Signore e signori, il Risorgimento è servito

risorgimentoHo capito molto presto che io e la scuola non eravamo fatte l’una per l’altra. Per la precisione quando un ragazzino delle medie, posto di fronte alla necessità di definire due periodi storici assai lontani mi ha detto serafico: “scusi prof, ma che differenza c’è fra Rinascimento e Risorgimento? Rinascere, risorgere, ma non è uguale, non vogliono dire la stessa cosa?”. Di fronte ad una tale affermazione e visto che mi sono trattenuta a stento dal frullare il fanciullo fuori dalla finestra, ho deciso di seppellire la mia carriera di insegnante e ho fatto altro. D’altronde ero appena laureata ed ancora piena di illusioni. Questo per significare a tutti voi che, già da tempo, il patrio Risorgimento, uno dei momenti più esaltanti ed eroici della nostra storia nazionale (almeno secondo me), in effetti tocca poco, per non dire pochissimo la sensibilità comune e l’immaginario collettivo. Oggi poi fra revisioni e voglia di federalismo è ancora peggio e le celebrazioni per il 150mo anniversario dell’Unità, programmate nel corso di tutto il prossimo anno, sanno tanto di “lo devo fare, ma non ne ho nessuna voglia”.

Ad ogni modo io nel Risorgimento ci credo, sarà anche solo perché mio nonno, repubblicano storico, aveva in soggiorno i ritratti di Mazzini e Garibaldi e ci ha cresciuto nel culto dell’unità d’Italia, dell’impresa dei Mille, del sacrificio di tanti giovani andati a morire per un ideale che era quello della nascita di una nazione e della cacciata dello straniero invasore ed oppressore. Qua nelle Marche la situazione era poi se possibile anche più difficile causa presenza di uno Stato della Chiesa, abbastanza deciso a non mollare, e di un Papa-re – marchigiano, anzi per la precisione nato a Senigallia dalla famiglia comitale dei Mastai-Ferretti – che più reazionario di così non si poteva.

Qua nelle Marche, inoltre, di garibaldini non se ne è visto neanche uno (avete presente “obbedisco”?), però il nostro momento di orgoglio patrio ce l’abbiamo avuto anche noi con la battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860), la liberazione di Ancona e l’ingresso, pochi giorni dopo, di re Vittorio Emanuele II con annessa sfilata dal porto verso il centro della città.  

Ma che c’entra il Risorgimento con Altezza Reale? C’entra, c’entra poiché a parte i garibaldini e l’Eroe dei due mondi, Cavour, Mazzini e qualche decina di migliaia di giovani mandati allegramente al massacro (leggi battaglia di Solferino), attori e registi delle vicende che portarono alla creazione della nazione italiana furono tutti i sovrani del momento. Tutti, anche quelli più lontani e apparentemente disinteressati che però giocarono sullo scacchiere europeo la loro partita fatta di “io ti do un pezzo qua, tu mi dai un pezzo là, io taccio e faccio finta di non vedere, tu anche e se fai sposare tua figlia a mio cugino io ti mando anche un battaglione di soldati…”.   

Lunga premessa per dire che in questo periodo mi sto dedicando moltissimo al Risorgimento e pochissimo al sito che però è anche un blog personale, quindi ho deciso di raccontarvi cosa sta succedendo.

Parlare di Risorgimento ed annoiare a morte è facilissimo. La storia seria e compunta ha pochissimi estimatori, anzi ormai quasi nessuno, se vogliamo escludere qualche vecchio erudito mummificato in una delle istituzioni create appunto in epoca post unitaria. Ricordare fatti lontani, decisivi per il nostro presente è difficile e il rischio di cadere nella retorica sempre pericolosamente in agguato. Noi dell’associazione “Società di Danza” abbiamo deciso di ricordare i 150 anni dell’unità italiana in un modo diverso. Domenica 30 maggio la corte del Castello di Falconara Alta (gentilmente messa a disposizione dal Comune di Falconara e nella fattispece dall’assessore alla Cultura Stefania Signorini che fin da subito ha creduto nel nostro progetto) accoglierà un Gran Ballo Risorgimentale a cui prenderanno parte oltre 70 danzatori in abiti d’epoca. Elegantissime dame in crinolina e distinti cavalieri in frack saranno i protagonisti di un immaginario ballo organizzato nelle Marche pochi mesi prima della battaglia di Castelfidardo, del Plebiscito e dell’unione con il nuovo regno d’Italia. Una vera grande festa sociale, così com’era in uso nell’Ottocento, che però nasconde un aspetto segreto. Il ballo infatti è l’occasione che i patrioti (costretti al silenzio ed alla segretezza dal sempre più duro regime pontificio) creano appositamente per incontrarsi e diffondere le ultime attesissime informazioni, sulle battaglie, sull’impresa epica e recentissima del generale Garibaldi e sulle annessioni in corso nel nord e centro Italia. Fra valzer, quadriglie, marce, contraddanze e mazurke, dame e cavalieri si passeranno notizie e si racconteranno i fatti più salienti di quei mesi convulsi. La finzione che andrà in scena al Castello, però è molto vicina alla realtà, perché i gran balli sono, per tutto il XIX secolo, un momento di incontro e di relazione e negli anni della lotta risorgimentale diventano anche un luogo privilegiato, alla pari dei teatri, per la diffusione delle idee federali, unitarie e democratico-liberali. Le danze tradizionali di quel periodo, guidate dal maestro di cerimonie Roberto Lodi, saranno precedute da una breve lettura teatrale con le voci di Francesco Alpini e Stefano Ranucci. Della Società di Danza e dei balli ottocenteschi vi ho già parlato qua. Per il promo dell’evento e per ascoltare un piccolo brano della lettura teatrale andate qui. L’iniziativa è stata voluta, pensata e coordinata in tutti i suoi dettagli da Paola Pennacchietti, presidente del circolo anconetano della “Società di Danza”.  

Poi a seguire sempre qui foto e immagini del Gran Ballo e adesso scusate, ma vi devo lasciare, ho ancora da cucire alcune decine di coccarde tricolori.

Le prime foto sono qui, poi ne arriveranno altre. Qui sotto il favoloso gruppo del circolo di Ancona.

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Comments ( 75 )

  • franca

    Maggio 29, 2010 at 2:41 pm

    Proprio così:” Lo devo fare ,ma non ne ho nessuna voglia”. Dove ti scrivo, da dove è partita la grande avventura dell’Unita d’Italia, non si sente alcun afflato particolare nei confronti delle celebrazioni che si dovrebbero organizzare in questa occasione. Forse siamo stanchi di festeggiamenti che ci costano un occhio e dei quali restano detriti da eliminare,in tutti i sensi.Dobbiamo ancora riconvertire il grande Palazzo del Lavoro ,del famoso architetto Nervi, un’enorme struttura che costerà parecchio ristrutturare; c’è ancora la monorotaia di cui non si sa cosa fare. Il tutto risale al 1961!! Ben 50 anni fa’ !! Si sono buttati troppi soldi ,è ora di fare più attenzione ,anche perchè ci sono modi molto più economici e simpatici per festeggiare,come il ballo che organizzate voi, in un castello. Sarà meraviglioso! Aspetto le fotografie quì,sul sito.Auguri ,cara Marina. Franca

  • nicole

    Maggio 30, 2010 at 11:14 am

    Allora oggi ci son le danze!Ma la differenza fra ri-nascere e ri-sorgere gliela potevi dire..poverino. La candida logica dei piccoli è qualcosa che mi ha sempre affascinato.
    Grazie dell’excursus.

  • Il tuo nome

    Maggio 30, 2010 at 11:37 am

    quanti anni aveva quel bambino?

  • Filippo

    Maggio 30, 2010 at 7:34 pm

    E allora cara Marina buon ballo.
    Saluti
    Filippo

  • marina

    Maggio 31, 2010 at 7:09 pm

    @ Nicole, il ragazzino di terza media era da me interrogato sul Risorgimento che ha definito appunto Rinascimento perché gli pareva la stessa cosa. Altro che spiegare, l’avrei lanciato dalla finestra!
    @ anonimo il monello era sui 12-13 anni;
    @ Franca e Filippo grazie per gli auguri, è andato tutto benissimo.
    Ho messo delle foto, ma le ho impaginate male, perdonate.

  • Pricess Elizangela von Starhemberg

    Maggio 31, 2010 at 8:34 pm

    Sono stata per 2 volte a Castelfidardo,
    nel monumento alla unificazione del reino di Italia nel lon tano 1861….
    Congradulazione Sgra Marina bellissima rievocazione storica…

    Elizangela von Starhemberg

  • nicole

    Giugno 1, 2010 at 2:32 pm

    Marina che atmosfera d’altri tempi, sembra il set di un film. Ti ho addocchiata, sai!!Belli gli abiti delle dame. Certo che anche i cavalieri erano tutti perfetti.

  • carlo cetteo

    Giugno 2, 2010 at 2:21 pm

    il limite di talune celebrazioni è che si scordano di uno dei pilastri fondamentali del Risorgimento e dell’Unità nazioanle: la monarchia dei Savoia.

  • Titti the first

    Giugno 2, 2010 at 8:57 pm

    Cara Marina,
    apprezzo molto il suo contributo sul Risorgimento.
    L’attuale dibattito storico su questo periodo della vita italiana ci mette di fronte a questioni ancora irrisolte. Di quel periodo, mi ha sempre affascinato la mistica della patria e i modi usati per propagandare tali ideali. Uno strumento privilegiato è stato senza dubbio il teatro lirico. Amato, diffuso, seguito ad ogni livello sociale, culturale, territoriale, dai suoi palcoscenici nascevano messaggi che tutti potevano cogliere, interpretare anche al di là delle intenzioni dei librettisti e dei musicisti. Così la lettura in chiave politica delle opere liriche avveniva emotivamente: in quelle parole, in quelle musiche si materializzavano gli ideali di pacifica fratellanza tra oppressori e oppressi, tra popoli diversi.
    Senza rendercene quasi conto gli ideali risorgimentali, contenuti nelle opere liriche, sono arrivati fino a noi attraversando le dinamiche insurrezionali di quegli anni, i rapidi cambiamenti politici, le ottuse censure dell’epoca, senza contare le difficoltà incontrate dagli impresari e autori per far rappresentare le proprie opere in teatri che oggi sono italiani, ma che allora appartenevano a Stati diversi, in senso geografico, culturale e politico. Ma, ironia della storia, quei valori di patria e unificazione, tanto amati e tanto strategicamente comunicati allora, naufragano oggi sul litorale dell’indolenza culturale, subendo una trasformazione semantica per un processo di indebita appropriazione. Il coro del Nabucco, ad esempio, ieri associato all’idea di patria, unità della quale l’acronimo VERDI era simbolo, è oggi assurto a strumento propagandistico di idee federaliste se non separatiste.
    Tutto questo per dire che non mi stupisce l’ordinaria ignoranza caprina dimostrata da certi studenti (e non solo) in campo storico, linguistico e letterario.
    Evviva, possiamo esultare, dopo anni di lotta all’analfabetismo assistiamo finalmente all’unificazione del regno del Rinascimento-Risorgimento!!
    A noi non resta che chiedere un cospicuo Risarcimento danni!!

    Buon ballo e complimenti vivissimi per il tema storico!
    Un saluto cordiale, Titti the first.

