Il principe Filippo compie 99 anni, lunga vita al duca di Edimburgo

WINDSOR, ENGLAND – JUNE 1: (NO SALES) In this handout photo issued by the Press Association, Queen Elizabeth II and the Duke of Edinburgh pose in the quadrangle of Windsor Castle ahead of his 99th birthday on Wednesday, on June 1, 2020 in Windsor, United Kingdom. The Queen is wearing an Angela Kelly dress with the Cullinan V diamond brooch. The Duke is wearing a Household Division tie. (Photo by Steve Parsons/Press Association via Getty Images)

Il principe Filippo duca di Edimburgo, quinto figlio ed unico maschio del principe Andrea di Grecia e di Alice di Battemberg, oggi 10 giugno compie 99 anni. Filippo, anzi Philip, nasce greco ma anche un po’ danese perché suo nonno, re Giorgio I di Grecia è figlio di Cristiano IX di Danimarca. I cugini di suo padre sono lo zar di Russia, il re di Norvegia e quello di Danimarca. Sua nonna Victoria di Assia-Darmstadt, cugina di re Giorgio V, era la sorella della zarina Alexandra Feodorovna ma sono soprattutto due le persone che contavo davvero nella sua esistenza di ragazzino praticamente senza famiglia e risorse economiche: Marie Bonaparte, la ricchissima moglie di suo zio Giorgio di Grecia, che gli paga gli studi a Parigi e Lord Louis Mountbatten, il fratello minore di sua madre e il futuro ultimo viceré dell’India, vero e proprio artefice del suo futuro.

È lo zio ad accoglierlo nella sua casa e poi a indirizzarlo verso la carriera nella Royal Navy dove si farà subito notare. È lo zio, si dice, a sognare per primo un’unione importante, quella con la futura regina d’Inghilterra, ma la giovane principessa non ha bisogno di mezzani, lei del bellissimo Filippo si innamora sul serio un giorno di inizio estate durante una visita alla scuola navale di Dartmouth.   

Uomo dal carattere sicuramente complesso, il duca di Edimburgo è una persona molto intelligente, ed è lui a spingere per una sempre maggiore apertura della monarchia verso l’esterno, nonostante il parere contrario dell’establishment e dei funzionari di corte. Filippo, un uomo intelligente, risoluto e deciso, «ha messo un po’ di pepe nella vita della regina, donna conservatrice e molto tradizionalista, ma questo senza mai farle ombra», assicurano le persone che lo conoscono bene.

Il marito della regina però è anche un maschilista, di cui sono noti una certa durezza, il pessimo carattere (sul quale comunque Elisabetta non si è mai lasciata sfuggire una parola) e l’irascibilità. Filippo, famoso per le sue gaffe, per il suo un po’ troppo franco parlare (nel 1969 si rivolge al cantante Tom Jones chiedendogli: «ma lei la mattina fa i gargarismi con la ghiaia?») e per le sue collere piuttosto violente, pare non sia stato un marito fedele. I soliti ben informati assicurano che il principe ha frequentato diverse belle signore, alcune famose (fra cui la scrittrice Daphne du Maurier e l’attrice Shirley McLaine) altre meno, e che ha passato molte serate divertenti nei club di Soho insieme agli amici, fra cui gli attori Peter Ustinov e David Niven. Lui si è difeso facendo notare che con una guardia del corpo costantemente alle spalle le scappatelle sarebbero state difficilmente gestibili.

Quale che sia la verità, il duca è rimasto solido e incrollabile accanto a Elisabetta che ha sostenuto, protetto e difeso nei momenti più bui della monarchia, durante le crisi politiche e quelle familiari.

La sovrana non condivide con il duca di Edimburgo le responsabilità della carica, però cerca n da subito di addolcire questo secondo piano istituzionale: nel cerimoniale di corte il consorte ha la precedenza su tutti, anche sul figlio ed erede, e nelle occasioni pubbliche il duca è sempre accanto alla regina, allo stesso livello, su una sedia o un trono identico.

Al principe però gli onori formali non bastano, Filippo, come lo zio Mountbatten, ama essere sempre al posto di comando, di una nave, di una squadra di polo, della sua casa, ed Elisabetta capisce che deve trovare un’occupazione per questo suo iperattivo consorte, quindi dopo avergli affidato la presidenza del comitato organizzatore dell’incoronazione, lo incarica di supervisionare la modernizzazione delle residenze reali.

Il principe Filippo compie 99 anni

In pochi anni il principe mette a norma e ottimizza la gestione del castello e del grande parco di Windsor, di Buckingham Palace e della tenuta di Sandringham che gestisce con grande passione e secondo il principio della sostenibilità ambientale; il personale accoglie i cambiamenti con scarso entusiasmo, ma lui, tenace e forte dell’appoggio incondizionato della sovrana, riesce ad attuare quasi tutti i suoi progetti. Appassionato di arte alla fine degli anni ‘50 del Novecento, propone di creare uno spazio per le mostre temporanee sul luogo dove si trovava la cappella privata della regina Vittoria, distrutta dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. Il nuovo edificio si chiamerà Queen’s Gallery e al suo interno vengono esposte a rotazione e spesso su tematiche ben precise, le opere d’arte presenti nella sterminata e molto varia Royal Collection, proprietà personale e privata della sovrana ma “in trust for the nation”.

