Bicentenario della battaglia di Waterloo

 

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Il 18 giugno di 200 anni fa Napoleone Bonaparte combatte in Belgio la sua ultima battaglia. Il bicentenario di Waterloo verrà celebrato sabato 20 con una grandiosa ricostruzione dello scontro alla presenza dei rappresentanti delle nazioni coinvolte mentre oggi sui svolgerà a partire dalle 10 (la televisione belga trasmetterà la diretta, link qui http://playtv.fr/television/tv5-monde/) della cerimonia di commemorazione. Saranno presenti, oltre ai sovrani del Belgio, anche i discendenti dei comandanti generali degli eserciti belligeranti: il duca di Wellington, il principe Jean-Christophe Napoléon, il principe Blücher e il re Willem Alexander dei Paesi Bassi.

Jean-Christophe Napoéon in realtà non discende in linea diretta da Napoleone Bonaparte, ma dal fratello minore Gerolamo re di Westfalia che comunque era presente alla battaglia.

Alle 11 dopo i discorsi di rito i presenti depositeranno una corona di fiori ai piedi del memoriale poi dopo un minuto di silenzio il duca di Wellington e il principe Napoléon si stringeranno simbolicamente la mano. Quindi verranno eseguiti l’inno europeo e delle musiche militari degli eserciti, tedesco belga, inglese, francese e olandese e infine la  Brabançonne.

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Ieri prima stretta di mano, da sinistra il duca di Wellington, il principe Charles Napoléon e il principe Blücher

Napoleone, pur con i tanti punti oscuri, è un personaggio straordinario ma per quali motivi, nonostante le sconfitte, gli errori, i massacri è ancora un mito? Per il Codice civile? Forse, ma non solo. Ernesto Ferrero nel suo “Lezioni napoleoniche – sulla natura degli uomini, le tecniche del buon governo e l’arte di gestire le sconfitte” (Mondadori 2002) ci fornisce la sua chiave di lettura. Secondo Ferreto (autore di N un romanzo dell’esilio elbano dell’Imperatore da cui Paolo Virzì ha tratto un divertente film) Bonaparte ha introdotto nella Storia “la speciale categoria del Merito, sostituendola a quella del diritto ereditario, che premia anche gli incapaci”. Da semplice rampollo di una famiglia corsa di non eccelse condizioni si eleva alla dignità imperiale ed apre i più alti gradi del potere e della gloria ai figli del popolo che sanno servire il loro paese. Napoleone dimostra che “non c’è linite all’intraprendenza, al coraggio ed alla fantasia creatrice”. E non mi pare poco.

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Questo è tutto ciò che la tv belga mi ha permesso di vedere, poi si sono accorti che stavo guardando dall’Italia, la pubblicità quella però la posso vedere.

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