  • marina

    Giugno 5, 2010 at 7:27 pm

    Innanzitutto mi scuso per la latitanza di questi giorni che sono stati un po’ caotici, fra l’altro in questo periodo riesco a scrivere pochissimo, spero che mi perdonerete.
    @ Elizangela, davvero due volte a Castelfidardo? Be’ spero che abbia potuto vedere anche i dintorni ed il mare oltre al monumento;
    @ Nicole, grazie, si i cavalieri erano splendidi;
    @ Carlo, purtroppo credo che il dopo abbia contribuito a cancellare l’epopea gloriosa. Pensavo, sulla scorta della sua osservazione a qualche post in questo anno di celebrazioni, proprio dedicato ai Savoia ed al Risorgimento;
    @ Titti (può togliere tranquillamente il the first, l’altra omonima non credo verrà più a commentare) concordo con tutto quello che dice e posso aggiungere che il nostro ballo risorgimentale è stato emozionante anche perché eravamo tutti profondamente coinvolti e convinti dell’importanza del ricordo. Il Nabucco lo abbiamo usato come sottofondo per l’ingresso dei danzatori, l’ho scelto io (la Società di Danza usa abitualmente la marcia dell’Aida, ma sarebbe stato un gravissimo errore storico) perché nel mio cuore è legato al Risorgimento. E poi come finale il bellissimo canto “La bandiera dei tre colori”.

  • marina

    Giugno 9, 2010 at 6:24 pm

    Ho cancellato alcuni commenti, fra cui uno mio, perché non c’entravano niente con l’argomento del blog ed in particolare con il tema di questo post, oppure erano solo una provocazione. Si, sono antidemocratica e mi sento anche un filino onnipotente, ma questo blog, fino a prova contraria, è mio.

  • Princess Elizangela von Starhemberg

    Giugno 14, 2010 at 10:39 pm

    Carissima Marina,
    Sono anche una guardia d’onore del pantheon…
    Sono stata anche per la comemorazione per la guardia di Finanza ad ANCONA prima che La ex Reale Famiglia entrassero in Italia, Questa terra Benedetta da Dio e dei cuori caldi e tanto humano che il popolo Italiano hanno cosi grandiiiiiiiiiiiiiiiii…
    Conosco bene la Tua bellissima Regione marche…
    Le sue coline, mare, e tantissimo buon gusto…

    Un forte Abraccio Carissima Lady Marina…

    Elizangela von Starhemberg

  • jacopoamedeo moretti

    Marzo 14, 2011 at 10:52 am

    ho ricevuto questo invito che vi giro:

    mercoledì 16 marzo · 20.00 – 23.30
    Luogo
    Alessandria CCIAA e Museo Etnografico “C’era una volta”
    Creato da
    Quarantuno Laboratorio di gusto e di idee
    Maggiori informazioni
    Programma della serata:
    Sala delle Colonne – Camera di Comercio di Alessandria
    Ore 20,00 Convivio letterario Risorgimentale narrazioni poetiche e rievocazioni enogastronomiche. Recitazione di Enrica Magnagni Bosio, Lorella Miolato, Christian Antinoro e Rosy Wai della compagnia teatrale “Principessa Mafalda”. Presentazione storico gastronomica a cura di Adelio Debenedetti e Franco Priarone.
    Ore 21,00 Storie d’Italia Il Piemonte ed il Regno d’Italia attraverso le biografie di donne e uomini di Casa Savoia. Presentazione del libro Principessa Mafalda Titanic italiano.
    Ore 23,30 Museo etnografico “C’era una volta” piazza della Gambarina Brindisi al Tricolore e degustazioe della Coppa Sabauda.
    Evento organizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon e Monferrato Strada del Vino. Prezzo della serata 20 euro.

    se qualcuno è in zona…..:-)

    j

  • Biagio

    Dicembre 16, 2011 at 4:34 pm

    Buonasera a tutti. Prendendo spunto da alcuni passaggi dell’articolo provo, se non vengo censurato da Marina, a dare un’altra lettura a questo periodo storico chiamato Risorgimento. Non per far polemica, e so anche che non me lo avete chiesto, ma per rispetto di una bellissima nazione di 9 milioni di abitanti che 150 anni fa ha subito l’invasione da parte dei piemontesi, cioè il regno delle due sicilie. Con quale casa reale aveva raggiunto lo splendore di livello europeo lo sapete. Purtroppo ancora oggi debbo constatare come la disinformazione (dei testi scolastici) in merito alle ragioni vere che hanno portato alla nascita del regno d’Italia oscuri la verità, e delle persone chiamate padri della Patria sono stati in effetti e dati alla mano, tutt’altro per la nazione italica. Guardate che cosa siamo diventati nel 2011. Per vostra informazione: il regno d’italia è nato perchè la parte dell’italia corrispondente al regno delle due sicilie diventasse una colonia del triangolo Genova Torino Milano. Cosi come è ancora oggi. Potete quindi facilmente immaginare che chi come me è nato nel sud dell’Italia e non ci lavora, non ha un bel niente da festeggiare. Anzi è un anno di lutto. Grazie per l’eventuale ospitalità.

  • Ale

    Dicembre 17, 2011 at 10:27 am

    caro biagio (posso darti del tu vero?) sono contento che marina non ti abbia censurato. devi sapere che non solo sono di torino e piemontese, che amo profondamente la mia terra e la sua storia ma che sono anche profondamente antiborbonico. ce l’ho solo con quelli delle due sicilie, gli altri non mi hanno fatto niente. e soprattutto non sopporto i rappresentanti odierni della casata per vari motivi che non sto ad elencare. comunque era da tempo che cercavo un sostenitore del regno delle due sicilie per poter farmi chiarire alcuni punti. per esempio tu sei uno di quelli che sostiene che il sud era ricco e fiorente? se si mi potresti spiegare le tue argomentazioni? …. ovviamenete avrò il massimo rispetto per le tue opinioni anche perchè io non mi sono fermato ai testi scolastici, ma visto che mi piace la storia ho approfondito per bene.

  • jacopoamedeo moretti

    Dicembre 17, 2011 at 10:38 am

    BIAGIO
    SEI UN MITO
    grazie…. grazie grazie…..
    hai detto cose sacrosante….che non sono le sole che dovrebbero esser dette…
    se chiedi ai toscani- granducali troverai delle segrete (non tanto) condivisioni…… e lo stesso vale per molti staterelli…. (un po come in altri paesi che si sono uniti dopo secoli o millenni) hanno perso le loro prerogative diritti e facoltà….

    il regno delle 2 sicilie è realmente esistito x quasi mille anni… (anche se diviso in napoli e sicilia) insomma il + antico dopo il vaticano…. splendori ancor oggi presi a modello…e purtroppo incuria e abusi continuano a rovinare….

    napoli era la 3° città del mondo dopo parigi e londra…. prima di madrid vienna o altre

    insomma!!! colonia sabauda…..
    e i savoia stessi… che a torino hanno fatto meraviglie…. poi se so persi tutto…. dignità compresa… ( qualcuno meno…ma siamo la)
    insomma l’iatalia ha perso tanto con questa unità…. ci vorranno secoli per arrivare ad un unità effettiva…. dentro e fuori i confini!!!
    speriamo bene!!!
    grazie cmq per aver scritto…… questo…. è essenziale riuscire a far dire la verità!!!!!!!!!!!!!!!

    j

  • lukas

    Dicembre 17, 2011 at 2:22 pm

    Culturalmente il Regno delle Due Sicilie era un faro luminoso in Europa ancora nell’800: il San Carlo si mangiava la Scala in un sol boccone, produceva grandi menti in moltissimi campi, aveva una legislazione all’avanguardia (al contrario del Piemonte dove, fino a Carlo Alberto, erano ancora in vigore le leggi del ‘700)…anzi, a dire il vero, il regno di Sardegna rimaneva culturalmente e legislativamente il più arretrato della penisola, i codici arrivarono 40 anni dopo tutti gli altri e furono in gran parte copiati da quelli napoletani e austriaci…
    forse le Due Sicilie non erano così ricche e fiorenti, ma il dominio dei Savoia gli ha dato il colpo di grazia

  • elettra

    Dicembre 17, 2011 at 2:30 pm

    Biagio… forse non ci leggi da molto tempo, ma più volte su questo blog si è parlato dell’unità d’Italia e degli errori che ne sono scaturiti, da parte dell’esercito ormai diventato unitario , ma rimasto di base esercito del nord Italia…insieme al nostro amico Filippo , palermitano, e come vedi anche il nostro JAM, ho disquisito più volte…non voglio indirizzarti male , ma se vai all’indietro nei nostri post della tarda primavera ed estate ci troverai tutto…… però posso fartene un breve riassunto, spero che anche Filippo ci legga e mi venga in aiuto…posso dirti che dei miei 46 cromosomi, 23 provengono da Napoli, e me ne vanto… gli altri 23, vengono da quello, che per rimanere in linguaggio risorgimentale,provengono dall’Austro-Ungarico e dal Lombardo Veneto,qualche ascendente garibaldino, i quali garibaldini erano perlopiù bresciani e bergamaschi, e me ne vanto ancora, per cui mi sento autorizzata a dire le cose come stanno…i libri di storia ci hanno insegnato, molte cose sbagliate,…..hanno fatto passare il MIO adorato imperatore Francesco Giuseppe come un repressore, pronto a mandare tutti allo Spilberg o al capestro…. e non era così…FG applicava alla lettera la legge, e ha fatto il suo dovere di sovrano,di quel tempo, fino alle ultime ore della sua vita
    I libri di storia, ANCORA, ci hanno riportato che i Borboni, hanno depredato il sud delle risorse, sono stati orbi e repressivi…anche loro applicavano la legge, ma non era vero che il sud fosse povero ed arretrato… Il regno di Napoli e Delle 2 Sicilie, era tra i più all’avanguardia…ho già detto che la prima ferrovia Napoli- Portici, fu appunto a Napoli, gli scavi archeologici, furono a Pompei , per volere dei Borboni, il regno delle 2 Sicilie aveva un’ economia fiorente una Marina di prima qualità, opere idrauliche ancora efficienti, arte e cultura di prim’ordine, e non esisteva un tour dell’Europa che non prevedesse una puntata a Napoli e a Palermo….
    Purtroppo, tu ( e in questo momento mi rivolgo anche a tutti i nordisti convinti) non sai che grande frattura sia dentro di me, in cui convivono due anime, e forse anche di più, il sapere che i guai del sud non furono i Borboni, ma quello che venne dopo il passaggio (e in questo momento il mio cuore singhiozza) di Garibaldi……la Questione Meridionale – brigantaggio e tutto il resto fino ai giorni nostri- non ci sarebbe stata se ci fosse stato un avvicinamento graduale e soft dei vari stati italiani pre-unità…. migliaia di soldati, ma anche ufficiali borbonici, di famiglie aristocratiche, furono tradotti , come briganti, nelle carceri delle Fenestrelle in val di Susa…posso anche pensare che chi perde una guerra o si oppone ad un regime, non può mettersi a dettare condizioni, ma devo concludere che non ci fu giustizia, e che i veri orbi ed oppressori, furono quelli che vennero dopo l’unità d’Italia….
    Quelli che mi leggono da tempo, già lo sanno, ma per te che sei un nuovo acquisto, anzi ti do il benvenuto,io mi sento molto ITALIANA e lo scrivo maiuscolo, anche se fosse per me, abolirei frontiere, divise (e ho convissuto molti anni con le divise!) religioni, regimi e tutto quello che può essere un limite alla possibilità dell’UOMO di esprimersi e vivere in pace e libero…questo pianeta, benchè bistrattato, è tanto grande e c’è posto per tutti!!!