Il principe Filippo compie 99 anni

L’assoluto senso del dovere del principe, la sua devozione alla funzione e alla nazione che lo ha accolto e l’intelligenza con cui ha gestito un ruolo difficile non possono assolutamente essere messi in dubbio. D’altronde Filippo ama rispondere alle critiche citando Rudyard Kipling, il suo scrittore preferito, il quale esalta chi riesce «a far fronte ai trionfi e ai disastri, trattando questi due impostori esattamente nello stesso modo».

Durante il banchetto a Whitehall, in occasione delle celebrazioni ufficiali per le nozze d’oro della coppia, il 20 novembre 1997 (fra l’altro in un momento difficilissimo, a meno di tre mesi dalla morte di Diana), la regina rende omaggio, per la prima volta e senza giri di parole, all’uomo con il quale ha condiviso la vita: «è stato semplicemente la mia forza e lo è ancora» dice la sovrana. «Io, la mia famiglia, la nazione e molti altri gli dobbiamo più di quello che egli ammetterà mai. Molto di frequente, temo, il principe Filippo ha dovuto ascoltarmi, ma abbiamo anche spesso parlato insieme dei miei discorsi e come potete immaginare le sue opinioni sono state sempre espresse con molta franchezza».
«La più grande lezione che abbiamo imparato è la tolleranza, elemento essenziale per un matrimonio felice. Non è una cosa molto importante quando va tutto bene, ma è essenziale quando ci sono dei problemi. E vi assicuro che la regina ha questa virtù in abbondanza» osserva dal canto suo il duca.

Dunque i sentimenti della regina per Filippo non sono mai stati messi in discussione. Il principe è l’unico uomo della sua vita e la sola persona di cui si preoccupa. Il sostegno reciproco, motivato dalla stessa visione dell’istituto monarchico, attenua l’incomprensione che sentono per la nuova era.

Il principe Filippo compie 99 anni

Giocatore di polo, cacciatore come tutti i gentleman britannici, ma anche presidente nazionale del WWF, Filippo è appassionato di ornitologia, un discreto pittore dilettante e uno scrittore prolifico sui temi dell’ecologia e del rapporto fra l’uomo e la natura. Nel 1956 il marito della regina ha fondato il Duke of Edinburgh’s Award Scheme, grazie al quale più di cinque milioni di giovani provenienti da cento Paesi hanno potuto realizzare i loro progetti.

Ufficialmente Filippo non è un principe consorte – vero e proprio “titolo di nobiltà” di cui la sua regale sposa non lo ha mai investito – e, anche se si tratta di una questione di forma, si dice che al duca non sarebbe dispiaciuto affatto, e forse avrebbe contribuito ad addolcire il suo essere costantemente due passi indietro. Dal 2009 il principe è il più longevo coniuge di un sovrano inglese e nel 2011, in occasione del suo novantesimo compleanno, la moglie lo ha creato “Lord Grand’Ammiraglio”, cioè il comandante onorario della Royal Navy, carica in genere occupata dallo stesso sovrano.

Con i suoi occhi di un blu profondo, lo sguardo malizioso e il sopracciglio sempre un po’ sollevato, questo signore quasi centenario, ancora affascinante nonostante gli acciacchi, potrebbe essere un personaggio dei romanzi di Agata Christie, ma in effetti lui si considera più un europeo cosmopolita che un gentleman inglese.

Nonostante le gaffe, la poca diplomazia, il carattere ruvido lui, che non è neanche nato inglese, è stato il più fedele servitore e alleato di una regina che è entrata, vivente, nella leggenda. Nell’autunno del 2017, dopo 65 anni di onorato servizio e dopo avere assolto 22.219 impegni uffciali da solo, effettuato 637 viaggi, pronunciato 5.496 discorsi e pubblicato 14 libri, Filippo si è preso la sua meritata pensione e si fa vedere solo agli eventi familiari. E oggi il principe Filippo compie 99 anni, lunga vita al duca.

La foto del principe insieme alla regina – Copyright: Press Association – è stata scattata la scorsa settimana nel Quadrangle del castello di Windsor.

Comments ( 8 )

  • Trossello

    Giugno 10, 2020 at 8:20 am

    Grazie Marina, bellissimo post come sempre. Marinella

  • maria Antonietta panizza

    Giugno 10, 2020 at 10:23 am

    Ho condiviso sulla mia pagina facebook. Grazie

  • Ale

    Giugno 10, 2020 at 12:29 pm

    un ritratto perfetto del duca, che si può dire ha tracciato la strada per tutti i consorti moderni delle monarchie europee. lo si può dire? ha un albero genealogico fighissimo 😀
    God save the Duke!

