L’ultimo saluto a Carlo Ugo di Borbone Parma e l’omaggio al nuovo duca

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A Parma sabato 28 agosto è forse uno dei giorni più caldi di questa lunga estate, ma il protocollo non tiene conto dei gradi Celsius. Così la Basilica magistrale costantiniana di Santa Maria della Steccata, capolavoro manieristico a due passi dal teatro Regio, è presto silenziosamente affollata da signore in nero rigorosissimo (dal velo appoggiato sui capelli alle calze) e uomini in marsina. Sono qui per dare l’ ultimo saluto a Carlo Ugo di Borbone Parma, “titolare” del ducato di Parma e Piacenza, il principe con il basco rosso dei carlisti che, pur in bilico per tutta la vita fra il conservatorismo rigido della sua famiglia e la sua voglia di rinnovamento, è riuscito a mantenere sempre una lucidissima coerenza di azioni e pensiero. Nei banchi centrali della chiesa a croce greca, magnficamente affrescata dal Parmigianino si sistemano man mano il granduca Henri del Lussemburgo, il principe Willelm Alexander di Orange-Nassau principe ereditario dei Paesi Bassi e la moglie Maxima e gli altri due figli della regina d’Olanda, Konstantin con Laurentien e Johan Friso con Mabel,  la principessa Margriet dei Paesi Bassi con il marito Pieter e i figli. Dietro a loro tre Asburgo, Monika la figlia di Otto, Martin figlio di Robert e Sisigmondo, legati al defunto in ricordo di Zita, l’ultima imperatrice d’Austria loro nonna e zia di Carlo Ugo. Sulla sinistra dell’altare siedono i più stretti congiunti, i quattro figli, l’erede Carlo Saverio, con la moglie Annemarie, Margherita con il marito Tjalling, Giacomo Bernardo e Maria Carolina, l’ex moglie Irene, le sorelle Teresa, Cecilia e Maria de las Nieves.

Nessuna traccia, invece, di Sixte Henri e di Françoise, rispettivamente fratello minore e sorella maggiore di Carlo Ugo che sono da anni in freddo con il resto della famiglia. Dai reali di Spagna e da quelli di Giordania, fanno sapere i responsabili del protocollo, “sono arrivati fiori e telegrammi”, mentre mancano evidentemente all’appello i numerosi altri Borbone-Parma (come la regina di Romania o il principe Michel secondo marito di Maria Pia di Savoia) e moltissimi cugini del defunto legato, fra l’altro, ai Braganza, ai reali di Bulgaria e a quelli del Belgio. “Dissensi mai placati – mormora qualcuno – diversità di vedute che negli anni hanno allungato le distanze”. Mancano anche i Savoia che con i Borbone-Parma avevano fatto pace all’epoca delle nozze fra Maria l’ultimogenita di Vittorio Emanuele III e Luigi, uno degli zii di Carlo Ugo. “Il duca d’Aosta – azzarda un’altra persona – forse non ha voluto fare uno sgrarbo al re di Spagna con cui il pretendente carlista non è che fosse in ottimissimi rapporti”. Il principe Emanuele Filiberto, peraltro di stanza nella vicina Salsomaggiore (impegnato nelle prove per Miss Italia) interrogato sulla possibilità di una sua presenza ai funerali del principe Carlo Ugo ha semplicemente chiesto “Ma Carlo Ugo chi?”. C’era invece tutta la famiglia reale olandese. che si è stretta con un affetto enorme e quasi tangibile intorno ai cugini Borbone-Parma, d’altronde Carlo Ugo, benché divorziato da quasi 30 anni dalla principessa Irene, sorella della regina Beatrice, ha sempre fatto parte del clan. “Naturale – spiega Hans Jacobs giornalista del sito www.royalblog.nl – il principe era simpatico, brillante, coltissimo, intelligente, una persona molto piacevole e soprattutto un gran signore. I rapporti con gli Orange-Nassau quindi sono rimasti ottimi e non solo per via dei quattro ragazzi, era lo spessore umano del loro padre a fare la differenza”. Difficile però non notare che nel nord Europa le famiglie allargate sono quasi la norma. “Non è questo il motivo – prosegue Jacobs – Jorge Guillermo, il marito di Christine, la sorella più piccola della regina, dopo il divorzio non l’ha più visto nessuno”. Eppure nei primi anni ’60 l’amore della principessa Irene all’epoca seconda nella linea di successione al trono, per un uomo dalle illustrissime ascendenze ma implicato con i carlisti spagnoli, era diventato un affare di Stato e gli olandesi l’avevano considerato quasi come un tradimento.