  • elettra

    Dicembre 17, 2011 at 2:39 pm

    Devo aggiungere che ho molto rispetto per i morti, spesso giovanissimi, del nostro risorgimento e che mi danno molto fastidio certe argomentazioni, di moda negli ultimi anni…e ho detto tutto…..
    devo altresì anche dire che i Borboni 2 Sicilie di oggi, non mi danno troppo affidamento……

  • Dora

    Dicembre 17, 2011 at 3:17 pm

    personalmente il R. l’ho studiato in lungo e in largo, ci ho fatto un esame e una microtesina.

    schematizzando parecchio si può dire che esistono 2 “modi di lettura” del R., quello crociano e quello gramsciano
    (nelle scuole SI TENDE a studiare la versione crociana)

    Croce esaltava il mo(vi)mento risorgimentale come frutto delle idee che covavano in Italia da dopo la Rivoluzione Francese e che più o meno l’italia si sia unita grazie ad una “aspirazione” di tutti i cittadini, senza troppi conflitti, tutti erano d’accordo, c’erano i martiri che hanno dato la vita per la causa e sul loro esempio l’italiani si siano riuniti sotto la guida degli illuminati Cavour e V.E.
    qualcosa di questa ideologia si può trovare in Cuore di De amicis…

    gramsci invece ci va giù polemico, sostenendo che la spedizione dei mille era formata solo da pochissimi volontari e, in sostanza, sostenendo la “colonizzazione” piemontese del resto d’Italia nonchè un sostanziale disinteresse/inadeguatezza dei vari governi a gestire la neonata nazione con le enormi differenze che c’erano tra Nord e sud…
    nei quaderni dal carcere c’è una sezione solo sul R., che, personalmente, consiglio vivamente.
    croce lo potete evitare tranquillamente… 😉

    scusate la lenzuolata polemica ma è un argomento che sento molto vicino…

  • Dora

    Dicembre 17, 2011 at 3:21 pm

    di fatto, il R. italiano è un momento storico particolarmente complesso.
    se qualcuno desidera approfondire posso postare qualche titolo interessante…

  • elettra

    Dicembre 17, 2011 at 5:24 pm

    Giusto per dare una risposta storica, sono andata a rivedere qualcosa che riguarda gli ultimi anni del Regno delle 2 Sicilie e l’inizio dell’unità per quel territorio…
    ….subito dopo la rivoluzione francese, il regno subì un periodo oscurantista, tutti i sovrani erano terrorizzati da quello che era successo in Francia, a maggior ragione a Napoli, dove sul trono sedeva la sorella di M. Antonietta…. in questo contesto si inserisce per qualche anno il periodo napoleonico…. con il congresso di Vienna e il ritorno del legittimo sovrano,Ferdinando II, questi si dimostra subito progressista, e inizia con riforme in campo economico ed amministrativo, diminuisce la fiscalità, con la diminuzione della spesa pubblica e le spese per la corte, diminuisce le pene per i politici che avevano avuto connivenze con Murat, e reinserisce gli ufficiali “ribelli”… dà impulso all’ ìndustria… il tessile di S. Leucio, il conserviero per le tonnare,il vinicolo, in particolar modo a Marsala l’industria marittima…….favorisce il commmercio e impone il monopolio sullo zolfo siciliano, che voleva dire avere il monopolio sull’industri bellica, diminuisce , con il progetto di abolire, la tassa sul macinato…….
    I moti in tutta Europa del 1848, trovano paradossalmente un terreno fertile, nella ricca aristocrazia siciliana e provocano un brutto colpo al Regno, che proprio in quel momento, nella persona del re sta per concedere la costituzione, obbligandolo ad una repressione e a una “sospensione” della costituzione…tutto questo non fa che aumentare l’ostilità verso il re, il quale viene dipinto, dalla stampa liberale europea, come un mostro repressivo….
    Ferdinando II muore quasi all’improvviso nel 1859 e lascia al figlio Francesco II un regno economicamente stabile
    Grazie al clima e alle opere di ingenieria idraulica,l’ agricoltura con le coltivazione del grano in Campania e sul Tavoliere delle Puglie, è fiorente e così quello della frutta e anche del tabacco senza parlare dell’ulivo e della vite anche la pesca è economicamente rilevante…..
    .Nel 1861, Garibaldi consegna a Vittorio Emanuele II un territorio ricchissimo..il regno delle 2 Sicilie aveva:

    -imposte inferiori a tutti gli altri stati pre-unità
    -beni demaniali ed ecclesiastici enormi
    -debito pubblico esiguo, 4 volte inferiore a quello del Piemonte e molto inferiore a quello del Granducato di Toscana
    -classe impiegatizia a meno della metà della Toscana e del regno di Sardegna
    -moneta circolante metallica 2 volte superiore a quella di tutti gli altri stati della penisola

    Direi che non era male….purtroppo chi è venuto dopo non ha capito e non ha saputo continuare in questo modo, o in quel momento non gliene importava, o invece trovò conveniente trovarsi tra le mani un simile patrimonio…. comunque, SCUSATE SE MI PERMETTO, sono passati 150 anni e bisognerebbe mettere da parte tanti inutili campanilismi, e vedere con più interesse il presente, dentro al quale dobbiamo spendere tutte le nostre energie sia del sud che del nord……

  • elettra

    Dicembre 17, 2011 at 6:47 pm

    Il carcere di Fenestrelle è situato in val Chisone…sorry

    se si legge qualcosa intorno a questo argomento, della prigionia e morte per stenti di molti duo-siciliani c’è da dire che non si scosta di molto dai lager nazisti…e i numeri dei deportati, anche per il periodo storico, sembra che non corrispondano alla verità…..

  • elettra

    Dicembre 17, 2011 at 8:10 pm

    Dora… personalmente mi interessa molto questo dualismo nell’analisi della nascita del regno d’Italia della retorica che se ne è fatta, e lo sfruttamento, l’abbandono, e di quella che si chiama piemontesizzazione del sud….ti sarei grata se potendo, potessi scrivere ancora….grazie!

  • Ale

    Dicembre 17, 2011 at 8:37 pm

    concordo su molte cose che sono state dette, va anche ricordata la totale inadeguatezza di molte politiche post unitarie per il sud e sono il primo a dire che lo sviluppo del paese deve passare non solo per il nord ma per tutta l’italia e in particolare per il sud che ne ha tanto bisogno. ma permettetemi di dire alcune cose. per esempio è vero che la napoli portici è stata la prima ferrovia italiana ma è anche vero che dopo quei 7 km non hanno più costruito molto. all’unità c’erano circa 2000 km di ferrovie di 900 solo in piemonte e nelle due sicilie 128, per di più gestite da società britanniche. elettra è vero le imposte erano inferiori ma perchè lo stato forniva pochi servizi, non c’erano infrastrutture, ospedali e scuole; il tasso di analfabetismo era se non sbaglio il più alto d’europa, l’economia era arretrata e il fatto che non ci fosse tana carta moneta in circolazione lo conferma. C’era il latifondo (praticamente non esisteva la piccola proprietà terriera) e una politica economica protezionistica che non favoriva certo la creazione di attività economiche moderne e in grado di reggere la concorrenza straniera e direi anche una buona dose di corruzione (anche se non era una prerogativa di napoli). in più buona parte delle banche erano straniere e quindi i loro guadagni non venivano reinvestiti sul territorio. negli ultimi anni di esistenza il regno delle due sicilie viveva praticamente in isolamento diplomatico, dovuto per lo più alle mancate riforme. è vero anche però che dal punto di vista culturale era ricchissimo. il gran tour finiva sempre con una tappa a napoli. purtroppo queste però non erano e non lo sono ancora molto valorizzate. comunque nessuno è perfetto e speriamo che col passare del tempo l’italia cammini verso il futuro sempre più unita, in fin dei conti siamo una nazione giovane …. tra l’altro non so se lo sapete ma in italia c’è il 57% dei beni culturali mondiali, potrebbero essere il nostro petrolio e invece purtroppo non sono molto valorizzati

  • Ale

    Dicembre 17, 2011 at 8:44 pm

    per le carceri sono cose avvengono a ogni passaggio di regime quando bisogna fare piazza pulita, non so se lo sapete ma nel 1869 il presidente del consiglio menabrea cercò di acquistare un isola nella terra del fuoco dove l’italia avrebbe è il caso di dire deportato tutti i briganti catturati nel mezzogiorno, persone che il più delle volte non erano malavitosi ma bande armate di sostenitori borbonici finanziati da francesco II e dal papa. secondo me è giunta l’ora di dire che al sud fu combattuta una vera e propria guerra civile.

  • Laura

    Dicembre 17, 2011 at 9:27 pm

    Elettra : da siciliana apprezzo moltissimo quello che hai scritto che condivido al 100%. Naturalmente sarebbe ingenuo pensare che il regno delle sue Sicilie fosse in paradiso in terra e certamente accanto a elementi di grande prosperita’ e progresso tecnologico c’erano anche sacche di arretratezza e di poverta’ ma era una nazione in fieri (tutto sommato abbastanza giovane) e che se non ci fosse stata la sciagurata invasione avrebbe avuto un suo sviluppo naturale e certamente migliore di quella catastrofe che e’ seguita all’annessione.
    L’unita’ d’Italia andava fatta ma non in quel modo : penso all’esempio della Germania dove lo stato che era il piu’ ricco (la Baviera) ha continuato ad esserlo e non e’ stato depredato di tutto …

  • Filippo

    Dicembre 18, 2011 at 1:45 pm

    Buon giorno,
    ho letto gli ultimi commenti e con il permesso di Marina devo dire:
    @Elettra, mi hai sollecitato ad argomentare, ma in pratica hai detto tutto e di più, complimenti di più non potrei dire, se non effettuare una ricerca di un elenco lunghissimo di cose fatte al tempo del Regno delle due Sicilie, che qualche tempo fa circolavo su internet e io stesso ne rimasi sbalordito.
    Elettra per quello che hai scritto, in quanto cittadino siciliano (e italiano), con i poteri che non mi ha conferito nessuno, e con il consenso di altri miei corregionali (che scopre essere anche in questo stupendo sito) ti faccio cittadina onoraria della Sicilia.
    E ti dico che la Sicilia, ma tutto il sud dell’Italia, ti aspetta a braccia aperte.

    @Ale, se non sbaglio hai detto di essere molto giovane, in genere apprezzo i tuoi commenti, ma in questo articolo denotano oltre una certa appartenenza geopolitica (nulla da eccepire), una scarsa conoscenza storica, economica e politica del sud dell’Italia e mi dispiace dirtelo ma le tue informazioni sembrano fermarsi ai testi scolastici.

    Il Sud dell’Italia in questi 150 anni è stato depredato, spogliato e gambizzato, dalle regioni nordiche per i propri interessi economici e industriali, e ti dirò che la cosa ci potrebbe pure stare (tutti cercano di portare acqua al proprio mulino) se non fosse che ad aiutare hanno concorso uomini politici corrotti e criminalità organizzata.

    Aggiungo caro Ale, e ne sono convinto, che quello che nel periodo Risorgimentale è stato fatto dal nord Italia ai danni del Sud dell’Italia, oggi si è cercato di farlo ai danni dell’intera Italia Unita da parte di Stati europei che stanno più a nord dell’Italia stessa, naturalmente con mezzi diversi ma il fine era lo stesso, rendere inoffensivo il sud dell’Europa (Grecia, Spagna, Italia e Portogallo).
    Ricordati che c’è sempre qualcuno che è posizionato (geograficamente parlando) più in alto di te che cerca di farti le scarpe.
    Poi non ho capito perchè c’è l’hai tanto con i Borboni delle due Sicilie e con gli altri Borboni no, non credo che il tuo giudizio si basi sul fatto che l’erede legittimo e riconosciuto da tutte le corti europee (tranne che dal re di Spagna per ovvi motivi familiari) abbia sposato Camilla Crociani, che sarà pure una “barbie” ma non mi pare che i Duchi di Castro abbiano dato motivo a scandali e pettegolezzi.

