed è dispiaciutissimo per la sua decisione di abbandonare il cinema, si lascia sfuggire una riflessione amara: «sposare un principe va nel senso della riuscita di Grace. Ha fatto questo salto con l’abilità di una trapezista, ma forse la piattaforma dove è atterrata è troppo piccola per lei».
Il principe Ranieri e la principessa Grace
Il matrimonio monegasco resterà nella storia perché è il primo evento legato a personaggi reali che scatena l’isteria mediatica e un interesse praticamente planetario. Il rito, come da accordi pre nuziali con la MGM (che acconsente a sciogliere Grace dal suo contratto) viene ripreso da telecamere e microfoni dislocati in tutta la chiesa e sarà visto in Eurovisione da 30 milioni di spettatori.
La favola della principessa Grace
Per non smentire la sua fama di eleganza, la futura principessa indossa una creazione della stilista e costumista hollywoodiana Helen Rose che realizza per lei un abito favoloso (oggi conservato a Filadelfia dono della principessa alla sua città natale), elaboratissimo ma all’apparenza semplice e sobrio. Per questa meraviglia ci vengono utilizzati venticinque metri di seta, altrettanti di taffetà, novantotto di tulle e quasi trecento di pizzo. La gonna in seta color avorio è a forma di campana e nella sua estrema linearità serve a mettere in risalto il corsetto in pizzo valenciennes, arricchito da un ricamo floreale fatto con piccole perle coltivate; il colletto rialzato sottolinea invece il portamento altero di Grace. Il libro di preghiere (tenuto in mano nelle foto ufficiali, mentre in chiesa ha un minuscolo bouquet di mughetti) e le scarpe sono rivestite dallo stesso pizzo dell’abito. I capelli sono raccolti sotto una “calottina” a forma di cuore dalla quale parte un doppio velo, anch’esso bordato di pizzo: quello corto le copre il viso, l’altro più lungo forma uno strascico di quasi tre metri. La principessa Grace è di una bellezza quasi irreale, ma rimane seria e rare sono le foto delle nozze in cui sorride. La sontuosa cerimonia però viene snobbata dalle altre famiglie reali. Ranieri è ancora un principe di secondo piano, ha una famiglia a dir poco originale (1) e regna su uno Stato quasi da operetta che verrà portato ad un altro livello di rispetto e considerazione proprio dalla ex attrice.
Le foto ufficiali della principessa Grace
La vita di Grace finisce laddove, nel pieno del successo come attrice, aveva girato una delle scene emblematiche del suo film più bello e più celebre “Caccia al ladro” di Alfred Hitchcock. Una pellicola perfetta, thriller psicologico e romantico, pieno di metafore e magicamente allusivo, soprattutto conoscendo il seguito. Cannes (e il lussuoso hotel Carlton, all’interno del quale si svolgono molte momenti indimenticabili, fra cui quella dell’inatteso bacio di Grace a uno stupefatto Cary Grant) è a due passi dal futuro minuscolo regno di Grace, che nel film si veste anche da principessa. Ma c’è di più, la sequenza della folle corsa con l’auto sportiva lungo la corniche (2) alle spalle di Monaco, vista oggi, è tristemente premonitrice poiché Grace morirà proprio uscendo di strada con la macchina da uno di quei tornanti. Nel film la futura principessa guida con una certa spericolata disinvoltura una piccola cabrio, ma è solo finzione: Grace nella realtà si affida quasi sempre a un autista per i suoi spostamenti da Montecarlo a Roc-Agel dove la famiglia ha una grande residenza di campagna. Però la mattina del 13 settembre 1982 è lei a prendere il volante di una Rover; accanto ha la figlia minore e quanto accade nelle ore successive è ancora oggi un mistero. Malore, distrazione, auto affidata a una ragazzina ancora senza patente? L’unica certezza è che la pesante Rover vola giù per la scarpata e per Grace non ci sono speranze. Il 14 settembre la famiglia acconsente a staccarla dal respiratore artificiale che la tiene in vita e quattro giorni dopo il mondo assisterà attonito al suo funerale. Il Gotha europeo, che aveva disertato le nozze del 1956 perché all’epoca nessuno dei reali in carica o detronizzati era pronto a questa così evidente mésalliance, stavolta è presente a ranghi serrati con in testa la giovane Diana principessa di Galles da poco mamma di William. La splendida, regale e raffinata Grace era ormai una di loro.

