Ecco a voi la seconda puntata dell’indagine sulle peggiori suocere della storia. In tempi rececenti non ci sono dubbi che la palma se l’è aggiudicata la suocera della signora qui sopra (ritratta da Wintherlater), la splendida, benché un tantino nevrotica, Elisabetta d’Austria (1837-1898) sposa non felice dell’imperatore Francesco Giuseppe. La convivenza fu lunga e difficile e per ragioni di praticità ho diviso il racconto in due puntate.
L’arciduchessa Sofia con Francesco Giuseppe sulle ginocchia dipinto ad olio di J.K.Stieler 1832
Lei non sarà mai imperatrice, ma riesce a mettere sul trono quella che, in tutti i sensi è la sua creatura, cioè un giovanotto educato alla perfezione, consapevole dei propri doveri, gran lavoratore e persona integra, un monarca perfettamente aderente alla linea politica voluta dalla stessa Sofia: sovranità per grazia di Dio, autocrazia del monarca, repressione di ogni volontà popolare e rifiuto del parlamentarismo. Presente in ogni istante della vita del figlio, che la ama profondamente e le è estremamente devoto Sofia, ovviamente vuol dire la sua anche quando si tratta di scegliere una sposa idonea la quale deve essere prima di tutto idonea al ruolo ed al rango. La storia, sempre grazie ai film, è nota, l’arciduchessa individua la candidata perfetto, Elena figlia di sua sorella Ludovica e di un principe di un ramo collaterale della famiglia reale di Baviera, organizza l’incontro, ma i suoi piani vanno in fumo perché il giovane Imperatore si innamora perdutamente di Sissi sorellina minore della sposa prescelta. Elisabetta è troppo giovane, poco istruita, poco incline al rispetto delle regole, poco riflessiva, “leggera”, insomma, secondo Sofia, il peggio del peggio. Ha poco rilievo il fatto che l’Imperatore sia follemente innamorato, la politica dinastica conta più dei sentimenti; nella rigida e antiquata corte di Vienna, un matrimonio d’amore è visto come una cosa da borghesucci. Ma non c’è niente da fare, i due si sposano con grande sfarzo e il penoso ménage à trois ha inizio. Sofia, che considera la nuora immatura e sciocca, è ben decisa a prendere in mano la situazione e lo fa a partire dalla mattina dopo la prima notte di nozze, quando piomba nel salottino dove i due neo sposi stanno facendo colazione. La presenza della suocera-zia, da anni perfettamente inserita negli ingranaggi, nei meccanismi e nel rigido protocollo quasi medievale della corte asburgica, impedisce a Sissi di “svecchiare” l’atmosfera e soprattutto di essere se stessa.
Con il tempo la convivenza con quella che molti definiscono “l’imperatrice segreta” diventa impossibile anche perché Sofia pretende di avvere un controllo assoluto sulla vita della nuora e poi su quella dei nipoti dei quali si “impadronisce” non appena vengono al mondo. Le due bimbe Sofia e Gisela e poi l’erede al trono Rodolfo (si lui, quello di Mayerling). L’arciduchessa Sofia, spiega la più nota biografa di Sissi Brigitte Hamann, “si riservava la facoltà di decidere in qualsiasi caso, si trattasse di questioni riguardanti la famiglia o gli affari politici. Inoltre era abituata a farsi obbedire. Il suo consorte dipendeva, in tutto e per tutto, da lei. I quattro figli – Francesco Giuseppe, Ferdinando Massimiliano, Carlo Ludovico e Ludovico Vittorio – vedevano sin dall’infanzia in lei la massima autorità esistente al mondo e non osavano muovere obiezioni”. Non è questo il caso della nuora Imperatrice con la quale gli scontri diventano sempre più feroci.
Il seguito alla prossima puntata. Per chi volesse saperne di più la biografia fondamentale di Sissi l’ha scritta Brigitte Hamann e la trovate qui.