    In ultimo anche io amo la mia terra, ma tutta però, non a spizzichi e bocconi, e a quelli che dicono che tanti cittadini del nord dell’Italia vorrebbero separarsi dal resto dell’Italia dico che sono tutte “panzane”, in caso contrario avrebbero indetto un referendum popolare, ma siccome sono solo panzane………
    Saluti
    Filippo

  • Dora

    Dicembre 18, 2011 at 2:09 pm

    @ elettra
    è un argomento molto lungo e vasto per un blog… 😉
    se ritrovassi la mia tesina (poche pagine che trattano dell’argomento) la potrei spedire anche per mail, ma mi è morto l’hard disk esterno in cui l’avevo salvata e non riesco a recuperarla…
    (non ho il fegato per chiederla al prof… 🙁 )

  • elettra

    Dicembre 18, 2011 at 2:34 pm

    Ale, molte delle cose che dici le condivido…non sono sicura, ma non ho elementi , per suffragare quello che dico, per quanto riguarda l’analfabetismo, che era diffusissimo … anche il nord non brillava per servizi sociali…basta ricordarsi del sottosviluppo del Veneto,dove si moriva di pellagra , come mosche, per esempio…..sapevo delle intenzioni del Menabrea, di mandare tutti i duosiciliani in Argentina, ma con le politiche scriteriate, seguite all’annessione, gli italiani -tanti e non solo meridionali- in Argentina ci sono andati da soli…. è vero quello che successe dopo l’unità fu una guerra civile, che è tra le cose più abiette che possa succedere…..
    Penso anch’io che l’arte e la cultura sono il nostro petrolio e di questo, ne abbiamo giacimenti in tutta la penisola…..
    Sulle carceri, ti dirò, che anche se politicamente il tuo pensiero può essere corretto, io personalmente, rifiuto categoricamente l’arrogarsi il potere di imprigionare ed uccidere, anche se non materialmente, ma di stenti, il prossimo….è vero, è sempre successo, dalla notte dei tempi, si sta facendo ancora oggi, in molti paesi,anche civilissimi e occidentalissimi….. non molti anni fa succedeva in paesi a noi confinanti, come la ex Jugoslavia, però eticamente ci dobbiamo ribellare, se no si può giustificare tutto…e non è così!

    Laura…sono pienamente daccordo..l’unità andava costruita con pazienza e con più tempo,…..sarebbe stato uno sviluppo più organico ed ordinato…l’esempio della Germania, calza alla perfezione!!!!!

  • elettra

    Dicembre 18, 2011 at 3:49 pm

    Dora …non ti preoccupare, grazie lo stesso!!!!

  • elettra

    Dicembre 18, 2011 at 5:03 pm

    Filippo…grazie infinite per la cittadinanza onoraria….scusa se ti ho tirato in ballo, ma era un discorso più volte affrontato insieme…
    io ci credo veramente in questo grande bene comune, che ha bisogno dell’attenzione di tutti e che è bello anche perchè è vario e diverso….la diversità è una ricchezza, non un limite!

  • Filippo

    Dicembre 18, 2011 at 5:55 pm

    Ed ecco qui di seguito riportati i più significativi primati del Regno delle Due Sicilie, che segnarono in maniera profonda la civiltà e la società meridionale nella seconda metà del XVIII secolo e nella prima metà del XIX.

    Nell’Industria:
    •Nell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856 fu assegnato il Premio per il terzo Paese al mondo come sviluppo industriale (I in Italia);
    •Primo ponte sospeso in ferro in Italia (sul Fiume Garigliano);
    •Prima ferrovia e prima stazione in Italia (tratto Napoli-Portici);
    •Prima illuminazione a gas di città;
    •Primo telegrafo elettrico;
    •Prima rete di fari con sistema lenticolare;
    •La più grande industria metalmeccanica in Italia, quella di Pietrarsa;
    •L’arsenale di Napoli aveva il primo bacino di carenaggio in muratura in Italia;
    •Primo telegrafo sottomarino dell’Europa continentale.
    •Primo esperimento di Illuminazione Elettrica in Italia a Capodimonte;
    •Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri;
    •Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa;

    Nell’Economia:
    •Bonifica della Terra di Lavoro;
    •Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
    •Minor tasso di sconto (5%);
    •Primi assegni bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito);
    •Prima Cattedra universitaria di Economia (Napoli, A. Genovesi, 1754);
    •Prima Borsa Merci e seconda Borsa Valori dell’Europa continentale;
    •Maggior numero di società per azioni in Italia;
    •Miglior finanza pubblica in Italia; ecco lo schema al 1860 (in milioni di lire-oro) :
    – Regno delle Due Sicilie: 443,2
    – Lombardia: 8,1
    – Veneto: 12,7
    – Ducato di Modena: 0,4
    – Parma e Piacenza: 1,2
    – Stato Pontificio: 90,6
    – Regno di Sardegna: 27
    – Granducato di Toscana: 84,2
    •Prima flotta mercantile in Italia (terza nel mondo);
    •Prima compagnia di navigazione del Mediterraneo;
    •Prima flotta italiana giunta in America e nel Pacifico;
    •Prima nave a vapore del Mediterraneo;
    •Prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (con ritenute del 2% sugli stipendi);
    •Minor numero di tasse fra tutti gli Stati italiani.
    •La più grande Industria Navale d’Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia, 2000 operai);
    •La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120 alla Borsa di Parigi);
    •Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
    •Minor tasso di sconto (5%);
    •Prima Nave da guerra a vapore d’Italia (pirofregata “Ercole”), varata a Castellammare;
    •Prima Nave da crociera in Europa (“Francesco I”);
    •Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l’America (il “Sicilia”, 26 giorni impiegati);
    •Prima nave ad elica (“Monarca”) in Italia varata a Castellammare;
    •Prima città d’Italia per numero di Tipografie (113 solo a Napoli);
    •Primo Stato Italiano in Europa, per produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno);
    •Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Mostra Industriale di Parigi);
    •Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi)

    Nel campo della Giurisprudenza e Organizzazione Militare:
    •Promulgazione del primo Codice Marittimo italiano;
    •Primo codice militare;
    •Istituzione della motivazione delle sentenze (G. Filangieri, 1774);
    •Istituzione dei Collegi Militari (Nunziatella);
    •Corpo dei Pompieri.
    •Prima applicazione dei principi della Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi;

    Nel settore Società Scienza e Cultura:
    •Prima assegnazione di “Case Popolari” in Italia (San Leucio presso Caserta);
    •Primo Cimitero italiano per poveri (il “Cimitero delle 366 fosse”, nei pressi di Poggioreale);
    •Primo Piano Regolatore in Italia, per la Città di Napoli;
    •Cattedra di Psichiatria;
    •Cattedra di Ostetricia e osservazioni chirurgiche;
    •Gabinetto di Fisica del Re;
    •Osservatorio sismologico vesuviano (primo nel mondo), con annessa stazione metereologica;
    •Officina dei Papiri di Ercolano;
    •La più alta percentuale di medici per abitante in Italia;
    •Più basso tasso di mortalità infantile in Italia;
    •Prime agenzie turistiche italiane;
    Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano;
    •Prima cattedra di Astronomia;
    •Accademia di Architettura. una delle prime e più prestigiose in Europa;
    •Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare;
    •Primo istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio);
    •Prime agenzie turistiche italiane;
    Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano;
    •Primo Atlante Marittimo nel mondo (G. Antonio Rizzi Zannoni,
    “Atlante Marittimo delle Due Sicilie”);
    •Primo Museo Mineralogico del mondo;
    •Primo “Orto Botanico” in Italia a Napoli;
    •Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte;
    •Primo Centro Sismologico in Italia presso il Vesuvio;
    •Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglio;
    •Primo tra gli Stati Italiani per numero di Orfanatrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di Assistenza;
    •Primo istituto italiano per sordomuti;
    •Prima Scuola di Ballo in Italia, annessa al San Carlo;
    •Prima Città d’Italia per numero di Teatri (Napoli);
    •Prima Città d’Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli);
    •Prima Città d’Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste (Napoli);
    •Scuola pittorica di Posillipo (da cui uscì, fra gli altri, G. Gigante);
    •Le celeberrime fabbriche di ceramica e porcellana, fra cui quella di Capodimonte;
    •Teatro S. Carlo (il primo nel mondo), ricostruito dopo un incendio in soli 270 giorni;
    •Scuola musicale napoletana (Paisiello, Cimarosa, Scarlatti);
    •Successo mondiale (e tutt’oggi valido) della canzone napoletana;
    •I palazzi reali.

    Certo questi sono dei primati cui non sempre hanno avuto un seguito, o probabilmente ci sarebbe stato chi può dire il contrario, la storia ci dice che tutto ha preso un’altra piega, inoltre questi primati riguardano in gran parte la regione del nord del Regno delle due Sicilie (oggi la regione campana) dove era la sede della capitale del Regno, (la contrapposizione nord e sud esisteva anche allora nel regno delle due Sicilie), ma di certo i Savoia privileggiavano Torino e non i piccoli centri, così come tutte le corti europee dell’epoca privileggiavano le capitali politiche ed industriali a svantaggio del restante territorio, a meno di un interesse particolare.

    Ancora oggi in Italia, e non solo, esistono piccoli centri montani difficili da raggiungere e in caso di eventi naturali catastrofici rimangono spesso isolati (lo abbiamo visto di recente in Liguria, Toscana, Calabria e Sicilia, ma anche Roma capitale al primo alluvione va in tilt).

    Certo la stragrande maggioranza della popolazione del Regno delle due Sicilie era analfabeta ma negli Stati del nord mica erano tutti professori!
    Se non sbaglio la lingua italiana, intesa come lingua fu quasi universalmente riconosciuta sul suolo italiano con l’avvento della televisione, (M.Bongiorno se ne faceva un vanto) e ancora oggi ci sono delle frange di ignoranza distribuite su tutto il territorio italiano.

    Un pò d’amaro in bocca viene, quando si vedono tutte quelle “cattedrali nel deserto” lasciate a nostro ed al loro ricordo da imprese delle regioni del nord, incentivate dai vari governi di turno, a venire qua giù a rimpinzarsi di finanziamenti che successivamente venivano fatti migrare al nord assieme a tanta povera gente in cerca di una stabilità.

    Ma tutto questo livore tra nord e sud, alimentato dai media, non serve a nessuno, in questo 150° dell’Unità d’Italia dovremmo pacificarci tutti, e visto come vanno le cose rimboccarci le maniche e cercare di ricostruire insieme, nord e sud, est e ovest, nel ricordo di chi ci ha messo il sangue per questa Italia tutta, oggi tanto ma tanto depredata.
    W L’ITALIA!

    P.S. forse ho scantonato un pò bho! non so………., ma sicuramente niente di personale (e mi rivolgo in particolare ad Ale che affettuosamente saluto).
    Saluti
    Filippo

  • Filippo

    Dicembre 18, 2011 at 6:00 pm

    @Elettra, ma scusa di che, come vedi ho argomentato pure due volte, e devo dire che questo pomeriggio passato in casa mezzo influenzato è volato via.
    saluti
    Filippo

  • Ale

    Dicembre 18, 2011 at 6:28 pm

    io non dico che al nord fosse tutto rose e fiori perchè sarebbe una bugia .. dico solo che al sud erano un pò più arretrati, soprattutto a livello economico. siccome sento dire da molte parti che il sud prima dell’unificazione era l’arcadia ho cercato un confronto perchè credo che confrontarsi con altre persone sia sempre un motivo di crescita. filippo ti posso assicurare che non mi sono fermato al livello scolastico e ho approfondito molto. negli ultimi anni ho letto molto (biografie e libri di storici importanti) su cavour, sul risorgimento e sull’italia preunitaria. molte volte penso a cosa avrebbe potuto fare cavour per l’italia unita e per lo sviluppo del mezzogiorno, visto quello che ha fatto per il regno di sardegna in dieci anni. comunque non si fa la storia con i se e con i ma. il motivo per cui mi stanno profondamente antipatici i borboni delle due sicilie non è certo perchè regnavano sul sud, terra che mi piace molto e a cui sono anche legato da vincoli di sangue (un trisnonno di mio padre era un maresca di sorrento), o perchè hanno fatto matrimoni diseguali, anzi ho il massimo rispetto per molti esponenti di questa dinastia; probabilmente è nata dalle offese che sono state fatte, soprattutto dagli ultimi esponenti, al risorgimento e all’unità d’italia, ideali ai quali credo molto (per i quali i miei antenati hanno anche combattuto) e che devo difendere anche da alcuni miei amici che purtroppo sono leghisti e certe cose non le possono capire!

