Le regine malvagie è tornato a sorpresa in libreria all’inizio dell’estate e adesso ho deciso non solo di ricordare questa riedizione di cui sono molto felice e orgogliosa, ma voglio festeggiare con un regalo, ma dovete leggere fino in fondo per capire. Uscito nel 2013 è un libro che mi è piaciuto tanto scrivere e che è subito andato esaurito, tanto da essere ristampato due anni dopo in edizione pocket. Era l’estate del Royal Baby e per questo sono stata molte volte su Rai Uno, ospiti di trasmissioni come Estate in Diretta, Uno Mattina e Tg Uno Storia. In quelle occasioni ho parlato dell’attesissimo evento ma anche di questo libro così fuori dalle righe. E’ stata anche l’ultima estate di mia madre la quale ha sempre guardato con perplessità e un vago stupore (“noi di famiglia repubblicana, come è possibile?” si domandava) questa mia passione per i royals, però era felicissima e infinitamente orgogliosa di vedermi in tv. Mia madre non c’è più da quasi cinque anni e mi manca moltissimo e questo libro, l’ultimo che ha letto (perché era perplessa ma leggeva tutto quello che scrivevo) invece è tornato.
Nel volume ci sono 23 personaggi, più uno a sorpresa, dal Medioevo ai giorni nostri, tutte donne intriganti, volitive, qualche volta feroci, spesso implacabili, ma anche libere, coraggiose, audaci e fiere.
Perché le regine malvagie sono spesso molto più affascinanti di quelle angeliche. Tolstoj, nell’incipit di Anna Karenina, sostiene che «tutte le famiglie felici si assomigliano, mentre quelle disgraziate lo sono ognuna a modo suo». E questa considerazione vale, a grandi linee, anche per le regine e le principesse cattive. Le buone sono pressoché tutte identiche, cioè amorevoli madri di famiglia pronte al sacrificio, mogli rassegnate sotto una selva di corna, figlie e sorelle ubbidienti e, a volte, sagge e benevole governanti (in nome del figlio, del marito o del fratello), le cattive invece hanno ciascuna un buon motivo per avercela con l’universo mondo e, se è il caso, far patire a tutti le pene dell’inferno.

Le regine malvagie è tornato a sorpresa in libreria all’inizio dell’estate e adesso ho deciso non solo di ricordare questa riedizione di cui sono molto felice e orgogliosa, ma voglio festeggiare con un regalo, ma dovete leggere fino in fondo per capire. Uscito nel 2013 è un libro che mi è piaciuto tanto scrivere e che è subito andato esaurito, tanto da essere ristampato due anni dopo in edizione pocket. Era l’estate del Royal Baby e per questo sono stata molte volte su Rai Uno, ospiti di trasmissioni come Estate in Diretta, Uno Mattina e Tg Uno Storia. In quelle occasioni ho parlato dell’attesissimo evento ma anche di questo libro così fuori dalle righe. E’ stata anche l’ultima estate di mia madre la quale ha sempre guardato con perplessità e un vago stupore (“noi di famiglia repubblicana, come è possibile?” si domandava) questa mia passione per i royals, però era felicissima e infinitamente orgogliosa di vedermi in tv. Mia madre non c’è più da quasi cinque anni e mi manca moltissimo e questo libro, l’ultimo che ha letto (perché era perplessa ma leggeva tutto quello che scrivevo) invece è tornato.
Nel volume ci sono 23 personaggi, più uno a sorpresa, dal Medioevo ai giorni nostri, tutte donne intriganti, volitive, qualche volta feroci, spesso implacabili, ma anche libere, coraggiose, audaci e fiere.
Perché le regine malvagie sono spesso molto più affascinanti di quelle angeliche. Tolstoj, nell’incipit di Anna Karenina, sostiene che «tutte le famiglie felici si assomigliano, mentre quelle disgraziate lo sono ognuna a modo suo». E questa considerazione vale, a grandi linee, anche per le regine e le principesse cattive. Le buone sono pressoché tutte identiche, cioè amorevoli madri di famiglia pronte al sacrificio, mogli rassegnate sotto una selva di corna, figlie e sorelle ubbidienti e, a volte, sagge e benevole governanti (in nome del figlio, del marito o del fratello), le cattive invece hanno ciascuna un buon motivo per avercela con l’universo mondo e, se è il caso, far patire a tutti le pene dell’inferno.