  • Pellegrina

    Giugno 16, 2020 at 11:41 pm

    Mah… un matrimonio enigmatico da parte di lui: per la famiglia (cioè per mantenerne e accrescere patrimonio, potere e gloria) tutto; ma per la moglie innamorata? Chissà.
    Trattandosi della visione tradizionalista del matrimonio in ambiente aristocratico, una moglie d’animo tradizionale non ha potuto che accettare e “riconoscere” il modello sociale a lei già familiare.
    Dove Elisabetta è sempre stata indipendente di giudizio è nel voler mettere in chiaro che la sovrana è lei. D’uopo, in una società che ha visto l’emancipazione femminile da pochi decenni.
    Ma nella tradizione della sua omonima predecessrice: non darsi mai maschi padroni, neanche per il più grande amore. D’altra parte era uno straniero e non precisamente di origini amiche. Apparentemente ha preso sul serio il suo lavoro: quando mai avrebbe potuto abitare da signore quel lungo corridoio se la figlia del re non si fosse presa della sua avvenenza? Ha pagato in affidabilità la sua fortuna. Ma di nuovo: l’amore, la capacità di amore in tutto questo dove stava?
    Forse un giorno verranno pubblicate lettere, memorie, storie, chissà. Per ora non sapremo mai davvero cosa sia stato questo matrimonio. Che pare l’opposto di quello dei genitori di entrambi…

  • nicole

    Giugno 19, 2020 at 10:42 pm

    Che dire? Una vita incredibilmente piena di tutto : dolori, solitudine, incertezze dei primi 20 anni.. con determinazione si è fatto largo e alla grande . Sicuramente ha una personalità originale e sfaccettata. Certo non semplice vivere con la regina per antonomasia .. si dovevano piacere i due giovani e , fra alti e bassi, eccoli ancora assieme, sicuramente con affetto e gratitudine reciproca. Lui non uomo comune , senz’altro intelligente e non così ovvio in un ambiente abbastanza di mediocri … forse qualche eccezione, per carità .. non dovrei essere così categorica forse. Il suo mentore lord Mountbatten sicuramente non lo era.

  • Luisa

    Giugno 20, 2020 at 11:34 am

    Nato su suolo ellenico, ma neppure una goccia di sangue greco. Un bel mix di russo, danese, tedesco e inglese. L’unica esponente della famiglia reale ad avere nelle vene sangue greco fu Alessandra nata nel 1920 da re Alessandro I e di Aspasia Manos. Una donna bellissima, di antica nobiltà bizantina ma fuori dal giro delle famiglie reali europee e pertanto osteggiata. Il matrimonio morganatico durò solo pochi mesi, Alessandro morì ad appena 27 anni per il morso di una scimmia. Il padre di Filippo, Andrea, gli diede il nome che Alessandro avrebbe voluto dare al primogenito, qualora fosse stato maschio. Alessandra sposò Pietro II e divenne regina, di Iugoslavia, ma da ragazzina nutriva grande simpatia per il biondo cugino e nella sua autobiografia parla molto di lui e del matrimonio con Elisabetta..

    1. Luka

      Giugno 21, 2020 at 9:32 pm

      Alessandra di Jugoslavia pubblico’ nel 1957 le sue memorie: Per l’amore di un re.
      Un interessante memoriale che lessi anni fa , o forse decenni? – in per estito dalla biblioteca perché introvabile nelle librerie, oggi è reperibile su diversi siti on line.

      In effetti i coniugi Alessandra e Pietro II di Jugoslavia erano molto vicini ai sovrani inglesi, dai quali avevano trovato rifugio , consolazione e purtroppo una mancata serenità personale e di coppia.

      Nominare un sovrano di un paese estero, ed evitare contaminazioni con l’aristocrazia o nobiltà autoctona, sopratutto nel corso del secolo XIX aveva un duplice significato: evitare giochi di potere nel neonato paese tra gli esponenti locali ma sopratutto essere pedine delle vere potenze europee.

      Il nostro Filippo non ha sangue greco e probabilmente non si è mai sentito ne greco ne mediterraneo : un carattere passionale ma come lo può essere un tedesco o un inglese . Un carattere più idoneo anche per Elisabetta…..ve la immaginate sposata – non nel senso anagrafico ma come carattere e personalità – ad un caliente Juan Carlos?

  • Luka

    Luglio 8, 2020 at 9:41 pm

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    Il primo luglio scorso il principe Alessandro di Serbia ha pubblicato nel suo profilo Facebook questa foto della sua infanzia con papà Pietro II, mamma Alessandra e nonna Aspasia; probabilmente sono in UK e quasi sicuramente uno degli ultimi – e rari – momenti sereni di famiglia, grazie alla forte personalità e carattere propio di Aspasia.

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