  • nicole

    Dicembre 18, 2011 at 6:48 pm

    Filippo quando dici:

    “Il Sud dell’Italia in questi 150 anni è stato depredato, spogliato e gambizzato, dalle regioni nordiche per i propri interessi economici e industriali, e ti dirò che la cosa ci potrebbe pure stare (tutti cercano di portare acqua al proprio mulino) se non fosse che ad aiutare hanno concorso uomini politici corrotti e criminalità organizzata.”

    SONO PERFETTAMENTE D’ACCORDO CON TE!
    Per una volta lasciatemi usare il maiuscolo.
    Ma gli uomini politici corrotti non erano degli alieni, erano e sono in stragrande maggioranza degli uomini del Sud che affossavano la loro terra per lucro proprio.Su collusioni criminalità- politica..beh lasciamo perdere, non è il luogo.

  • marina

    Dicembre 18, 2011 at 7:47 pm

    come avevo scritto qui sopra io al Risorgimento ci credo. il fatto è che questo anno di celebrazioni un po’ obtorto collo mi ha fatto riflettere un po’ di più sulla questione. nelle prossime settimane parlerò con un collega che ha scritto un libro sull’argomento, poi magari di racconto. al di là di tutto e di tutto quello che avete scritto personalmente – come ho già detto, forse – non so se avrei desiderato restare sotto allo Stato della Chiesa, non so…

  • elettra

    Dicembre 18, 2011 at 9:16 pm

    Marina ……ahahah! hai ragione! non una ma cento volte!Con lo stato pontificio…no, proprio no! quello poi, non avrebbe mai mollato l’osso, altro che unità d’Italia indolore!!!!!! Altro che confederazione democratica e senza spargimento di sangue! e inoltre aveva anche l’arma della scomunica!!!!
    Infatti pensa che Ferdinando II amava dire che il suo regno era al sicuro perchè era tra l’acqua santa e l’acqua salata…con quel po’ po’ di baluardo!!!!!
    Aspetto con interesse gli aggiornamenti che ci hai promesso!

    Filippo..wow…non ho parole!….giuro, proprio giuro che un elenco così nutrito non me l’aspettavo!!!!
    Grazie!

    Ragazzi mi sta venendo in mente solo adesso che senza il Risorgimento, io non sarei mai nata!!!!!!!!!

  • Filippo

    Dicembre 18, 2011 at 10:25 pm

    @Nicole, ribadisco quello che ho scritto, ma tengo a precisare che la corruzione e la criminalità non è un monopolio tutto meridionale, non credo proprio che gli angeli stiano al nord e i diavoli tutti al sud, perchè se no devo credere all’esistenza di Babbo Natale.

    @Ale, non so a quali offese dei Borboni di Sicilia ti riferisci, mi sembra di capire da quanto scrivi che qualcuno di loro ha fatto delle affermazioni negative sulla nascita dell’Italia Unita.
    Ma cerca di capire una cosa i loro avi sono stati sbattuti fuori dal loro Regno, amati o non amati dal loro popolo, era pur sempre il loro Regno, nessuno dichiarò loro lo stato di guerra, è stato tutto un complotto politico tra il Piemonte e la Francia con l’Inghilterra che tenne ben chiusi gli occhi (c’è l’aveva con i Borboni per la questione delle miniere di zolfo siciliane).
    Questo complotto, che sfruttò lo spirito unitario dell’Italia e lo spirito autonomistico della Sicilia sfociato nei moti rivoluzionari avvenuti qualche tempo prima in Sicilia, non avrebbe funzionato se non avessero mentito a Garibaldi stesso, infatti lui non si sarebbe mosso in aiuto di un popolo vessato senza che questi avesse chiesto aiuto, e naturalmente non voleva partire senza il patrocinio di Vittorio Emanuele II, la sua garanzia.
    Una volta sbarcati in Sicilia fu facile trovare proseliti presso la povera gente e far credere loro che tutto sarebbe cambiato, ma come scrisse poi qualche hanno più tardi Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo “”tutto deve cambiare perché tutto rimanga tale e quale“” e così fù:
    tolsero un Re e ne misero un altro; c’erano i nobili con i loro feudi e ci restarono; c’erano poche tasse poi c’è ne furono di più; non c’era un esercito coscritto e poi ci fù; prima c’era analfabetismo e continuò ad esserci; prima c’era fame poi c’è ne fù di più perché i coscritti erano braccia tolte alla terra e alle famiglie; non c’era il brigantaggio e poi ci fù.
    La delusione dei meridionali e dei siciliani in particolare la troviamo nei Malavoglia di Verga contemporaneo della caduta del Regno delle due Sicilie.

    Detto questo pensi che i Borboni possano plaudire all’Unità d’Italia, direi proprio di no!
    Anzi mi meraviglierei del contrario.
    Nessun uomo derubato di un proprio bene plaude il ladro!

    Con le dovute distanze oseri comparare la spedizione dei mille con i raid della Nato sulla Libia.
    Certo Francesco II non era un tiranno come Gheddafi, ma cosa è cambiato o sta cambiando in Libia, nulla! prima c’era Gheddafi adesso c’è un manipolo di “beduini” che presto o tardi ricomincerà a vessare il popolo libico, (in Egitto lo stanno già facendo).

    Hai ragione Ale, come tu hai scritto la storia non si fa con i se e con i ma, bene o male la storia è stata già scritta, e ci ritroviamo in uno Stato che scricchiola da tutte le parti e se non lo vogliamo fare affondare dobbiamo essere tutti uniti a coprire le falle dei vari disonesti di turno.
    saluti
    Filippo

  • Biagio

    Dicembre 19, 2011 at 12:21 pm

    Buongiorno a tutti. Ho letto tutti i commenti e debbo dire innanzitutto che siete delle persone fantastiche con le quali è un piacere scambiare opinioni e fatti.
    @Ale
    Sicuramente mi puoi dare del tu. Le mie argomentazioni in merito all’ex regno delle due sicilie sono le stesse di quelle sviscerate dai post che si sono susseguiti al mio. Voglio però aggiungere due cose:
    La prima è che dobbiamo per un momento rimanere con i piedi per terra, e pensare che le guerre o le invasioni, non si fanno per ideali ma per interessi (economici e non). Quindi il mio primo disappunto è che si è fatto passare attraverso i libri di storia il messaggio negativo del Sud dell’italia, cioè sud= inferiore, meno, negativo, per nascondere o giustificare il vero fine dell’invasione delle due sicilie.
    A supporto di questo consiglio di leggere il libro di Nicola Zitara “l’invenzione del Mezzogiorno. Una storia finanziaria”, e “Terroni” di Pino Aprile.
    La seconda è che non sono un monarchico. Ma non posso non guardare con simpatia a Ferdinando II che “s’inventò” San Leucio, tante per dirne una, o per Francesco II che è rimasto sotto le bombe di Cialdini a Gaeta per tre mesi (e si arrese per una epidemia). Un eroe.
    Ma soprattutto quello che oggi si rimpiange è che le due sicilie erano una nazione che guardava al futuro, ed è stata ridotta come ho detto prima a quella che oggi è. Come è potuto succedere? Nei libri di scuola mi dispiace ma non c’è scritto. Ti devi sciroppare il libro che ti ho consigliato.
    Anche io sto leggendo tanto, ma dopo aver letto una decina di libri di scrittori più o meno contemporanei, adesso o per le mani due testi scritti appena dopo l’infausto evento e sono “Storia delle due Sicilie” di Giacinto de Sivo, e “De Naples a Palerme” scritto da Monsieur P.F.J. Poli (è in francese).
    Bene le due letture servono per conoscere i fatti di cronaca (anche se di parte nel caso della “Storia delle due Sicilie”) ed avere un riscontro più genuino delle vicende di quei tempi. E credo che sono indispensabili per travare le risposte in diretta alle tue domande.
    Sono anche io innamorato profondamente della mia terra (sono calabrese) ma dopo la nascita del regno sabaudo ci sono toccati emigrazione, emigrazione , emigrazione, e degli ottimi cani da guardia (leggi criminalità organizzata) contro l’imprenditoria privata e la legalità (due esempi su tutti: cerca su Wikipedia O.M.C e/o la strage di Portella della Ginestra), e denigrazione, denigrazione e denigrazione (che tutt’ora continua). Mentre al resto dell’italia sono toccati supporto e finanziamenti. (Certo sono arrivati anche al sud i finanziamenti, ma tutti ancora oggi si divertono a sciorinarli così come sono ma senza rapportarli a quelli del resto d’Italia).E braccia per lo sviluppo economico. Braccia del sud italia ovviamente. Così come la borghesia Siciliana 150 anni fa ha accolto a braccia aperte l’ex mercenario decantato da Dumas, oggi nuovi scellerati del sud italia hanno permesso che i fratelli d’italia detentori della grande distribuzione alimentare facessero prima delle offerte da pezzenti agli agricoltori della Campania “felix” (che hanno regolarmente rifiutato e rimanendo di conseguenza con i prodotti invenduti), e poi di far interrare i rifiuti tossici in quel paradiso per l’agricoltura. Su questi fatti la nazione mi vacilla il concetto di fratelli d’italia stona. Mi viene da chiedermi che fratelli sono questi che mi danno i soldi solo per mangiare nel loro ristorante?
    Altra cosa: E siccome mi sembra di aver capito che i Borbone delle due sicilie non ti piacciono ti dico una cosa:
    Un anno ci fu una carestia di grano nelle due sicilie. Ferdinado II per evitare che i prezzi salissero alle stelle e quindi fosse non accessibile ai meno abbienti, importò del grano per calmierare tali prezzi. Che dici secondo te era uno come lo hanno dipinto il Re Bomba? Vogliamo confrontarlo con il padre della patria che invece acquistava grano e non lo vendeva per fare speculazione. O con quell’altro che ha fatto bombardare genova nel 1848? Sul planetario eroe ho steso invece da tempo un velo pietoso. Sono davvero divertenti le pagine in merito scritte da De Sivo.
    E si caro Ale. Tra il 1860 ed il 1870 sono successe cose inenarrabili. Roba che fa piangere.
    @Jacopoamedeo moretti
    Grazie sei troppo buono. E’ solo che mi piace essere preso in giro solo perchè non si è informati. Ed i risultati sono questi. Sono convinto anche io che un federazione di stati sarebbe stata almeno per le due sicilie la migliore soluzione. Ma i massoni inglesi ed italiani purtroppo avevano altri progetti.
    @Elettra
    Mi sono imbattuto in questo sito per caso perchè volevo saperne di più Francesco II (solo curiosità) ed era la prima volta. Grazie per il benvenuto. No, non potevo sapere quindi della tua sofferenza. Ma aggiungo questo: Un giorno da bambino vidi una foto bianco e nero formato tessera di un vecchio con baffi bianchi e giacca di velluto. Chiesi a mio padre: Chi è? E’ mio nonno, emigrò in america, mi rispose (mio padre è nato nel 1927). Giro la foto e dietro era rimasto un pezzo della pagina del passaporto con lo stemma sabaudo. Quanto dolore a pensarci adesso.
    @Dora
    Il libro Cuore è stato regalato alla mia bambina. La pagina di Cavour l’ho strappata. Quando sarà più grande le farò leggere chi era veramente costui.
    @ Filippo
    Complimenti per le belle esposizioni, mi hai risparmiato un sacco di cose da dire ad Ale. E poi ti chiami come mio padre, e come il nonno sulla foto in bianco e nero.
    @Marina
    Un semplice grazie, ma dal profondo del cuore.