Ma oggi è tutto dimenticato, i figli sono naturalizzati olandesi e gli Orange-Nassau (ex moglie compresa) sono qui a dare l’ultimo saluto a quello che secondo molti dei presenti, anche quelli lontani dall’ambiente del gotha, era “un uomo straordinario”. “Stimavo il duca – dice il vice presidente della Provincia di Parma, il Democratico Pierluigi Ferrari – la sua storia personale ne ha fatto un grande personaggio. Qui a Parma con gli anni ha reimpiantato e ridato vigore all’Ordine Costantiniano di San Giorgio, ha fatto tanto per la città ed il territorio e si è fatto voler bene. Tutti i familiari si sono impegnati moltissimo in opere di carità, sono persone molto amate e molto serie”. Persone forse anche abituate a fare senza farsi vedere, perché la folla che si è radunata fuori della Steccata non è che conosca benissimo questo duca dalle ascendenze parmensi.

La funzione, iniziata alle 12 e 15 con l’ingresso nella Basilica della bara avvolta nella bandiera di Spagna, senza stemma, con la scorta d’onore di diciassette cavalieri coperti dai mantelli azzurri dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio e dell’Ordine del Merito sotto il Titolo di San Lodovico, e di una Dama che portava su un cuscino il basco rosso carlista del Duca e tre gigli bianchi, simbolo araldico dei Borbone, è subito emozionante, profonda e suggestiva. Merito del luogo e anche della musica, l’inno dell’Ordine Costantiniano eseguito con il grande organo della chiesa all’inizio della cerimonia. Ad accompagnare il feretro anche le bandiere della famiglia reale, degli ordini cavallereschi, la bandiera legittimista francese e quella carlista e i gonfaloni delle città di Parma e di Berceto, il piccolo centro che qualche anno fa aveva fatto Carlo Ugo suo cittadino onorario. “Questa assemblea composita – esordisce il vescovo di Parma Enrico Solmi, che è anche Gran  Priore dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio – testimonia la dignità e l’onore del nostro fratello. Carlo Ugo ha operato nella sua vita per la pace dei popoli, le sue spoglie sono qui, ma lui è vivo nell’eredità di affetto, nella memoria degli amici e nel segno che ha tracciato nella storia”. Secondo il Vescovo, il quale ricorda anche come “questo giorno di festa sia diventato di dolore, ma anche di speranza”, facendo riferimento alle nozze del nuovo duca Carlo Saverio, programmate proprio per sabato 28 agosto, “l’impegno di Carlo Ugo per lo sviluppo dei popoli e lo studio della globalizzazione sono stati una risposta di fede”.

Al termine della Messa la cripta della Basilica si apre per accogliere il corpo del principe che, come osserva poco dopo il figlio Giacomo Bernando, durante un breve incontro con la stampa, “mio padre qui si sente come a casa, ed ora è con altri 26 membri della sua famiglia”.  I – segue

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I cavalieri dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio entrano nella basilica della Steccata, in  fondo si vede il gonfalone giallo della città di Parma portato da agenti della Polizia Municipale in alta uniforme.

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I figli, le sorelle e la ex moglie intorno alla bara

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L’ingresso in chiesa

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I figli accendono i quattro ceri intorno alla bara del padre, nella prima foto Carlo Saverio con Margherita, poi Carolina e Giacomo Bernardo

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La famiglia ducale, Carlo Saverio, Margherita, Giacomo Bernardo, Carolina, in seconda fila si vedono a sinistra Irene, Annemarie, Tjalling, Teresa e Cecilia

Da sinistra il principe ereditario dei Paesi Bassi con la moglie Maxima e il granduca del Lussemburgo, dietro gli Asburgo, Martin, Sigismondo e Monika

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Mabel e Johan Friso di Orange Nassau e Floris figlio della principessa Margriet dei Paesi Bassi

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Konstantin e Laurentien dei Paesi Bassi

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I carlisti venuti a salutare il loro duca.

 Ecco il servizio video della Gazzetta di Parma con l’arrivo della famiglia reale dei Paesi Bassi.

Sempre dal sito della Gazzetta di Parma ecco due interessanti gallery fotografiche (cliccate qui e qua) che documentano la presenza in città del duca e dei suoi figli.

N.d.R. – per semplicità e per uniformità nel testo, anche per rispetto al materiale informativo ed ai comunicati stampa che ci sono stati forniti dalla segreteria della real casa di Borbone – Parma, tutti i nomi sono stati italianizzati benché i diversi membri della famiglia non abbiano nazionalità italiana. C’è anche chi mi ha fatto notare che forse il principe Emanuele Filiberto di Savoia, francese di lingua, non ha capito subito chi fosse questo Carlo Ugo, da lui conosciuto probabilmente come Charles Hugues. Anche se ha capito dopo al funerale non si è comunque visto.

Copyright foto Casa reale di Borbone Parma

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