Happy birthday Harry

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Happy birthday Harry

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Gli auguri al principe Harry per il suo trentesimo compleanno ho deciso di farli aprendo il mio archivio. Quelle che vedete sono infatti le copertine di Point de Vue pubblicate in occasione della sua nascita e del battesimo. Tutti giovani, tutti sorridenti, tutti apparentemente felici per l’arrivo di questo secondo pargolo, all’epoca quarto nella linea di successione.

La prima copertina è quella della nascita, presa all’uscita della clinica, Diana è in rosso, splendida come sempre e con i capelli un tantino più lunghi. La seconda è per l’annunciuo ufficiale della seconda maternità, la terza è per le foto ufficiali di lord Snowdon e la quarta per il battesimo, lo speciale n. 1, il n.2 di sicuro ce l’ho ma non l’ho trovato.

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Poche settimane fa in UK è stata annunciata l’uscita di un libro ufficiale sul principe Harry (al secolo Henry di Galles): “Prince Harry: Brother, Soldier, Son”, del biografo – reale, nel senso di aurotizzato, pare – Penny Junor il quale racconta i tormenti profondi del principe bambino e il suo rapporto con la madre. Un’anticipazione è stata fornita dal Daily Mail che pone una domanda particolarmente scomoda: com’è cresciuto il principe Harry considerando i dissidi e i dissapori familiari e il rapporto disastroso dei suoi genitori?
L’autore non è tenero con Diana: secondo Junor Harry è cresciuto senza il conforto materno. E infatti c’è stato un periodo della sua vita in cui ha perso il controllo ed è finito in una spirale mortale perché ai traumi di un’infanzia difficile si combina il dolore terribile per la morte della madre. Una tragedia intima che il ragazzino neanche tredicenne è costretto a vivere davanti al mondo intero piombato in un lutto spettacolare per l’amata principessa di Galles. (Io personalmente ho ancora negli occhi Harry a capo chino insieme al fratello, al padre, al nonno e allo zio, dietro al feretro della madre e a tanti anni di distanza la foto ancora mi commuove. Come mi commuove quel cestino di fiori bianchi con sopra una busta e la scritta “mommy”).
Ma non è solo la morte ad aver segnato Harry, il biografo ricorda come il piccolo principe abbia avuto tutto tranne che un’infanzia serena e protetta, ha dovuto sopportare i disordini alimentari di Diana, i litigi familiari, le conversazioni scabrose di Carlo, le accuse, le ripicche. Junor assicura che non c’era un piano per screditare Diana dopo la separazione. Carlo, difatti, aveva dato specifiche direttive al suo staff per far in modo che niente e nessuno la mettessero in cattiva luce. Eppure la principessa ne era certa e, dice Junor, mandava addirittura messaggi minacciosi a chiunque, anche ai suoi segretari e ovviamente a Camilla, la sua rivale. Fino al punto di chiamarla di notte per dirle che «ho mandato qualcuno a ucciderti. Stanno fuori, nel tuo giardino. Guarda dalla finestra: li vedi?».
Inoltre l’infelice Diana, la moglie umiliata e tradita, la bellissima donna che non riuscì mai a trovare il vero amore confidava le sue sofferenze ai figli e cercava il loro conforto, sebbene fossero solo dei ragazzini. E, aggiunge il biografo, li usava spesso nella guerra fra lei e Carlo.
Il biografo del principe è piuttosto polemico anche a proposito della famosa intervista alla BBC nella quale, per 58 minuti, Diana parla delle sue tribolazioni e dei tradimenti. «Disse in tv cose che dei ragazzini non dovrebbero mai sentire». E nemmeno i loro compagni di scuola. Junor è drastico, in questo caso particolare Diana non ha ragionato da madre, pensando prima di tutto a proteggere i suoi bambini.

Voi che ne pensate?