  • marina

    Dicembre 19, 2011 at 12:35 pm

    sapete cos’è la cosa che mi dispiace di più? è la constatazione che l’Italia unita è sempre più solo una espressione geografica. e mi dispiace per mio nonno, persona meravigliosa e uomo serio e severo, che ci credeva nel Risorgimento e nell’Italia unita. sempre più penso che una federazione sul modello tedesco avrebbe fatto maggiormente al caso nostro.
    @ Biagio mi fa molto molto piacere quello che scrivi.

  • lukas

    Dicembre 19, 2011 at 1:34 pm

    hai ragione Marina, è molto triste…mentre si festeggiano i 150 anni dell’unità (con una buona dose di vuota retorica e mitizzazione) ci accorgiamo che il desiderio di D’Azeglio ancora s’ha da realizzare. Garibaldi venne ingannato, è vero, e sognava un’Italia federale (come lo stessi d’Azeglio) in cui le differenze territoriali venivano valorizzate, e non annientate e livellate per la brama di potere e la vanità di una dinastia incompetente e di una classe politica e industriale avara e senza scrupoli. Io al pantheon sono entrato per visitare la tomba dell’unico Grande lì sepolto, tale Raffaello Sanzio 😉

  • Dora

    Dicembre 19, 2011 at 2:03 pm

    @ Biagio
    sono sempre dubbiosa sul rovinare un libro, anche uno pessimo come Cuore…
    vivrà la mitizzazione di Cavour a scuola, non serve strappare una pagina di un libro…
    ma apprezzo che tu voglia fare una doverosa chiarezza storica su una persona che era tutto tranne un italiano…

  • Biagio

    Dicembre 19, 2011 at 4:12 pm

    @Dora
    Sono infinitamente d’accordo con te ma purtroppo non ho saputo resistere alla rabbia. Per quanto riguarda la scuola l’anno scorso ho potuto constatare con piacere sul libro di storia di terza media di mio nipote, che qualcosa sta cambiando. Ad esempio un personaggio del calibro di Carmine Donatelli Crocco, l’ho conosciuto l’anno scorso alla tenera età di 45 anni (dopo essere stato fulminato sulla via di Damasco dal libro di Pino Aprile). Quindi mio nipote a tredici anni ha avuto l’opportunità di sentire anche un’altra campana. A me invece è toccato introiettare il sud arretrato analfabeta povero e tutte le fesserie che sappiamo. Ma la cosa che più mi ha spaventato è stato quando ho chiesto a mio padre se aveva ricordi su storie di briganti magari raccontati da parenti. Mi ha raccontato un episodio ovviamente di sangue di un brigante, ma quando gli ho chiesto del perchè il soggetto in questione fosse diventato un fuorilegge non mi ha saputo rispondere. puoi intuire quale messaggio è passato attraverso le generazioni. Ciò per rinforzare il concetto che i libri sono un bene preziosissimo. C’è sempre qualcuno che scrive la verità vera nonostante tutto. Per quanto riguarda i titoli di libri postali pure. Io sono affamato di testi sull’argomento.

  • jacopoamedeo moretti

    Dicembre 19, 2011 at 5:13 pm

    biagio perdonami cosa intendi con: Ferdinando II s’inventò s.leucio??

    kiss
    j

  • Ale

    Dicembre 19, 2011 at 5:34 pm

    è bello confrontarsi con persone che la pensano diversamente da te, è un motivo di particolare crescita, vi ringrazio tutti per aver contribuito in modo pacato e pacifico, sono abituato ai leghisti coi quali si arriva sempre agli insulti. in fondo siamo una nazione molto giovane e molto campanilistica, speriamo che nel 2061 l’italia sia migliore e più unita. mi diaspiace solo che considerate cavour un bandito e non un innovatore e un gran politico, ma non è il caso di dibattere su questo. vorrei solo dire che si aveva la mamma di ginevra ma era sicuramente più italiano di tutte le case reali presenti in italia.

  • elettra

    Dicembre 19, 2011 at 6:00 pm

    Lukas, a dirla tutta non solo Garibaldi fu ingannato, ma sembra che ci fu anche qualche traditore da parte borbonica, e FrancescoII, che non sarà stato un macho sciupafemmine, ma scemo non era, capì anche qualcosa…il suo prefetto di polizia, Liborio Romano, strinse patti segreti con lo stesso Garibaldi e Cavour…fu lui a consigliare il re a lasciare Napoli per Gaeta, per evitare il cannoneggiamento della città e un inutile spargimento di sangue nella capitale, tanto che Garibaldi arrivò a Napoli in treno…e lui poi ne divenne collaboratore e luogotenente fino al marzo 1861…nel nuovo regno divenne deputato
    Francesco II nel lasciare la città, per Gaeta lo guardò negli occhi salutandolo e non sapendo se fosse tornato o meno, gli disse …..don Libò, ,guardat’u cuollo!! guardati il collo…..e don Libò, non fu il solo, ma certamente il più informato!

  • elettra

    Dicembre 19, 2011 at 6:24 pm

    Ale , devo dirti la verità che anch’io stamattina pensavo la stessa cosa…è bello potersi confrontare ed imparare senza offendersi…il bene e il male come è risaputo stanno da tutte le parti e devo dirti che la possibilità di incontrarsi e di “entrare” e “respirare” anche le culture diverse da quella dove siamo nati è un modo di crescere
    Il nostro paese è bello tutto…pensa che io a volte riesco ad avere nostalgia della nebbia e del suo odore, della sua poesia, di quelle campagne padane, con le rogge e i pioppeti…certo un discorso del genere a uno che non la conosce, può sembrare strano, però è così Però ho anche nostalgia di certi panorami mediterranei della Campania, o Calabria o ancora Sicilia e di certi amici che mi hanno fatto conoscere la loro, ma anche della mia terra, la loro cultura, la loro cucina, la loro ospitalità… e alla fine devo concludere che ,sì, sono una persona divisa in due, per la mia doppia provenienza, e forse senza radici, ma ho radici in tutta la nostra penisola, e di questo sono contenta

  • elettra

    Dicembre 19, 2011 at 6:48 pm

    Ale …guarda io ero proprio a Torino quando fu il centenario , Italia’61….. mi ricordo ancora il cinerama e la monorotaia…tu non c’eri, ma forse tuo padre e tua madre sì e certamente i tuoi nonni…ebbene sono passati altri 50 anni …nel 2061 sicuro non ci sarò più…speriamo che fra 50 anni non ci siano più certe posizioni e magari ti ricorderai dei discorsi fatti su questo blog con un sorriso

  • nicole

    Dicembre 19, 2011 at 7:25 pm

    Jam, mi permetto di risponderti.Già anni fa si accennò alla manifattura si san Leucio e sotto la reggia di caserta postaiquanto segue.

    nicole

    sabato, novembre 28, 2009 alle 15:22

    Si dice, ma credo non ci sia univocità fra storici, che sia Maria Carolina la effettiva mente dietro una raccolta di leggi detta di San Leucio( o Lucio, scusatemi se non ricordo al momento).
    Le leggi regolamentavano il lavoro femminile in una manifattura
    reale.In pratica pare sia , secondo alcuni, la prima raccolta di leggi pensata da una donna con riguardo alle donne. Forse non è giusto dire emanata perchè fu il marito a firmare, essendo re, ma era poco interessato alle faccende per le quali era stato concepito.
    Marina, tu che sei storica di formazione , magari hai più voce in capitolo.Lessi questo in qualche biografia, anni fa.
    Certo che dopo la decapitazione della sorella madame cambiò registro!
    ( Marina, era la sorella, vero? ogni tanto mi perdo in questa selva genealogica!

  • Dora

    Dicembre 19, 2011 at 7:36 pm

    @ biagio
    allora ti consiglio
    Christopher Duggan, La forza del destino, storia d’Italia dal 1796 ad oggi, laterza
    non ti fare spaventare dal peso del tomo perchè scorre velocissimo…

    un piccolo aneddoto “reale” tratto dal libro sopra citato:

    “In un diverso, più realistico, tentativo di innalzare il prestigio del Piemonte presso gli alleati, in autunno [Vittorio Emanuele] si recò in visita a Parigi e a Londra in compagnia di Cavour. faceva parte del gruppo anche d’Azeglio, in parte perchè si riteneva che le sue raffinate maniere patrizie sarebbero state bene accette negli ambienti di corte, ma in parte anche perchè sapeva scrivere e parlare un buon italiano, ed era quindi in grado di mitigare i possibili imbarazzi causati dal fatto che gli uomini più in vista di una delegazione che pretendeva di rappresentare l’Italia avevano una padronanza della lingua nazionale inferiore a quella di Gladstone e o Lord Russel.
    La visita andò bene, malgrado le maniere rudi, le crude battute a sfondo sessuale e la mancanza di tatto politico del re facessero inarcare molti sopraccigli [dev’essere l’altezza che gioca brutti scherzi (o la bassezza, ad essere più precisi…) 😉 ] (“Il faut finir avec l’Autriche- il faut qu’elle soit exterminée” [Marina tri prego, potresti tradurre per bene?????? 🙂 ] diees durante un banchetto ad una scandalizzata regina Vittoria).
    La regina lo perdonò, trovando anzi tonificante la sua schiettezza, e attribuendo con una certa condiscendenza “i suoi difetti” alla “scarsa cultura”, al “pessimo ambiente che si è trovato a frequentare” e al “basso livello della moralità in Italia”.

    miiiiii, che lenzuolata!!!! 😉

  • Dora

    Dicembre 19, 2011 at 7:38 pm

    ps- nel post sopra è sottinteso ma per chi non lo sapesse sia Cavour che V.E. erano di madrelingua francese/dialetto piemontese

  • elettra

    Dicembre 19, 2011 at 9:25 pm

    Le seterie di S. Leucio nascono per volere di Carlo III di Borbone, poi andato a fare il re di Spagna e furono un esempio illuminato di quello che poteva essere un’industria per quei tempi…già in questo periodo ci furono leggi che regolamentavano il lavoro manifatturiero…ci fu un progetto urbanistico per il quale tutti gli operai, uomini e donne avevano diritto ad una casa all’interno della colonia, dotata di acqua corrente e servizi igienici, ogni donna aveva diritto ad una dote,se sposava un altro operaio della seteria, inoltre esisteva una cassa comune per gli indigenti, in cui tutti potevano tassarsi come preferivano…c’era il diritto all’assistenza se anziani o infermi…….
    Per quel tempo mi sembra una cosa molto, ma molto avanzata
    M. Carolina, in seguito, fece firmare al marito uno Stauto che prevedeva un’ istruzione per uomini e donne che vi lavoravano e regolamentava il lavoro in 11 ore giornaliere,una parità di trattamento economico tra uomo e donna, e particolare attenzione al lavoro femminile.
    Dopo l’annessione al regno italiano il progetto urbanisico non fu più attuato e ci fu un periodo di relativa recessione manifatturiera, poi l’industria ricominciò a lavorare
    Le sete di san Leucio sono in tutte i palazzi reali d’Europa,e sono ancora attive…..

