Giorgio I conquistato dalla musica sull’acqua

Giorgio di Brunswick-Lüneburg principe elettore di Hannover (1660-1727), arriva sul trono d’Inghilterra grazie alla fedeltà granitica e senza possibilità di abiure dei suoi lontani cugini Stuart alla Chiesa cattolica. In effetti lui, Giorgio, sta benissimo nel suo piccolo regno tedesco e ci mette una paio di mesi a lasciare l’amata Germania dalla quale non si staccherà mai definitivamente. In effetti la vicenda che porta questa dinastia tedesca sul trono inglese (dove si trova ancora oggi) è strana e alla base vi è una rivoluzione di cui gli Hannover non sono né protagonisti, né partecipi neanche nel ruolo di comparse, al massimo ne sono spettatori e poi beneficiari.

 Nel 1688 l’Inghilterra si solleva contro Giacomo II Stuart, odiato per le sue tendenze dispotiche e sospettato di voler restaurare il cattolicesimo come religione di stato. Giacomo ha due figlie di primo letto, Maria e Anna entrambe protestanti e sposate con principi delle stesse convinzioni ed a loro dovrebbe andare il trono. Il re però si risposa a sorpresa con l’italiana e cattolicissima Maria d’Este e da queste nuove nozze nasce un figlio, il quale secondo le norme dinastiche scavalca i diritti delle sorelle. La situazione diventa presto insostenibile e, pressato da tutti coloro che non vedono di buon occhio la politica pro potenze cattoliche (perché di religione si parla in teoria, ma anche di alleanze, di rapporti economici, di interessi) di Giacomo II, sbarca in Inghilterra l’olandese Guglielmo di Orange, marito di Maria.  Al re abbandonato da ministri, nobili e dal popolo, non resta che la fuga. La “felice e gloriosa rivoluzione” è conclusa senza fare vittime, gli Stuart maschi non torneranno mai più sul trono di San Giacomo, sovrane sono in successione Maria insieme al marito Guglielmo II e poi la sorella Anna che muore nel 1714 priva di successori diretti. Nel frattempo però il Parlamento aveva regolato la successione alla corona, escludendo gli eredi maschi di Giacomo Stuart perché cattolici e designando invece di discendenti dell’elettrice Sofia di Hannover, figlia di quella Elisabetta Stuart (figlia a sua volta di re Giacomo I) che nel 1613 era andata sposa a Federico elettore del Palatinato. Una ascesa al trono quella degli Hannover di carattere eminentemente moderno e democratico, non per diritto di conquista o per manovra dinastica, ma per decisione del Parlamento. Da questo momento i rapporti dei sovrani con la nazione saranno molto diversi rispetto al passato, l’antica monarchia per “diritto divino” scompare per lasciar posto ad una monarchia parlamentare.

Il nuovo re, un signore tedesco di 54 anni, dai grossi occhi azzurri sporgenti e dal viso collerico, ha un figlio con il quale non va d’accordo, una ex moglie segregata da anni in una specie di castello-prigione (da quando cioè è stata scoperta la di lei infedeltà) e un certo numero di amanti, tutte una singolare bruttezza.

Giorgio I, contrariamente ai suoi contemporanei è totalmente impermeabile alle seduzioni delle arti figurative  ed all’architettura (infatti le dimore reali inglesi saranno per circa un secolo particolarmente trasandate, almeno fino all’arrivo di quel grande esteta ed appassionato di arredamento che sarà re Giorgio IV), ma da buon tedesco adora la musica. Appassionato ed anche esperto, il sovrano ama l’opera e la musica da camera, nel suo regno di Hannover va spessissimo a teatro, organizza concerti privati ed ha come maestro di cappella un musicista di grande fama: Georg Friedrich Händel. Intorno al 1712 il compositore, che desiderava evadere dall’atmosfera un po’ soffocante della corte hannoveriana, chiede al sovrano il permesso di fare un viaggio, meta prescelta Londra, cioè futuro regno del suo datore di lavoro. Georg Friedrich si trova talmente bene nella capitale del Regno Unito da dimenticare tutti i suoi precedenti impegni e fra una cosa e l’altra gli scade anche il lasciapassare. Giorgio di Hannover, ormai I come re d’Inghilterra, giungendo a Londra due anni dopo trova il suo kappellmeister felicemente acclimatato e la cosa gli dà particolarmente sui nervi tanto da rifiutarsi di riceverlo a corte. E’ allora che il geniale Händel si inventa uno stratagemma per rientrare nella grazie del monarca. Un giorno, mentre il re ed il suo seguito stanno scendendo lungo il Tamigi, dal palazzo di Whitehall a Limehouse, una barca si avvicina al battello reale e sulla tolda una piccola e scelta orchestra esegue una serie suite composte da Händel per l’occasione. L’effetto particolare di quelle note sull’acqua colpisce re Giorgio che chiede per tre volte ai musicisti di ripetere il brano e infine domanda chi ne sia l’autore. Svelato il mistero ogni risentimento scompare, Händel, con la sua “Water Music”, ha saputo riconquistare l’affetto del sovrano il quale gli accorda il titolo di “compositore di corte” e la naturalizzazione inglese. Ecco qui la suite più celebre della serie

 http://www.youtube.com/watch?v=TRNmXwNnB9w&feature=related

Che dite, non lo avreste perdonato anche voi?

Il brano fu concepito per essere eseguito all’aperto e dunque prevede, al fine di una migliore resa sonora, un gran numero di strumenti a fiato oltre che il consueto quintetto d’archi. Nella sua “Guida all’ascolto della musica sinfonica” Giacomo Manzoni parla di “una musica vigorosa, ricca di effetti contrastanti, robusta nell’intonazione, spesso popolaresca, sempre di immediata comunicativa” nella quale “gli strumenti a fiato, che hanno un ruolo preponderante, contribuiscono a dare a tutta la partitura un colorito speciale, assolutamente unico nel suo genere”.

Spero che vorrete perdonare la divagazione musicale, questa storia mi è tornata davanti molto di recente e volevo raccontarvela. In effetti mi sono fatta un regalino di compleanno in ricordo del mio lavoro più bello. Seguire l’ufficio stampa dell’Orchestra  Filarmonica Marchigiana voleva dire soprattutto andare ai concerti e da sempre sono convinta che uno degli spettacoli più belli della natura sia vedere un’orchestra che suona. Alla prossima.

ps il link su you tube è quanto di meglio sono riuscita a scovare, se trovate qualcosa di meglio fatemelo sapere. 

 

 

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