  • Biagio

    Dicembre 20, 2011 at 3:50 pm

    Buon pomeriggio a tutti.
    @jacopoamedeo
    Sfortunatamente ho sbagliato Ferdinando. Molto sinteticamente volevo spezzare una lancia a favore di Ferdinando II, ma in effetti l’ho spezzata per suo nonno (Ferdinando I) il quale fondò la Colonia di San Leucio destinando il suo casino di caccia in un luogo di studio prima e di lavoro poi.(manifatture di sete grezze e lavorate). Beh per Ferdinando II, possiamo invece dire che perdonò il suo attentatore, il quale lo infilzò con una baionetta.
    @Ale
    Mi fa molto male quando giornalisti come Rizzo e Stella si divertono in tutte le occasioni a nominare la Calabria solo per i record negativi. Con umiltà e rispetto ti dico che probabilmente l’argomento invasione delle due sicilie lo hai affrontato secondo me non in modo completo. Perchè dico questo. Perchè a me risulta un Cavour non innovatore e gran politico, ma uno che per pagare i debiti contratti con i banchieri Rothschild (per le guerre sostenute contro gli austriaci) e per far fronte all’imminente default del regno sabaudo, invade le due sicilie. Ora tu mi puoi dire che ci vogliono gli attributi per organizzare una tale cosa. D’accordo ma per me Cavour conferma la sua vocazione, cioè quella del giocatore d’azzardo, massone e liberista con i soldi degli altri. Di tipica scuola anglosassone ancora attuale cioè: fai debiti, diventa ricco e fai pagare i tuoi debiti ad altri.
    In merito alla sua italianità. Oggi noi non riusciamo a pensare alla penisola con le frontiere. Bene una volta c’erano. Quindi nessuno era italiano. Cavour conosceva come le sue tasche Parigi e forse anche Londra, ma non è mai stato più a sud di Firenze e per una volta sola.
    La lingua: Tutti i dialetti delle due sicilie sono una storpiatura dell’italiano. Nelle due sicilie i documenti erano scritti in italiano. Tre dei quattro re Borbone che si sono susseguiti erano nati a Napoli e parlavano anche il napolitano, uno era nato a Palermo.
    @elettra
    Aggiungo un’altra frase di Francesco II che pronunciò in quei giorni verso chi l’aveva tradito e che si rivelò esatta: “I Piemontesi non vi lasceranno neanche gli occhi per piangere”. Evidentemente sapeva dove i padri della patria volevano andare a parare.

  • Biagio

    Dicembre 20, 2011 at 3:58 pm

    @ Dora
    Frazie per il suggerimento.

  • Laura

    Dicembre 20, 2011 at 4:58 pm

    @ Dora credo durante la stessa visita a Londra Vittorio Emanuele dovette aprire le danze con la regina Vittoria che fu costretta a tenere tutto il tempo il collo storto per la puzza di “mal lavato” che usciva dalla giacca del re. A quanto riporta Lorenzo del Boca in “Indietro Savoia” nei salotti internazionali il re del Piemonte era considerato un barbaro. Fra l’altro pare che abbia chiesto all’imperatrice Eugenia prima ancora delle presentazione e dei convenevoli se era vero che le francesi non usassero portare le mutande. Non so voi ma tutto cio’ mi ricorda molto il modo di fare di un recente presidente del consiglio italiano …

  • Filippo

    Dicembre 20, 2011 at 5:08 pm

    Buon pomeriggio,
    @Biagio, ti ringrazio, per quanto riguarda il mio nome non so se complimentarmi o meno, nel senso che io non lo amo molto, ma questo mi hanno imposto e questo mi devo tenere, anche perchè mi ci sono abituato :).
    @Ale, ma perchè mai avremmo dovuto urlare e inveire contro di te, tu non lo hai offeso nessuno hai solo esposto quello che conosci o che ti hanno fatto conoscere, guarda che saremo terroni ma non mangiamo nessuno i “nordici a colazione sono indigesti” (scherzo naturalmente), e poi per rispetto al sito di Marina penso che nessuno oserebbe inveire contro qualcun altro, qui siamo a casa sua, e quindi con educazione dobbiamo comportarci, possiamo avere idee diverse, anche con Marina, ma lei non ci ha mai censurato un commento.
    E poi questo è un sito dove tutti siamo accomunati dalla medesima passione per il sogno “Regale” e tutto ciò che ci gira intorno, perchè litigare, bastano e avanzano i litigi che quotidianamente ci dobbiamo sorbire per andare avanti nella vita reale (no Royal)
    Per quanto riguarda Cavour, io non penso sia stato un bandito, penso che sia stato un abile politico che ha portato benessere al suo amato Piemonte a discapito di un Regno meridionale che forse, dico forse, era arretrato, ma sicuramente molto, ma molto, più ricco di tutto i Regni del nord.
    @Nicole, ricordi bene Maria Carolina e Maria Antonietta erano sorelle.
    Salutyi
    Filippo

  • Ale

    Dicembre 20, 2011 at 6:37 pm

    caro biagio permettimi di dissentire, probabilmente io non conosco bene la storia della calabria ma posso dire che tu non conosci altrettanto bene quella piemontese. l’italiano era l’unica lingua ufficiale per i documenti e per gli atti dello stato dei savoia da quando emanuele filiberto nel 1559 spostò la capitale da chambery a torino, prima in savoia si usava anche il francese. fu lui ad imporre la vulgata fiorentina in tutti i suoi domini, anche in quelli di lingua francese. una cosa poi che mi sono dimenticato di sottolineare nei commenti precedenti è che carlo alberto non fu certo il primo in italia a concedere una costizione, se non erro fu proprio ferdinando II il primo, ma suo figlio fu l’unico sovrano della penisola a non abrogarla una volta finiti i moti del 1848. lo statuto albertino non era certo un gran che e aveva i suoi limiti, ma era pur sempre una costituzione che trasformava i sudditi della monarchia assoluta in cittadini sotto un re costituzionale. per dimostrare che cavour fu un grande riformatore basta vedere come trasormò il regno di sardegna negli anni del suo governo: fece prevalere sul re il volere del parlamento, tanto che vittorio emanuele II nonostante l’astio nei suoi confronti non riscì mai a sostituirlo, trasformando di fatto il piemonte in una monarchia parlamentare; annullò gran parte del potere e dei privilegi che aveva la chiesa; costruì le ferrovie, promosse la realizzazione del traforo del frejus; creò la banca nazionale, tramite la fusione della banca di torino con quella di genova; sviluppò l’economia promuovendo una politica liberista, ampliando il mercato interno fino a pareggiare il deficit della bilancia commerciale; abolì la politica protezionistica e abbassò i dazi sul grano fino a quasi eliminarli; sottoscrisse trattati commerciali con regno unito, francia, belgio, grecia, portogallo, spagna, prussia, hannover, russia, tunisia, impero ottomano, persia e con la repubblica del salvador; stabilizzò il bilancio statale, razionalizzando e a volte aumentando le tasse, favorendo la sottoscrizione pubblica del debito pubblico in modo da non dipendere dalle speculazioni dei grandi banchieri, che avevano in pugno la politica economica di molti stati europei; diede un sussidio agli emigrati politici a cui avevano sequestrato i beni e che vivevano in esilio in piemonte; sviluppò l’industria, anche se va detto che non ci fu un decollo industriale che in realtà iniziò negli anni ’70 dell’800, ma ne pose le basi; favorì la modernizzazione dell’agicoltura promuovendo, applicandole anche nel tenute del padre e del fratello di cui era amministratore, l’uso di tecniche innovative, delle prime macchine agricole e l’utilizzo dei fertilizzanti chimici e del guano importato dall’argentina; fu il fautore della costruzione del canale cavour che risolse i problemi idrici delle risaie piemontesi, introdusse nel regno di sardegna la coltivazione degli asparagi e fu uno dei padri del barolo, vino apprezzato in tutto il mondo; laicizzò la scuola e l’istruzione, riformandola con la legge casati, che la rendeva gratuita e ne creava l’obbligo per i primi due anni; favorì la fondazione della società ansaldo e la popolazione di torino nel decennio cavouriano aumentò il di quasi 100.000 unità, di questi solo il 40% era nato nel regno di sardegna; riuscì a far riconoscere come potenza parigrado dagli altri stati il piemonte durante il congresso di parigi e fece tante altre cose. biagio ti posso assicurare che il regno di sardegna non ha mai rischiato di fallire e lo dico non perchè mi hanno indottrinato ma perchè ho letto i rendiconti dello stato sabaudo. è vero era fortemente indebitato e dal 1857 il deficit aumentò ancora, ma per fare riforme struttarali, come quelle che furono fatte, e costruire infrastrutture servivano ingenti capitali e non si poteva fare altrimenti.

  • Ale

    Dicembre 20, 2011 at 6:39 pm

    ah mi scuso se ho scritto un pò tanto ma secondo me erano cose che andavano dette

  • Ale

    Dicembre 20, 2011 at 6:58 pm

    @ laura hai regione .. vittorio emanuele II aveva un comportamento particolare e oserei dire su alcuni aspetti plebeo, anche se per altri ci teneva molto a ricordare a tutti che lui era il re. la regina vittoria lo criticò molto per il suo gusto e per le sue abitudini, ma come scrisse nel suo diario apprezzava molto la sua schiettezza e scrisse anche che (mi sembra che sia già stato detto nei commenti di qualche post) se fosse entrato un drago nel salone durante la festa era sicura che sarebbe stato l’unico a cercare di salvarla. purtroppo per l’aspetto esteriore sembrava tutto tranne che un re, non so se lo sapete ma lui aveva i capelli biondi tendenti al rossiccio e per assomigliare di più al suo amato popolo se li tingeva di nero con il lucido da scarpe, con tutte le conseguenze che potevano esserci quando faceva caldo e sudava…

  • paola

    Dicembre 20, 2011 at 7:00 pm

    @Laura, Dora: si dice che Vittorio E II in occasione della sua visita alla regina Vittoria volesse fidanzarsi con la cugina di questa, cioè Mary Adelaide, detta Fat Mary

    http://abitofhistory.net/images/slideshow/pages/mary_adelaide.htm

    ma Mary lo rifiutò dicendo più o meno “già dal proprio marito se ne deve sopportare tante, ma che almeno abbia un po’ di stile ed educazione!” (cito a memoria), ovviamente non reputava che Vittorio E avesse queste doti!

    M. Paola

  • elettra

    Dicembre 20, 2011 at 9:17 pm

    Ale…quello che scrivi sul regno di Sardegna è vero e io personalmente ho sempre avuto molta simpatia per Carlo Alberto e devo dire anche qui c’è qualche falso storico nel giudizio della sua persona…. come tu sicuramente già sai, egli era nato lontano dal trono ed ebbe un ‘ educazione piuttosto liberale, in Svizzera e con precettore, di cui propoprio non mi ricordo il nome , che si ispirava al pensiero nuovo ed illuminato di Rousseau…si dice che fu anche vicino alla Carboneria….secondo me un abile diplomatico, anche un po’ scaltro, ma tuttaltro che re Tentenna…… il figlio era molto diverso da lui, e molto probabilmente, chissà che la storia del neonato morto in un incendio e sostituito con il figlio di un macellaio, con tutta la stima verso i macellai !, non sia vera…..
    In questo blog non abbiamo sardi…mi chiedevo, ma senza alcuna polemica, cosa direbbe oggi un sardo parlando del regno di Sardegna… ripeto non è polemica, è una domanda che finora non mi sono mai posta, ma non credo che in Sardegna sia stato fatto molto sviluppo…
    Cavour al di là del giudizio umano , un grande politico! e si sa che che chi è un grande politico non può essere un santo!

  • paola

    Dicembre 20, 2011 at 9:43 pm

    @Ale, la regina Vittoria amava questi temperamenti “latini”, o almeno lei li considerava latini, come Vittorio Emanuele II e Napoleone III.
    Tra l’altro anche a me Vittorio E II è sempre stato simpatico (va beh non l’ho conosciuto di persona, anche se ho una certa età, ahaha :D)
    Sto leggendo con molto interesse questa discussione sul Risorgimento, anche perchè sono piuttosto ignorante in materia, anch’io ricordo soltanto quello che ho studiato a scuola e che era tutto filo-piemontesi!
    Mi sembra di averlo già raccontato, ma mio marito aveva un avo napoletano che era x l’unità d’Italia si mise contro i Borboni durante il risorgimento, quindi il re lo imprigionò e gli confiscò tutte le proprietà. Quando arrivarono i Savoia lo liberarono, ma NON gli resero le proprietà confiscate! 😀 meglio riderci sopra! Un fratello di mio marito ha tutte le lettere scritte da questo personaggio dal carcere, sarebbe interessante prima o poi leggerle…

    M. Paola

  • Laura

    Dicembre 20, 2011 at 9:44 pm

    @ Paola e Ale mi pare che Fat Mary e Vittorio Emanuele avrebbero formato una bella coppia … di grassoni.
    Quando penso al regno delle Due Sicilie piuttosto che al terzo posto di Napoli per sviluppo industriale dopo Francia e Inghilterra e all’immediato tracollo dopo l’unita’ d’Italia (vedi accaierie di Pietrarsa praticamente smantellate per far crescere le Ansaldo) penso invece alla incredibile, per i tempi, campagna di inoculazione antivaiolosa gratuita e obbligatoria che fu avviata da Ferdinando II.

  • Biagio

    Dicembre 21, 2011 at 10:00 am

    Buongiorno a tutti.
    @Ale
    Ti ringrazio per le informazioni che mi hai dato con il tuo post. Di alcune non ne ero a conoscenza e quindi grazie. Sono anche soddisfatto perchè nel tuo post c’è la conferma di quelle verità che hanno portato al tracollo dell’industria duosiciliana dopo l’unità a favore del triangolo Torino Genova Milano. Hai citato l’Ansaldo (500 dipendenti), e la Banca Nazionale. Ebbene alla prima le sono state date le commesse dello stabilimento di Portici-Pietrarsa di Napoli che aveva più di mille dipendenti, la seconda attraverso l’imposizione del corso forzoso ha drenato l’oro dal Banco delle due sicilie. In più, non so se lo sai, ma Carlo Bombrini disse: “Il mezzogiorno non dovrà più essere in grado di intraprendere”. Ale insomma si potrebbe disquisire a lungo su primati e quant’altro, ma hai precisato che Cavour ha fatto un sacco di cose per il regno di Sardegna ed è proprio quì il punto.Oggi non si può continuare a dire e a far credere che la penisola è stata unita perche gli abitanti lo volevano perchè il sud era povero, analfabeta e arretrato che i Borbone erano la “Negazione di Dio”e tutte le altre bugie che la storia ufficiale ci ha detto. La penisola è stata diciamo unita perchè sono collimati gli interessi di:
    Regno di Sardegna, Inghilterra, Francia e liberisti siciliani (coordinati dalla massoneria internazionale). In più se aggiungi che i protestanti volevano fare le scarpe ai cattolici (ma questo guardalo nel quadro geografico dell’epoca santa madre russia compresa) ti viene tutto più facile. Il tutto a spese delle due sicilie. E poi al di là di tutto potevano 1089 persone sconfiggere l’esercito Borbonico composto da 90mila soldati di cui 63mila sempre in forza? Nessuno mette in dubbio l’abilità di Cavour Ale, ma l’effetto delle sue azioni e dei suoi collaboratori che cosa hanno prodotto? In ultima analisi Ale a me è parsa evidente una cosa. Cavour per fare gli interessi del suo regno faceva debiti. Ma per onorarli aveva bisogno di allargare la base impositiva. I Borbone li facevano anche loro i debiti ma erano in attivo e non si mettevano nei guai.
    Della Calabria duosiciliana ti posso dire che c’era tra le tante attività un polo sidergico sito a Mongiana. Ovviamente splendore sotto i Borbone e decadenza dopo l’invasione. Dai una occhiata su Wikipedia in merito e vedrai.
    @Paola
    Quanto mi piacerebbe leggere quelle lettere dal carcere.

  • Ale

    Dicembre 21, 2011 at 10:13 am

    @elettra su carlo alberto hai ragione, proprio in questi giorni sto leggendo un libro su carlo alberto re, che analizza tutti i suoi 18 anni di regno, riforme, qualità ed errori della sua attività di governo. e pare proprio che fosse tutto tranne che tentenna, secondo le nuove teorie degli storici era un gran dissimulatore. è vero anche che da giovane aveva idee liberali, dovute al soggiorno a ginevra ma anche all’influenza che ebbe su di lui napoleone, che lo aveva nominato conte con una rendita di 100.000 franchi l’anno in cambio della sua rinuncia ai diritti di casa savoia. ma una volta tornato a torino 16enne vittorio emanuele lo reintegrò nella successione e gli impose un’educazione molto rigida. con gl’anni divenne bigotto (assisteva a molte messe al giorno e portava il cilicio) e sotenitore accanito del legittimismo (sostenne apertamente il carlismo e ci vollero dieci anni per fargli digerire luigi filippo sul trono di francia). carlo felice addirittura, prima di morire, gli fece firmare un documento dove prometteva solennemente di non cambiare mai l’ordinamento dello stato e di sostenere sempre l’assolutismo, pena la perdita del trono. però fu un grande sovrano che pose fine alla restaurazione inutile voluta da vittorio emanuele I e da carlo felice e concesse importanti riforme.

  • elettra

    Dicembre 21, 2011 at 10:15 am

    A tutto questo interessantissimo discorso, volevo aggiungere un piccolo ricordo personale, sul quale mi sono accorta di aver sorvolato…quando ho parlato di quei lontani ascendenti garibaldini, erano due zii materni oppure uno zio e un cugino…esattamente non so, della mia bisnonna materna ,che io ho avuto la fortuna di conoscere…è morta anziana ed era nata nel 1875…io allora ero una ragazzina e di queste storie non mi interessava più di tanto, purtroppo, magari le avessi chiesto di più….quando parlava di questi suoi parenti, le figlie e le nipoti, la zittivano subito, come se fosse stata un’onta per la famiglia…. non so come se oggi uno fosse il parente di un terrorista… tempo fa su internet ho scoperto un sito che riporta nomi e cognomi e provenienza, dei garibaldini, ma io non conosco il cognome della mia trisavola, la madre della mia bisnonna, e così tutto è finito nuovamente nel buio…. non so neppure se sopavvissero alle battaglie o morirono….che peccato, però!

  • elettra

    Dicembre 21, 2011 at 10:25 am

    Biagio.. grazie per avermi ricordato quella frase che mi era sfuggita…come era vera! purtroppo la Calabria, non ha mai avuto grandi risorse naturali, ma per la sua natura aspra ed impervia, è una regione bellissima…per alcuni anni abbiamo avuto una casetta al mare a Scalea, poi venduta per l’incubo di dover percorrere la Salerno- Reggio Calabria….sarebbe il miglior regalo alla Calabria, fare un’autostrada degna di quel nome, che potrebbe sviluppare un turismo di prim’ordine sia di mare che di monte!!!

  • Ale

    Dicembre 21, 2011 at 11:00 am

    biagio alcune cose che dici le condivido anche ma mi pare piuttosto ovvio che gli stati si cerchino di fare le scarpe a vicenda, succede ancora oggi, anche a danno dell’italia, come sta cercando di fare la francia in libia. è per questo che ho detto che mi sarebbe piaciuto vedere all’opera cavour sul regno d’italia, magari per altri 10 anni. perchè siccome lui sosteneva che uno stato fioriva se progrediva in tutto il suo territorio (fece importanti riforme per la sardegna fino ad allora considerata di serie b) sono sicuro che avrebbe fatto molto per il meridione (visto che ora faceva parte del regno che governava) che purtroppo non riuscì mai a vedere.

  • Biagio

    Dicembre 21, 2011 at 12:11 pm

    @Ale
    Il mezzogiorno, o meglio le due sicilie non avevano e non sentivano nessun bisogno di Cavour per il suo sviluppo. A tutti i livelli. Erano già avanti. O c’è qualcosa di grosso che mi sfugge?
    @elettra
    Le potenzialità turistiche di tutto il mezzogiorno le vedono tutti tranne quelli che tengono i cordoni della borsa. E’ fin troppo facile intuire che se tieni non dico tanto ma un pò di ordine, pulito e con i servizi di minima, il turismo esplode. Ma guarda come è stata violentata la campania e soprattutto Napoli (per non parlare di Palermo negli anni sessanta) da capitale europea a capitale mondiale di spazzatura su strada. Prova a chiedere in quanti conoscono il teatro alla scala di milano e quanti il teatro san carlo di Napoli, anche tra gli stessi abitanti del mezzogiorno. Come si fa a parlare di italia unita. Io ci vorrei riuscire ma non ci riesco.

  • elettra

    Dicembre 21, 2011 at 1:36 pm

    Biagio…… hai ragione! vedi come le mie due anime , e rotti, danno ragione a tutti?
    questo post già interessantissimo dall’inizio sta diventantado molto importante, costruttivo, e secondo me sta unendo molto di più di quelllo che i governi antichi e moderni abbiano saputo fare….non trovate anche voi?
    Altro ricordo personale che cade come il cacio sui maccheroni: io mi sono sempre chiesta come mio nonno napoletano DOC e mia nonna viennese DOC, subito dopo la prima guerra mondiale, alla quale , mio nonno stesso aveva partecipato come sott. ten di fanteria, impegnato nelle numerose battaglie sull’Isonzo, si fossero potuti sposare quasi subito dopo essersi così crudelmente avversati…ebbene …la risposta forse è che le PERSONE si capiscono e si amano di più di quello che la storia i regimi , i governi ci insegnano a fare

  • elettra

    Dicembre 21, 2011 at 1:44 pm

    ALE per favore mi potresti dire che libro stai leggendo? Mi piacerebbe potermi informare di più. Grazie!

  • Filippo

    Dicembre 21, 2011 at 5:11 pm

    @Elettra “”…la risposta forse è che le PERSONE si capiscono e si amano di più di quello che la storia i regimi , i governi ci insegnano a fare…””
    Parole sante

  • Ale

    Dicembre 22, 2011 at 11:14 am

    @elettra il titolo è “carlo alberto re” di filippo ambrosini edizioni del capricorno. sono più o meno a metà (ha circa 390 pagine) e mi sembra ben fatto. analizza in modo dettagliato il regno e le scelte politiche di carlo alberto, è bello anche perchè alla fine di ogni capitolo ci sono le lettere o pagine di diario del re. se posso permettermi consiglierei a chi interessa come funziona una corte anche “la corte dei savoia (1849-1900)” di carlo m. fiorentino che mi è piaciuto molto, perchè non racconta cose scontate e rivela molti retroscena di quella che fu una delle corti più fastose d’europa (ovviamente quella umbertina).

  • elettra

    Dicembre 22, 2011 at 1:48 pm

    Grazie Ale…proprio stamattina è arrivato nella “mia ” libreria il libro a cui Marina ha dedicato un post…l’onore perduto di isabella de medici ….vedrò se quello che tu stai leggendo è disponibile , oppure lo ordinerò…voglio anche vedere se c’è Terroni di pino Aprile consigliato da Biagio… sempre per rimanere fedele al mio due in una, e non far torto a nessuno…..grazie!

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